I Dem sono divisi tra valori e pragmatismo, i Repubblicani no

Un sondaggio NBC News rivela che sette repubblicani su dieci nelle primarie preferiscono un candidato vicino alle loro idee, mentre i democratici sono spaccati a metà. Entrambi i partiti restano impopolari

I Dem sono divisi tra valori e pragmatismo, i Repubblicani no

I democratici americani si trovano di fronte a un dilemma che non riescono a risolvere: scegliere candidati vicini alle loro idee o puntare su chi ha più chances di vincere alle elezioni di novembre? Un nuovo sondaggio nazionale di NBC News, condotto tra il 27 febbraio e il 3 marzo su mille elettori registrati, mostra che questo dilemma divide il partito quasi a metà, mentre i repubblicani sono molto più compatti nel privilegiare l'allineamento ideologico.

Tra gli elettori che partecipano alle primarie repubblicane, il 70% preferisce votare per il candidato più vicino alle proprie posizioni sui temi, contro il 27% che vuole invece chi ha più probabilità di vincere a novembre. Tra i democratici lo stesso dato si divide in modo molto più equilibrato: il 56% sceglie l'allineamento ideologico e il 42% l'eleggibilità. Il sondaggio è stato realizzato dalla società democratica Hart Research Associates e dalla società repubblicana Public Opinion Strategies.

NBC News Poll — Primarie 2026
NBC NEWS POLL
Nella scelta del candidato alle primarie, cosa conta di più:
essere vicino alle tue posizioni o avere le migliori chances di vincere a novembre?
Elettori delle primarie repubblicane
Più vicino alle mie posizioni
70%
Più chances di vincere
27%

Elettori delle primarie democratiche
Più vicino alle mie posizioni
56%
Più chances di vincere
42%
Data di rilevazione: 27 febbraio – 3 marzo 2025  |  Campione: 368 democratici, 319 repubblicani (su 1.000 elettori registrati)  |  Margine di errore: ±5,1 pp (dem.) / ±5,5 pp (rep.)  |  Metodo: Telefono e SMS  |  Fonte: NBC News Poll

Questa divisione interna emerge mentre si stanno disputando le prime primarie del ciclo elettorale 2026, che determinerà la composizione del prossimo Congresso. In Texas, per esempio, martedì si sono tenute le primarie per il Senato in entrambi i partiti, con i candidati che cercavano di convincere gli elettori di essere i più adatti a vincere a novembre.

Il sondaggio non è solo una fotografia delle preferenze di voto. Riflette anche la crisi di immagine che attraversano entrambi i partiti, con i democratici in condizioni particolarmente difficili. Solo il 30% degli elettori registrati ha un'opinione positiva del Partito Democratico, contro il 52% che lo vede in modo negativo. Il Partito Repubblicano va un po' meglio: il 37% lo vede positivamente e il 51% negativamente. In entrambi i casi i numeri sono "sott'acqua", cioè il giudizio negativo supera quello positivo, ma il divario è più ampio per i democratici.

La differenza si spiega in parte guardando all'interno dei partiti stessi. Tra i repubblicani, il 77% ha un giudizio positivo del proprio partito. Tra i democratici, la quota scende al 62%. Gli indipendenti, che rappresentano una fascia cruciale dell'elettorato, bocciano entrambi: solo il 13% vede positivamente i democratici e il 16% i repubblicani.

Sul fronte delle personalità politiche, nessuno dei sei esponenti testati nel sondaggio risulta popolare presso l'elettorato generale. Il vicepresidente JD Vance, che diversi elettori repubblicani citano come possibile futuro leader del partito, ha un indice di gradimento positivo del 38% contro un negativo del 49%. Un anno fa i numeri erano simili. Il segretario di Stato Marco Rubio, che il presidente Donald Trump indica spesso come potenziale candidato nazionale, è visto positivamente dal 34% e negativamente dal 41% degli elettori registrati. Tra i repubblicani, due terzi lo giudicano positivamente, mentre tre quarti dei democratici lo vedono in modo negativo.

Tra i leader democratici, la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez se la cava meglio degli altri: il 31% degli elettori la vede positivamente e il 42% negativamente. Quasi due terzi dei democratici hanno di lei un'opinione positiva. L'ex vicepresidente Kamala Harris, candidata sconfitta nel 2024, ha invece un indice negativo del 51% contro un positivo del 34%. Il governatore della California Gavin Newsom è visto positivamente solo dal 27% degli elettori e negativamente dal 45%.

Questo sondaggio arriva in un momento in cui i democratici cercano di capire come riconquistare l'elettorato dopo la sconfitta del 2024. La questione del bilanciamento tra purezza ideologica ed eleggibilità non è nuova per il partito. Nel febbraio 2020, il 53% degli elettori democratici alle primarie presidenziali preferiva il candidato con più probabilità di battere Trump, mentre il 42% voleva quello più vicino alle proprie idee. Oggi quella proporzione si è invertita.

Per i repubblicani, la questione è meno urgente. Controllano sia il Congresso sia la Casa Bianca e i loro elettori si dicono soddisfatti della direzione del partito, che identificano in larga misura con l'agenda del presidente Trump.

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