I Dem perdono l'America, i repubblicani non la conquistano

Il più grande studio elettorale degli Stati Uniti rivela che quasi tutti i gruppi demografici si sono allontanati dal Partito Democratico. Ma invece di abbracciare i repubblicani, sempre più elettori rifiutano qualsiasi appartenenza politica.

I Dem perdono l'America, i repubblicani non la conquistano

Per quasi un secolo la politica americana ha avuto una costante: più americani si consideravano democratici che repubblicani. Quel vantaggio, che negli anni Cinquanta e Sessanta raggiungeva i 20 punti percentuali, è quasi scomparso. A rivelarlo è un'analisi dei dati raccolti in vent'anni dal Cooperative Election Study, il più grande sondaggio elettorale degli Stati Uniti, pubblicata da YouGov.

Il Cooperative Election Study è un progetto accademico attivo dal 2006 che ogni anno intervista decine di migliaia di americani sulle loro opinioni politiche, il voto e l'identità partitica. Negli anni delle elezioni il campione raggiunge le 60.000 persone, negli altri varia tra 10.000 e 25.000. In totale, nel periodo analizzato, sono state condotte oltre 682.000 interviste. Lo studio è finanziato da gruppi di ricercatori di decine di università e dalla National Science Foundation, l'ente federale che finanzia la ricerca scientifica. La domanda sull'appartenenza politica viene posta in due fasi: prima si chiede agli intervistati se si considerano democratici, repubblicani o indipendenti, poi si approfondisce la forza di quell'identificazione o, nel caso degli indipendenti, se propendano comunque per uno dei due partiti. Da quasi vent'anni circa otto americani su dieci dichiarano di identificarsi o almeno di propendere per uno dei due partiti, mentre meno di un quarto si dichiara completamente senza affiliazione.

Vent'anni fa circa la metà degli americani si identificava con il Partito Democratico o dichiarava di sentirsi vicina ad esso. Oggi quella quota è scesa di circa sette punti percentuali, fermandosi intorno al 40%. Nello stesso periodo la percentuale di chi si riconosce nel Partito Repubblicano è rimasta stabile, oscillando tra il 35 e il 40%. Il dato più significativo riguarda chi rifiuta qualsiasi etichetta politica: questa fascia è raddoppiata, passando da poco più del 10% a circa il 20%. Il risultato è che oggi la quota di americani vicini ai repubblicani e quella di americani vicini ai democratici sono quasi identiche, un fatto senza precedenti nella storia moderna del paese.

Il vantaggio dei Dem è in costante calo

Differenza stimata tra la percentuale di cittadini americani che si identificano o propendono per il Partito Democratico e quella che si identifica o propende per il Partito Repubblicano.

Vantaggio Dem su Rep (punti %)
Ultimo rilevamento (2024)

Fonte: Cooperative Election Study | Elaborazione FocusAmerica

L'allontanamento dal Partito Democratico attraversa quasi tutti i gruppi demografici, ma non colpisce tutti allo stesso modo. Il fattore che più di ogni altro divide gli americani sul piano politico è il livello di istruzione, quella che gli analisti chiamano "diploma divide", e negli ultimi vent'anni questa frattura si è allargata. Tra chi non ha mai frequentato l'università solo il 30% si sente vicino ai democratici. Tra chi ha un titolo post-laurea la percentuale sale al 54%. Vent'anni fa, però, la distanza tra questi due gruppi era molto più ridotta: circa il 45% degli americani con un diploma di scuola superiore o meno si identificava con i democratici, una quota che da allora è calata di 15 punti. Allo stesso tempo, in questo gruppo la percentuale di chi si sente vicino ai repubblicani è cresciuta in modo costante dalla metà degli anni Dieci. La quota di chi si identifica con i repubblicani, invece, varia in una fascia molto più stretta tra chi ha una laurea e chi ha solo il diploma, a conferma che il divario educativo riguarda soprattutto la perdita di consenso democratico, non una conquista repubblicana.

In quale partito si riconoscono gli americani

Percentuale stimata di cittadini americani che si identifica o propende per ciascun partito. Le linee rappresentano le tendenze smussate, i punti le stime annuali.

Democratici
Repubblicani
Nessuno dei due

Fonte: Cooperative Election Study | Elaborazione FocusAmerica

Le differenze si fanno ancora più nette quando si incrociano istruzione, genere ed etnia. Le donne bianche senza laurea sono tra i gruppi che si sono allontanati di più dai democratici. Prima del 2010 tutte le generazioni di questo gruppo propendevano per il Partito Democratico. Oggi non è più così. Tra le millennial bianche senza laurea, oltre la metà si identificava con i democratici nel 2007; oggi quella quota è scesa a meno di un quarto. Tra le donne bianche della Generazione X e del baby boom il cambiamento ha preso una direzione diversa: non si sono limitate ad abbandonare i democratici, ma si sono spostate attivamente verso i repubblicani. Vent'anni fa meno del 40% di loro si sentiva vicina al Partito Repubblicano, oggi oltre la metà. Nello stesso arco di tempo la quota che si identificava con i democratici è passata da circa il 45% a meno del 30%.

Come cambia il voto per genere

Differenza stimata tra la % di uomini e donne che propende per il Partito Democratico e la % che propende per il Partito Repubblicano. Valori positivi = vantaggio Dem, negativi = vantaggio Rep.

Donne
Uomini

Fonte: Cooperative Election Study | Elaborazione FocusAmerica

Gli uomini neri rappresentano un altro gruppo in movimento. La comunità afroamericana resta la base più fedele del Partito Democratico, ma il vantaggio democratico è sceso da circa 70 punti percentuali a circa 60. Anche in questo caso lo spostamento non si è tradotto in un abbraccio del Partito Repubblicano: il cambiamento è trainato dalla quota crescente di chi non si riconosce in nessuno dei due partiti.

Tra gli ispanici si osserva una dinamica in due fasi. Per i primi quindici anni dello studio la percentuale di chi si sentiva vicina ai repubblicani è rimasta sostanzialmente ferma, mentre cresceva in modo costante la quota senza affiliazione. Negli ultimi cinque anni, però, anche la vicinanza ai repubblicani ha iniziato a salire. Lo studio segnala un limite metodologico importante: con l'eccezione del 2016, le interviste sono state condotte solo in inglese, quindi i risultati sulla popolazione ispanica e asiatica riflettono solo la componente anglofona di questi gruppi. Gli americani di origine asiatica sono l'eccezione nel quadro generale: il loro orientamento politico è rimasto stabile per tutto il ventennio, con circa un quarto che rifiuta qualsiasi affiliazione.

L'unico gruppo demografico che ha compiuto un percorso significativo nella direzione opposta, avvicinandosi ai democratici, è quello degli uomini bianchi con laurea. Ma il dato va letto con attenzione: la controtendenza è trainata soprattutto dai millennial e dalla Generazione Z, non da un cambiamento di opinione tra le generazioni più anziane. I millennial, che nel 2007 rappresentavano appena il 5% degli uomini bianchi laureati perché i più anziani tra loro avevano solo 26 anni, oggi ne costituiscono la quota maggiore e sono un gruppo stabilmente democratico. Per loro lo spostamento è stato duplice: maggiore identificazione con i democratici e minore identificazione con i repubblicani, mentre la quota senza affiliazione è cresciuta solo di poco. Al contrario, gli uomini bianchi laureati della Generazione X si sono spostati verso i repubblicani dopo il 2020: la quota vicina al Partito Repubblicano è salita da circa il 40% a quasi la metà, mentre quella vicina ai democratici è scesa da circa il 40% a circa un terzo.

Come cambia il voto per etnia

Differenza stimata tra la % di ciascun gruppo etnico che propende per il Partito Democratico e la % che propende per il Partito Repubblicano. Valori positivi = vantaggio Dem, negativi = vantaggio Rep.

Afroamericani
Asiatici
Ispanici
Bianchi

Fonte: Cooperative Election Study | Elaborazione FocusAmerica

Sul piano generazionale, il quadro conferma la frattura per età che caratterizza la politica americana. Le generazioni più anziane, baby boomer e Generazione X, sono diventate progressivamente più repubblicane. Entrambi i gruppi nel 2007 propendevano per i democratici. Oggi la Generazione X è divisa quasi equamente tra i due partiti, mentre i boomer si orientano verso i repubblicani. Il loro spostamento è iniziato verso la fine della presidenza Obama e si è accelerato con l'elezione di Donald Trump. Per i millennial il cambiamento si è manifestato soprattutto come disaffezione: non un avvicinamento ai repubblicani, ma un crescente rifiuto di identificarsi con qualsiasi partito. Il loro equilibrio partitico rispecchia la tendenza nazionale. La Generazione Z, i cui membri più anziani hanno potuto votare solo a partire dal 2016, è l'unica a non mostrare uno spostamento in senso repubblicano.

Come cambia il voto per generazione

Differenza stimata tra la % di ciascuna generazione che propende per il Partito Democratico e la % che propende per il Partito Repubblicano. Valori positivi = vantaggio Dem, negativi = vantaggio Rep.

Gen Z
Millennials
Gen X
Boomers
Silent

Fonte: Cooperative Election Study | Elaborazione FocusAmerica

La geografia amplifica queste tendenze. Il divario tra aree urbane e aree rurali si è approfondito in vent'anni. Le zone meno sviluppate del paese hanno avuto gli spostamenti più marcati verso i repubblicani, con un'accelerazione durante la prima presidenza Trump. Le zone più urbanizzate si sono allontanate dai democratici in misura minore. La composizione geografica spiega anche buona parte della differenza tra stati repubblicani e stati democratici: negli stati democratici circa il 30% della popolazione vive in aree ad alta densità di sviluppo, contro meno del 15% negli stati repubblicani. Negli stati repubblicani circa il 20% della popolazione vive in aree a bassa densità, contro il 10% negli stati democratici.

Come cambia il voto per urbanizzazione

Differenza stimata tra la % di residenti che propende per il Partito Democratico e la % che propende per il Partito Repubblicano, per grado di urbanizzazione del codice postale.

Più urbano
Urbano
Suburbano
Semi-rurale
Più rurale

Fonte: Cooperative Election Study | Elaborazione FocusAmerica

Anche la religione segue il modello generale. Quasi tutti i gruppi religiosi sono diventati più repubblicani nell'equilibrio complessivo, soprattutto per la crescita della quota senza affiliazione politica piuttosto che per un aumento diretto dell'identificazione con i repubblicani. I cristiani evangelici bianchi sono oggi il gruppo religioso più solidamente repubblicano, superando i mormoni. Questi ultimi, in controtendenza, si sono spostati verso i democratici, ma partivano da una posizione così solidamente repubblicana che il cambiamento li ha portati solo dal primo al secondo posto tra i gruppi più conservatori. Dall'altra parte, gli atei sono diventati uno dei gruppi più democratici del paese, in competizione con i protestanti neri.

Come cambia il voto per religione

Variazione della differenza tra la % che propende per il Partito Democratico e la % che propende per il Partito Repubblicano, dal periodo 2007–2009 al periodo 2023–2025.

2007–2009
2023–2025

Fonte: Cooperative Election Study | Elaborazione FocusAmerica

Lo studio ricorda anche il contesto di questi vent'anni: il controllo della presidenza è cambiato quattro volte, lo stesso è avvenuto per entrambe le camere del Congresso Nonostante tutto questo, gli scienziati politici considerano l'identità partitica un orientamento stabile e i dati lo confermano: i cambiamenti avvengono lentamente, su archi di tempo lunghi. Ma la direzione è inequivocabile. Il vantaggio che il Partito Democratico per almeno un secolo si è quasi azzerato e il fenomeno più rilevante non è la crescita dei repubblicani, che restano sostanzialmente stabili, ma l'espansione di una fascia di popolazione che non si riconosce in nessuno dei due partiti. Per il sistema politico americano, costruito interamente su due partiti, è un dato che pesa.

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