L'ex procuratore speciale Jack Smith ha difeso, davanti alla Commissione Giustizia del Senato, le due incriminazioni del suo team contro Donald Trump. Ha sostenuto che le sue indagini abbiano raccolto prove sufficienti a dimostrare "oltre ogni ragionevole dubbio" che il presidente "aveva commesso gravi crimini contro la nostra nazione". "Se oggi mi chiedessero di incriminare un ex presidente sulla base degli stessi fatti, lo farei, indipendentemente dal fatto che fosse repubblicano o democratico", ha detto Smith, aggiungendo che non si lascerà "zittire dalle continue minacce di incriminazione" di Trump. "Il presidente degli Stati Uniti ha minacciato di mandare in carcere anche me", ha ricordato.
Nominato procuratore speciale nel 2022, Smith aveva incriminato Trump in due diversi procedimenti: il primo per la gestione dei documenti riservati nel suo club di Mar-a-Lago dopo la fine del primo mandato e il secondo per i tentativi di ribaltare il risultato delle presidenziali del 2020. Dopo la vittoria di Trump nel 2024, Smith aveva rinunciato a portare avanti entrambe le azioni penali nei suoi confronti.
"Invece di accettare la sconfitta, il presidente Trump ha messo in atto un piano criminale per ribaltare i risultati e impedire il legittimo passaggio dei poteri", ha affermato nella dichiarazione introduttiva. Secondo l'ex procuratore speciale, dopo aver lasciato l'incarico Trump ha conservato illegalmente documenti riservati nel suo club di Mar-a-Lago, lasciando informazioni particolarmente delicate per la sicurezza nazionale anche in un bagno e in una sala da ballo, e ha ripetutamente cercato di ostacolare la giustizia per nasconderne il possesso.
I repubblicani, che controllano la Commissione, hanno attaccato Smith per quasi 4 ore. "Qualunque cosa lei dica, non c'è alcuna base legittima per quello che ha fatto", ha dichiarato il presidente della Commissione Chuck Grassley. Ted Cruz lo ha accusato di aver "screditato il Dipartimento di Giustizia", Eric Schmitt gli ha detto che passerà alla storia come "un vero farabutto" e John Kennedy che gli fa "venire voglia di vomitare". "Le accuse rivolte senza sosta a Smith sono meschine, personali e politiche", ha replicato Dick Durbin, il principale esponente democratico della Commissione. Cory Booker ha invece accusato i repubblicani di voler manipolare l'opinione pubblica americana.
Anche il repubblicano Thom Tillis ha preso le distanze dal proprio partito, richiamando l'incriminazione di aprile dell'ex direttore dell'FBI James Comey per una foto di conchiglie disposte a formare la scritta "86 47", interpretata dall'accusa come una minaccia alla vita del presidente. "Trovo interessante che qualcuno pensi che il proprio partito sia l'unico ad avere ragione e a essere virtuoso. Probabilmente non è il modo migliore di impiegare il nostro tempo", ha osservato Tillis.
I tabulati dei senatori e le minacce di incriminazione
Lo scontro più duro ha riguardato le richieste con cui il team di Smith aveva ottenuto, senza informare gli interessati, i tabulati telefonici di alcuni esponenti repubblicani del Congresso. Grassley le ha definite un "abuso di potere dilagante", mentre Cruz ha accusato gli investigatori di aver cercato indiscriminatamente elementi contro il suo partito. "È un reato essere repubblicano?", ha chiesto. "Assolutamente no", ha risposto Smith.
Secondo l'ex procuratore speciale, invece, quei dati indicavano gli orari delle comunicazioni e la durata delle telefonate, senza rivelarne il contenuto. Servivano a ricostruire le chiamate partite dalla Casa Bianca il 6 gennaio 2021 verso gli alleati di Trump al Congresso, proprio mentre il presidente cercava di ritardare la certificazione del voto. "Era una parte importante della nostra indagine ed era centrale per accertare l'intento criminale", ha spiegato. Il Dipartimento di Giustizia ha successivamente rivelato che Smith aveva ottenuto anche messaggi di 44 membri del Congresso, acquisiti incidentalmente attraverso una distinta richiesta agli Archivi Nazionali relativa ad alcuni telefoni collegati alla Casa Bianca.
La senatrice repubblicana Darline Graham, subentrata al fratello Lindsey dopo la sua morte a luglio, gli ha chiesto conto dell'acquisizione dei tabulati del fratello. Smith ha risposto che Lindsey Graham era "un servitore dello Stato animato da spirito patriottico", che non era tra le persone su cui si concentrava l'indagine, anche se, con ogni probabilità, sarebbe stato chiamato a testimoniare nel processo.
Su altri aspetti Smith ha potuto fornire pochi dettagli, in quanto vincolato dal segreto sui lavori del gran giurì e dalla decisione della giudice federale Aileen Cannon, che ha vietato in modo permanente la pubblicazione del suo rapporto finale sui documenti riservati. Ha invece difeso il suo ex team, molti dei cui componenti sono stati poi licenziati dal Dipartimento di Giustizia dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca. "Il fatto che siano stati presi di mira illegalmente, abbiano perso il lavoro illegalmente e si siano visti stravolgere la vita da questo Dipartimento di Giustizia è una vergogna", ha dichiarato.
Smith ha detto di aspettarsi che l'Amministrazione faccia "tutto ciò che è in suo potere" per costruire una incriminazione contro di lui. Dopo la sua testimonianza di gennaio davanti alla Commissione Giustizia della Camera, il presidente Jim Jordan lo aveva già segnalato al Dipartimento di Giustizia, accusandolo di aver mentito al Congresso. Il Dipartimento sta ancora valutando se incriminarlo. A settembre, inoltre, i procuratori federali in Florida hanno convocato ex agenti dell'FBI coinvolti nella perquisizione di Mar-a-Lago del 2022, nell'ambito di un'indagine su una presunta "grande cospirazione" di funzionari delle amministrazioni Obama e Biden per violare i diritti civili di Trump.
La gaffe di Schmitt sugli Hawkeyes
Uno dei momenti più discussi dell'audizione ha avuto per protagonista Schmitt. Il senatore repubblicano del Missouri ha accusato Smith di falsa testimonianza per aver negato di essere andato a una partita degli Atlanta Hawks nel febbraio 2024. Ha sostenuto di avere messaggi che dimostravano il contrario e ha insinuato, senza fornire prove, che l'ex procuratore si fosse recato segretamente ad Atlanta per incontrare Fani Willis, la procuratrice distrettuale che in quel periodo stava parallelamente portando avanti il procedimento statale contro Trump in Georgia.
Smith ha invece spiegato che, in quel periodo, era andato a vedere una partita tra la squadra dell'Università del Maryland e le Iowa Hawkeyes, la formazione femminile di basket dell'Università dell'Iowa. La senatrice democratica Amy Klobuchar ha subito fatto notare che Schmitt aveva confuso le due squadre: "Forse avrebbe dovuto controllare con più attenzione". "Non ho mai visto 'prove' presentate e poi nascoste così in fretta", ha commentato su X Jonathan Karl, corrispondente da Washington di ABC News, precisando che la partita si era disputata in Maryland.
This was bizarre. I have never seen “evidence” introduced so quickly and then hidden.
— Jonathan Karl (@jonkarl) September 29, 2026
Senator Eric Schmitt accuses Jack Smith of perjury for denying he went to an Atlanta Hawks game in February 2024. As it turns out, he went to an Iowa Hawkeyes game (in Maryland). pic.twitter.com/h0kYmNGejH
Schmitt non ha ammesso l'errore. "Non c'è nessun errore. Gli ho chiesto se fosse stato ad Atlanta", ha detto a TMZ. Alla CNN ha invece scherzato: "Chi l'avrebbe detto che Jack Smith fosse un tifoso di Caitlin Clark?", la stella delle Hawkeyes all'epoca.
Who knew Jack Smith was a Caitlin Clark fan?
— Eric Schmitt (@Eric_Schmitt) September 29, 2026
La gaffe è arrivata poche ore dopo che Jim VandeHei, cofondatore di Axios, aveva indicato proprio Schmitt tra i nomi più quotati come possibile candidato alla vicepresidenza al fianco di JD Vance nel 2028. Secondo Axios, Vance considera il senatore, 51 anni, ex procuratore generale del Missouri e oggi vicepresidente della Commissione Economica congiunta del Congresso, come una persona affidabile, intelligente, capace di comunicare e abile sul piano politico. Il Segretario di Stato Marco Rubio, indicato come il favorito di Trump per quel ruolo, non sembrerebbe invece interessato.
