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Iran, Rubio caccia da New York la delegazione iraniana
Freddie Everett, State Department, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Politica estera 2 min di lettura

Iran, Rubio caccia da New York la delegazione iraniana

Lunedì sera il Segretario di Stato ha ordinato al Ministro degli Esteri iraniano e alla sua delegazione di lasciare subito gli Stati Uniti, dopo una giornata di trattative senza risultati.

Lunedì 28 settembre il Segretario di Stato Marco Rubio ha ordinato alla delegazione iraniana giunta a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di lasciare immediatamente gli Stati Uniti, secondo funzionari americani citati da Axios e dall’Associated Press. La decisione sarebbe arrivata dopo lo stallo nei negoziati tra Washington e Teheran. L’ordine riguardava anche il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, omologo di Rubio. Teheran nega però di aver ricevuto l’intimazione a partire e sostiene che la delegazione abbia rispettato il programma di viaggio già comunicato alle autorità americane.

Axios ha rivelato la vicenda citando un funzionario americano e una seconda fonte informata sui fatti. "Il Segretario Rubio ha cacciato la delegazione iraniana, che aveva abusato della nostra ospitalità. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite era finita, quindi era ora che se ne andassero", ha dichiarato il funzionario. La richiesta di partenza immediata, secondo questa ricostruzione, rappresenta uno sgarbo diplomatico particolarmente insolito e riflette la profonda sfiducia tra i due Paesi.

I mediatori del Qatar avevano cercato di sbloccare il negoziato con una proposta di compromesso basata sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sulla ripresa dei colloqui sul nucleare. I progressi erano però stati limitati, perché nessuna delle due parti era disposta a fare concessioni. Ai colloqui indiretti di New York avevano partecipato anche gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner.

La partenza e le versioni contrastanti

Secondo il funzionario americano citato da Axios, lunedì mattina la Casa Bianca sperava ancora che i colloqui previsti nel corso della giornata potessero produrre qualche risultato. Nel tardo pomeriggio, però, il negoziato risultava ormai bloccato. In serata, su ordine di Rubio, la missione statunitense all’ONU avrebbe quindi comunicato alla rappresentanza iraniana che Araghchi e la sua delegazione dovevano lasciare subito New York.

Poche ore dopo, gli iraniani si sono diretti all’aeroporto e, secondo Axios, all’1:20 di martedì 29 settembre, le 7:20 in Italia, si sono imbarcati su un volo per Doha. Anche l’Associated Press riferisce che Araghchi e la sua delegazione sono partiti nelle prime ore di martedì.

Le ricostruzioni divergono invece sul programma originario del Ministro. La seconda fonte di Axios ha confermato la richiesta americana, precisando però che Araghchi aveva già previsto di rientrare a Teheran lunedì sera. L’Associated Press, che ha raccolto da due funzionari americani la conferma dell’ordine di Rubio, riferisce che, secondo alcune ricostruzioni, il Ministro avrebbe dovuto restare fino a mercoledì. La richiesta di partenza è dunque confermata da più fonti americane, ma le informazioni disponibili non consentono di stabilire se abbia effettivamente anticipato il viaggio.

La missione iraniana all’ONU respinge la versione di Washington. "La delegazione iraniana ha lasciato New York lunedì sera, secondo il programma comunicato in anticipo al dipartimento di Stato il 17 settembre", ha scritto. "Non avendo ottenuto nulla, il Dipartimento di Stato ha iniziato a diffondere notizie infondate e senza valore", ha aggiunto. Già al suo arrivo, la delegazione iraniana era stata soggetta a forti restrizioni negli spostamenti. Anche quest’anno Washington aveva concesso visti con severe limitazioni alla libertà di movimento a New York. Il Dipartimento di Stato aveva inoltre vietato ai delegati di fare acquisti nei punti vendita all’ingrosso riservati ai soci e di comprare beni di lusso.

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