Il Midwest torna ad attirare abitanti dopo 70 anni di declino

Il costo della vita nelle grandi città del Sud e dell'Ovest spinge sempre più americani verso gli Stati centrali. Ma la stretta sull'immigrazione di Trump rischia di frenare la ripresa

Il Midwest torna ad attirare abitanti dopo 70 anni di declino
Photo by Tamara Demir / Unsplash

Per la prima volta dagli anni Cinquanta, il Midwest americano sta guadagnando più abitanti di quanti ne perda. Secondo i dati del Census Bureau basati sulle dichiarazioni dei redditi, nel 2025 la regione che si estende dal North Dakota all'Ohio ha registrato un saldo positivo di 16.000 nuovi residenti provenienti da altri Stati americani. Appena tre anni prima, nel 2022, il saldo era negativo: 180.000 persone avevano lasciato la regione.

Come spiega l'Economist, si tratta di un'inversione di tendenza che il demografo Hamilton Lombard, dell'Università della Virginia, definisce "notevole". Lombard stima che l'ultima volta che il Midwest attrasse più persone di quante ne perdesse fu negli anni Cinquanta, quando gli afroamericani si trasferivano al Nord per lavorare nelle fabbriche e sfuggire alle leggi segregazioniste. A partire dagli anni Settanta, la deindustrializzazione aveva invertito il flusso, dando vita a una sorta di Grande Migrazione al contrario.

La causa principale di questa inversione è il costo della vita. Lombard, parlando con l'Economist, ha fatto il confronto fra Phoenix, in Arizona, e Chicago. La metropoli dell'Arizona, un tempo accessibile, ha visto i prezzi aumentare rapidamente. Gli affitti a Chicago costano circa 150 dollari in meno al mese rispetto a Phoenix e la città offre trasporti pubblici e una vivace scena culturale. A Rockford, città industriale dell'Illinois con circa 150.000 abitanti, il sindaco Tom McNamara ha dichiarato all'Economist che è possibile comprare una bella casa con giardino e garage per 200.000 dollari.

L'Illinois è forse lo Stato dove il cambiamento è più evidente. Nel 2022 aveva perso quasi 150.000 residenti a favore di altri Stati. L'anno scorso ne ha persi soltanto 40.000, il 73 per cento in meno rispetto a tre anni prima. La pressione fiscale resta un problema: circa il 40 per cento del bilancio di Chicago è destinato a pensioni e debiti. Ma se il flusso in uscita continua a rallentare, queste pressioni potrebbero attenuarsi.

Il fenomeno non riguarda solo l'Illinois. Detroit, secondo le stime del Census Bureau, ha guadagnato residenti per la prima volta in quasi 70 anni. L'area metropolitana di Cleveland, altra città della cosiddetta Rust Belt, sta perdendo meno abitanti. Il quadro però non è uniforme: Columbus, nello stesso Ohio, ha visto la migrazione in entrata trasformarsi in un modesto deflusso.

Per decenni, il più grande esodo da Chicago ha riguardato famiglie della classe operaia, spesso afroamericane. Nel decennio fino al 2020, la contea di Cook, che comprende Chicago, ha perso 100.000 residenti neri, pari all'8 per cento del totale. Molti si erano trasferiti ad Atlanta, Houston e in altre città del Sud. Ma ora il Sud non è più così conveniente e i salari non sono più significativamente più alti. Nel Midwest, il declino pluridecennale dei posti di lavoro nel settore manifatturiero sembra aver toccato il fondo.

È troppo presto per dire se questa tendenza sarà duratura. Gli inverni restano rigidi e il sole del Sud continuerà a esercitare il suo richiamo. Ma il problema più grande è un altro: anche se meno persone lasciano il Midwest, il presidente Trump ha tagliato la principale fonte di nuovi lavoratori, cioè l'immigrazione internazionale. A gennaio il Congressional Budget Office ha ridotto le sue previsioni sulla crescita della popolazione americana nel prossimo decennio da 15 a 8 milioni di persone, a causa del calo dell'immigrazione e della natalità. La popolazione immigrata si sta probabilmente riducendo, rendendo la competizione per attrarre abitanti ancora più intensa. Ogni guadagno del Midwest sarà inevitabilmente la perdita di qualcun altro.

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