Il discorso di Trump convince meno dell'anno scorso
Il 40% degli spettatori non ha fiducia nella capacità del presidente di rendere la vita più accessibile. Sui dazi, il pubblico si divide a metà. Il gradimento complessivo di Trump è al 36%
Il discorso sullo Stato dell'Unione pronunciato dal presidente Trump martedì 24 febbraio ha ottenuto un'accoglienza positiva da parte del 63% degli spettatori, ma con un entusiasmo inferiore rispetto all'anno scorso e nettamente più basso rispetto ai suoi discorsi del primo mandato. Solo il 38% ha giudicato il discorso in modo "molto positivo", contro il 44% del 2025 e il 57% del 2017. Il dato emerge da un sondaggio CNN condotto dall'istituto di ricerca SSRS su 482 adulti che hanno seguito l'intervento.
Il confronto con i predecessori è altrettanto significativo. Nel 2019, il 59% degli spettatori aveva espresso un giudizio "molto positivo" sul discorso di Trump al Congresso. Barack Obama nel 2010 raggiunse il 48%, George W. Bush arrivò al 74% nel 2002, nell'atmosfera di unità nazionale seguita agli attentati dell'11 settembre. Il livello di entusiasmo registrato quest'anno è paragonabile a quello dell'ultimo discorso di Joe Biden nel 2024, quando il 35% degli spettatori reagì in modo "molto positivo".
Un elemento essenziale per interpretare questi numeri riguarda la composizione del pubblico. Come accade di norma per i discorsi presidenziali al Congresso, la platea televisiva era sbilanciata verso il partito del presidente: il 41% degli spettatori si è dichiarato repubblicano, il 41% indipendente e solo il 18% democratico. Il pubblico era quindi più repubblicano di circa 13 punti percentuali rispetto alla popolazione generale. I giudizi positivi sui discorsi al Congresso, come sottolinea la CNN, sono la norma nei sondaggi condotti su questo tipo di audience sin dall'era Clinton.

Il discorso, che ha stabilito il record di durata per un discorso sullo Stato dell'Unione, ha comunque prodotto un effetto di mobilitazione tra chi lo ha seguito. Prima dell'intervento, il 54% degli spettatori riteneva che le politiche di Trump stessero portando il paese nella direzione giusta; dopo il discorso la percentuale è salita al 64%. Allo stesso modo, la quota di chi giudicava corrette le priorità del presidente è passata dal 44% al 54%.
Il tema su cui Trump ha mostrato più difficoltà a convincere è il costo della vita, la preoccupazione principale degli spettatori prima del discorso. Il 45% del pubblico ha ritenuto che il presidente abbia dedicato troppo poco spazio alla questione economica, mentre il 53% ha giudicato adeguata l'attenzione riservata al tema. Soprattutto, solo il 31% ha espresso piena fiducia nella capacità di Trump di rendere la vita più accessibile. Il 29% ha dichiarato una fiducia parziale e il 40%, la fetta più ampia, non ha fiducia.
Anche sui dazi il pubblico si è diviso quasi a metà: il 51% degli spettatori ha considerato la gestione dei dazi da parte di Trump un uso appropriato del suo potere, mentre il 49% ha parlato di un eccesso di potere. Si tratta di un risultato rilevante, considerando che la platea era composta in prevalenza da elettori a lui favorevoli.
Sul fronte dell'immigrazione, il 62% degli spettatori ha giudicato le politiche proposte come un passo nella direzione giusta. Il dato è identico a quello sull'economia, ma rappresenta un calo marcato rispetto al 76% registrato dopo il discorso del marzo 2025 e si riavvicina ai livelli del primo mandato, quando l'immigrazione era uno dei punti di maggiore vulnerabilità politica per Trump. Tra chi si è detto insoddisfatto dello spazio dedicato all'immigrazione, la maggioranza, il 38%, ha ritenuto che il presidente ne avesse parlato troppo, contro solo il 6% che avrebbe voluto maggiore attenzione.
Per quanto riguarda la fiducia nella leadership presidenziale, il 45% ha espresso piena fiducia nella capacità di Trump di guidare il paese, in calo rispetto al 50% del 2025. Il 43% si è detto fiducioso sull'uso responsabile della forza militare e il 38% sulle decisioni riguardanti l'Iran.
I discorsi sullo Stato dell'Unione vengono tradizionalmente considerati un'occasione per i presidenti di migliorare la percezione pubblica del proprio operato. I dati storici, tuttavia, indicano che raramente producono cambiamenti significativi nei livelli di approvazione complessivi, soprattutto negli ultimi anni. In un sondaggio CNN sulla popolazione generale condotto nei giorni precedenti il discorso, il gradimento di Trump si attestava al 36%.