La Camera boccia i dazi di Trump sul Canada: 6 repubblicani si ribellano
La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione per bloccare i dazi imposti contro il Canada. È la prima volta che il Congresso vota formalmente contro uno dei capisaldi della politica commerciale del presidente, segnalando una crescente insofferenza da parte di alcuni repubblicani.
Sei deputati repubblicani hanno votato oggi insieme alla stragrande maggioranza dei democratici per bocciare i dazi imposti dal presidente Donald Trump sul Canada. È la prima volta che la Camera dei Rappresentanti si esprime formalmente in senso contrario alla sua politica commerciale, e il voto evidenzia un crescente disagio all’interno del Partito Repubblicano verso la strategia aggressiva della Casa Bianca.
I deputati repubblicani Thomas Massie (Kentucky), Don Bacon (Nebraska), Kevin Kiley (California), Dan Newhouse (Stato di Washington), Jeff Hurd (Colorado) e Brian Fitzpatrick (Pennsylvania) hanno votato per porre fine all’uso dell’emergenza nazionale da parte di Trump per imporre dazi sul Canada. L’unico democratico a votare contro la risoluzione è stato Jared Golden (Maine). Il provvedimento è così passato con 219 voti favorevoli e 211 contrari.
Non è bastato, per evitare questo smacco, che pochi minuti prima della chiusura del voto Trump avesse pubblicato un post su Truth Social con cui avvertiva i repubblicani dissidenti:
“Qualsiasi repubblicano, alla Camera o al Senato, che voterà contro i dazi subirà gravi conseguenze al momento delle elezioni, e questo include le primarie”.
Il voto rappresenta un passaggio significativo anche per un altro motivo. Per circa un anno lo Speaker repubblicano della Camera, Mike Johnson, aveva infatti bloccato qualsiasi votazione sulle risoluzioni contro i dazi. Questa barriera si è però incrinata all’inizio della settimana, quando un piccolo gruppo di deputati repubblicani si è ribellato al tentativo della leadership di prorogare il divieto. Una votazione procedurale per impedire simili risoluzioni fino al 31 luglio è così fallita, dopo che Massie, Kiley e Bacon hanno votato contro insieme a tutti i democratici.
I democratici della Camera intendono ora presentare ulteriori risoluzioni per contestare altri dazi imposti dall’amministrazione Trump, costringendo i repubblicani a prendere posizioni politicamente delicate in vista delle elezioni di midterm, considerata l’impopolarità delle misure tariffarie nei sondaggi.
Ad esempio, Greg Meeks, deputato democratico di New York e membro di minoranza della Commissione Affari Esteri della Camera, ha già dichiarato ad Axios di voler forzare una votazione sui dazi imposti al Messico. Un aspetto particolarmente rilevante è che queste risoluzioni hanno carattere privilegiato: ciò significa che qualsiasi deputato può chiederne la calendarizzazione e il voto in aula senza dover passare dal controllo dello Speaker, che in condizioni normali decide quali provvedimenti portare in discussione.
Si tratta, in ogni caso, di votazioni dal valore soprattutto simbolico. Infatti la risoluzione approvata dalla Camera passerà ora al Senato, dove è sufficiente una maggioranza semplice per l’approvazione, ma è quasi scontato che, qualora arrivasse alla Casa Bianca, Trump porrebbe il veto. Lo scorso aprile una risoluzione analoga contro i dazi sul Canada era già stata approvata al Senato con il sostegno di 4 senatori repubblicani.