A un mese dalle midterm, i democratici stanno scrivendo le leggi con cui vorrebbero impedire che il modo in cui Trump ha usato i poteri presidenziali sopravviva alla sua presidenza. Ci sono proposte per limitare il ricorso alle emergenze nazionali, per proteggere il Dipartimento di Giustizia dalle pressioni della Casa Bianca, per vietare a un presidente di ristrutturare da solo la sua residenza e per impedire alle future famiglie presidenziali di arricchirsi con la carica. Dal loro successo potrebbe dipendere se l'approccio di Trump resterà una parentesi nella storia americana o diventerà il modello per tutti i presidenti che verranno.
Jamie Raskin, deputato del Maryland e democratico più alto in grado nella commissione Giustizia della Camera, ha detto al Washington Post che i cambiamenti voluti dal presidente si possono e si devono smontare, ma che serviranno decenni. "Abbiamo davanti un grande compito di ricostruzione", ha detto, spiegando che bisognerà procedere "dipartimento per dipartimento" per decidere che cosa salvare e che cosa ricreare. Con la possibilità di riconquistare il Congresso a novembre, il lavoro dei democratici su questi temi si è intensificato.
Diverse proposte riguardano le emergenze nazionali, che permettono al presidente di agire con poteri straordinari. Trump ne ha dichiarate circa una decina, usandole in modi nuovi per giustificare politiche molto diverse fra loro: i dazi, l'accelerazione delle espulsioni e l'invio della Guardia nazionale. I deputati Suzan DelBene, dello Stato di Washington, e Don Beyer, della Virginia, hanno presentato una legge che vieta al presidente di imporre dazi con il pretesto di un'emergenza nazionale senza il consenso del Congresso.
20 gennaio 2025: Cartelli della droga. I cartelli vengono designati come organizzazioni terroristiche straniere.
20 gennaio 2025: Confine con il Messico. Permette di usare militari e fondi della Difesa alla frontiera sud.
1 febbraio 2025: Dazi al Canada. Motivo dichiarato: il traffico di droga attraverso il confine nord.
1 febbraio 2025: Dazi al Messico. Motivo dichiarato: droga e immigrazione irregolare dal confine sud.
1 febbraio 2025: Dazi alla Cina. Motivo dichiarato: la filiera degli oppioidi sintetici, come il fentanyl.
6 febbraio 2025: Corte penale internazionale. Sanzioni contro i funzionari della Corte dell'Aia.
2 aprile 2025: Dazi «reciproci». Dazi su quasi tutti i partner commerciali, motivati con il deficit commerciale degli Stati Uniti.
30 luglio 2025: Dazi al Brasile. Motivati con le «minacce» del governo brasiliano agli Stati Uniti.
9 gennaio 2026: Petrolio del Venezuela. Mette sotto tutela i proventi del petrolio venezuelano.
29 gennaio 2026: Petrolio per Cuba. Autorizza dazi contro i Paesi che vendono petrolio all'isola.
26 agosto 2026: Rete elettrica. Emergenza dichiarata per mettere in sicurezza la rete elettrica nazionale.
Ha accettato in regalo un aereo dal governo del Qatar. Proposta: Vietati i regali dei governi stranieri; i pagamenti solo con il via libera del Congresso. (Rahm Emanuel, ex sindaco di Chicago, e Jamie Raskin, deputato democratico)
Ha fatto demolire l'ala est della Casa Bianca. Proposta: Una revisione pubblica per ogni lavoro di ristrutturazione della residenza. (Jamie Raskin, deputato democratico)
Ha trattato con il suo stesso governo un accordo che lo metteva al riparo dai controlli del fisco e creava un fondo da 1,776 miliardi di dollari. Proposta: Vietati gli accordi economici tra il presidente e il governo che dirige. (Jamie Raskin, deputato democratico)
Da presidente ha comprato e venduto azioni per milioni di dollari. Proposta: Stop alla compravendita di azioni e alle scommesse sui mercati delle previsioni; gestione del patrimonio affidata a terzi per chi possiede più di un milione di dollari. (Rahm Emanuel, ex sindaco di Chicago)
Secondo i critici ha usato il governo per colpire gli avversari politici. Proposta: Vietato perseguire o punire persone e gruppi per le loro opinioni. (Chris Murphy, senatore democratico)
Ha licenziato in massa i dipendenti federali, insieme a Elon Musk. Proposta: Più tutele per i dipendenti federali e meno incarichi di nomina politica, oggi circa 4.000. (Partnership for Public Service, organizzazione apartitica)
Camera Oggi: 214 democratici, 218 repubblicani, 3 altri o vacanti
Senato 1975: 61 democratici, 37 repubblicani, 2 altri o vacanti
Senato Oggi: 45 democratici, 53 repubblicani, 2 altri o vacanti
Raskin ha preparato altre tre proposte. La prima vieta al presidente di accettare pagamenti da governi stranieri senza l'autorizzazione del Congresso. La seconda impone una revisione pubblica per ogni lavoro di ristrutturazione della Casa Bianca, di cui Trump ha fatto demolire l'ala est. La terza impedisce al presidente di chiudere accordi economici con il suo stesso governo. Quest'estate un giudice federale ha rimproverato Trump e il dipartimento di Giustizia, il ministero della Giustizia americano, per aver cercato di "usare" e "manipolare" il tribunale per far approvare un accordo che avrebbe messo il presidente al riparo dai controlli dell'IRS, l'agenzia federale delle entrate, e creato un fondo da quasi 1,8 miliardi di dollari per le presunte vittime di procedimenti giudiziari politicizzati.
Rahm Emanuel, ex sindaco di Chicago e possibile candidato alle primarie democratiche per la presidenza, ha presentato un piano sull'etica pubblica valido per tutti e tre i poteri dello Stato. Prevede il divieto di comprare e vendere azioni e di scommettere sui mercati delle previsioni, l'obbligo di un blind trust, cioè di affidare a terzi la gestione del proprio patrimonio, per chi possiede più di un milione di dollari e il divieto di accettare regali da governi stranieri. Da quando è tornato alla Casa Bianca, Trump ha scambiato azioni per milioni di dollari e ha accettato in regalo un aereo dal governo del Qatar.
Il senatore del Connecticut Chris Murphy ha presentato il No Political Enemies Act, che vieta ai funzionari del governo di perseguire o punire persone e gruppi per le loro opinioni, cosa che secondo i critici il presidente ha fatto in modo piuttosto esplicito. La Partnership for Public Service, un'organizzazione apartitica che forma i dipendenti pubblici, propone invece di rafforzare le tutele dei lavoratori federali, per rendere più difficili i licenziamenti di massa come quelli decisi da Trump ed Elon Musk. Il suo presidente, Max Stier, ha suggerito anche di tagliare i circa 4.000 incarichi di nomina politica nell'amministrazione, che a suo giudizio sono spesso affidati a persone poco qualificate e poco responsabili del loro operato.
Alcune di queste proposte servono probabilmente più a mobilitare gli elettori e a mostrare opposizione al presidente che a definire un vero programma di riforme. Gli stessi democratici non sanno se e quando avranno il sostegno popolare per approvarle. Il passato non li incoraggia: Trump è sopravvissuto a due impeachment, a diversi procedimenti giudiziari e a numerose indagini prima di vincere un secondo mandato.
I conservatori respingono l'idea che Trump stia facendo qualcosa di nuovo. Nel 1981 Ronald Reagan licenziò oltre 11.000 controllori di volo, dopo l'11 settembre George W. Bush approvò in segreto metodi di interrogatorio considerati da molti tortura e Barack Obama creò per ordine esecutivo il programma DACA per gli immigrati arrivati da bambini, usò i droni per uccidere sospetti terroristi lontano dai campi di battaglia e nominò diversi "zar" per evitare le battaglie al Senato sulle conferme. Tiffany Justice, vicepresidente esecutiva del gruppo conservatore Heritage Action, ha detto che i democratici "raccontano frottole" e che non limiterebbero mai il potere di un presidente del loro partito. Per lei Trump usa il potere come hanno sempre fatto i democratici, che al contrario dei repubblicani "non si fanno mai problemi a usarlo". Come esempio ha citato l'ordine esecutivo di Joe Biden a tutela delle cure per la transizione di genere.
Per i critici del presidente, invece, la portata e l'aggressività delle sue azioni, dalla demolizione dell'ala est della Casa Bianca alle azioni legali contro gli avversari politici, hanno spinto il potere esecutivo molto oltre quanto abbia fatto qualunque altro presidente moderno. La Casa Bianca sostiene di aver rispettato tutte le sentenze e le procedure. Il direttore della comunicazione Steven Cheung ha detto che i successi di Trump "si faranno sentire in ogni Casa Bianca che verrà dopo di lui".
Chi spinge per le riforme ricorda che nella storia americana i periodi di eccessi sono stati spesso seguiti da ondate riformatrici: la Gilded Age di fine Ottocento lasciò il posto all'Era progressista, lo scandalo Watergate degli anni Settanta produsse una serie di nuove leggi sull'etica pubblica. "Nella storia americana le riforme seguono gli scandali", ha detto Michael Waldman, presidente del Brennan Center for Justice della New York University, un centro studi progressista che si occupa di diritto e democrazia. Non è chiaro se gli americani vogliano davvero una nuova stagione di riforme, ma un sondaggio del Pew Research Center dell'anno scorso ha rilevato che il 78 per cento degli americani è preoccupato da un'estensione dei poteri presidenziali.
Dopo le dimissioni di Richard Nixon nel 1974, un Congresso fino ad allora passivo approvò leggi che limitavano la possibilità del presidente di usare in modo improprio i dati privati, spiare gli americani, spendere male i fondi elettorali, dichiarare emergenze e controllare la spesa pubblica. Gli storici riconoscono però che il paragone ha dei limiti. Il Watergate diede ai democratici maggioranze schiaccianti, 61 seggi su 100 al Senato e 291 su 435 alla Camera, oggi impensabili. In cinquant'anni gli americani sono diventati molto più polarizzati e nel frattempo i giuristi conservatori hanno sviluppato la teoria dell'esecutivo unitario, secondo cui la Costituzione darebbe al presidente un controllo quasi illimitato e non sindacabile su tutta l'amministrazione.
Una nuova legge potrebbe vietare ciò che ha fatto Bill Pulte, il funzionario di Trump responsabile delle politiche abitative, che ha accusato di frode sui mutui alcuni critici del presidente con poche prove. Oppure potrebbe limitare il potere del presidente della Federal Communications Commission, l'autorità che regola radio e televisioni, di colpire le emittenti sgradite alla Casa Bianca, come ha fatto Brendan Carr. Molti dei riformatori si concentrano sul dipartimento di Giustizia, che sotto il procuratore generale Todd Blanche, ex avvocato personale di Trump, e la sua predecessora Pam Bondi ha perso molti magistrati esperti, andati via o costretti a lasciare. Vanita Gupta, viceprocuratrice generale aggiunta durante l'amministrazione Biden, ha detto che ex funzionari di entrambi i partiti stanno già discutendo di come restituire al dipartimento la sua indipendenza e che diversi dirigenti di carriera sarebbero pronti a tornare per ricostruirlo.
Una vittoria alle midterm potrebbe spingere alcuni democratici a usare contro Trump e i suoi sostenitori gli stessi metodi del presidente, per esempio spingendo il dipartimento di Giustizia a indagare sugli avversari politici. "Sarà molto forte la tentazione di dire: non vogliamo fare la figura degli ingenui", ha detto Waldman, secondo cui sarebbe "un grave errore". La prossima amministrazione dovrà anche decidere se perseguire i funzionari di Trump che potrebbero aver violato la legge abusando dei loro poteri. Per evitarlo, il presidente ha promesso di concedere prima di lasciare l'incarico la grazia preventiva a chiunque si sia trovato "entro 200 piedi" (circa 60 metri) dallo Studio Ovale, come ha rivelato il Wall Street Journal.
Altri progressisti pensano che i democratici debbano imparare da Trump a governare con decisione. "Questo presidente fa causa come contratta: avanza pretese estreme senza aspettarsi di vincerle tutte", ha detto William Galston, ex consigliere di Bill Clinton per la politica interna. "Se perdi cause che nessun altro presidente si sarebbe sognato di intentare, ma ne vinci qualcuna importante, sei in vantaggio". Per Ben Olinsky, vicepresidente del Center for American Progress, un centro studi di centro-sinistra, la prudenza delle amministrazioni passate "sembrerà quasi pittoresca" dopo questa. Vale soprattutto per gli ordini esecutivi: secondo l'American Presidency Project della University of California a Santa Barbara, Trump ne ha firmati più di 280 nel secondo mandato, molti più dei suoi predecessori recenti. Per Richard Pildes, docente di diritto costituzionale alla New York University, anche la prossima amministrazione governerà in gran parte per ordini esecutivi, per dimostrare di saper agire con decisione.
Resta incerto anche il ruolo della Corte Suprema, che secondo alcuni democratici è stata molto più accomodante con Trump di quanto sia stata con Biden. L'anno scorso Bill Clinton ha detto al programma televisivo The View di temere che, se i democratici vinceranno la Casa Bianca, la Corte "riscoprirà la Costituzione". Galston parla di un presidente e di tribunali che si fronteggiano "sopra il corpo quasi inerte del Congresso", una situazione che considera "molto pericolosa per il governo costituzionale".
Anche se alcuni limiti al potere presidenziale verranno ripristinati, la dimostrazione che si possono smantellare potrebbe avere effetti duraturi. I giovani potrebbero essere meno disposti a lavorare per un governo le cui politiche cambiano radicalmente da un presidente all'altro, gli alleati stranieri si fidano molto meno degli impegni di Washington e aziende e organizzazioni non profit potrebbero esitare ad accettare finanziamenti pubblici che temono di perdere all'improvviso. "Non è un interruttore che si accende e si spegne", ha detto Waldman. "Gran parte del governo federale ha richiesto un secolo per essere costruita".
Alcuni storici pensano però che la combinazione di celebrità, aggressività e disprezzo delle tradizioni di Trump difficilmente si ripeterà. John Lawrence, storico ed ex collaboratore della speaker della Camera Nancy Pelosi, non crede che il vicepresidente JD Vance o il segretario di Stato Marco Rubio, se diventassero presidenti, potrebbero comportarsi allo stesso modo, anche se un successore repubblicano potrebbe provarci. Per Stier, se i cambiamenti di Trump verranno annullati sarà grazie a una mobilitazione popolare simile a quella dell'Era progressista, quando migliaia di americani scesero in piazza per chiedere riforme. "Penso che si possa fare", ha detto. "Ma serve un'opinione pubblica che lo pretenda".
