I Dem americani voltano le spalle ai boomer
Janet Mills, 78 anni, si ritira dalla corsa al Senato in Maine lasciando campo libero a un pescatore di ostriche di 41 anni: un ricambio generazionale che attraversa il partito dopo il caso Biden.
I democratici americani stanno cambiando volto e l'età dei loro candidati lo dimostra in modo netto. Janet Mills, governatrice del Maine di 78 anni, ha annunciato il ritiro dalla corsa per le primarie democratiche al Senato, lasciando di fatto la nomination al suo unico avversario. È l'ultimo segnale di una tendenza che attraversa tutto il partito: l'elettorato democratico si sta allontanando dai candidati anziani e legati all'establishment, probabilmente avendo imparato la lezione dal caso di Joe Biden.
Mills ha sospeso la sua campagna dopo essersi trovata indietro di circa trenta punti rispetto al suo avversario nei sondaggi recenti, senza mostrare segnali di recupero. Il candidato che raccoglierà quasi certamente la nomination è Graham Platner, un pescatore di ostriche di 41 anni proveniente dalla piccola cittadina di Sullivan, noto per le sue posizioni progressiste e per alcune scelte discutibili in fatto di tatuaggi. Platner non aveva mai ricoperto cariche elettive prima di questa candidatura. Sebbene la rinuncia non sarà registrata ufficialmente come una sconfitta, l'analisi di Nate Silver sul suo Silver Bulletin sostiene che si tratta sostanzialmente di una mossa per salvare la faccia: la governatrice si è ritirata perché era convinta di non poter vincere. Silver paragona questa decisione a quella di Biden e sostiene che, per coerenza, anche un ritiro motivato dalla previsione di una sconfitta dovrebbe contare come tentativo fallito. Mills risultava in svantaggio anche nei sondaggi che proiettavano lo scontro di novembre contro la senatrice repubblicana uscente Susan Collins, che notoriamente nel 2020 ottenne risultati migliori di quelli previsti dai sondaggi.
Se avesse battuto sia Platner sia Collins, Mills sarebbe diventata la senatrice più anziana mai eletta al primo mandato, una circostanza significativa nello Stato con la popolazione più vecchia degli Stati Uniti. Il dato più interessante emerge però dal confronto generazionale complessivo. Silver ha analizzato l'età dei candidati democratici nelle corse al Senato considerate competitive dagli analisti, mettendola a confronto con quella dei candidati che si presentarono alle elezioni di metà mandato del 2018, anch'esse svoltesi durante una presidenza Trump. L'età mediana dei candidati democratici nelle corse competitive è scesa da 63 a 45,5 anni. Anche escludendo i parlamentari uscenti, l'età media dei candidati democratici è calata da 57 a 48 anni.
Pretty striking contrast in the ages of Democratic candidates for U.S. Senate this year vs. their last midterm against Trump in 2018. pic.twitter.com/IEAZLRAm8b
— Nate Silver (@NateSilver538) April 30, 2026
Una parte di questo cambiamento si spiega con il fatto che nel 2018 molti più democratici uscenti dovettero affrontare corse difficili, soprattutto rappresentanti di Stati a maggioranza repubblicana come Joe Manchin, eredi di un'epoca politica meno polarizzata. Quest'anno l'unico senatore democratico uscente impegnato in una corsa difficile è Jon Ossoff in Georgia, e potrebbe non rivelarsi nemmeno troppo complicata. Esistono altre poltrone democratiche potenzialmente contendibili in Michigan, New Hampshire e forse Minnesota, ma in tutti questi casi i parlamentari uscenti si stanno ritirando.
Separare l'età dall'appartenenza all'establishment risulta difficile, perché le due caratteristiche tendono ad andare di pari passo. A New York City la vittoria di Zohran Mamdani nelle primarie democratiche è stata un altro segnale di ricambio generazionale: avere letteralmente la metà degli anni del suo avversario Andrew Cuomo ha contribuito ad accentuare il contrasto tra i due candidati.
L'elettorato democratico mantiene comunque una vena pragmatica. L'ex governatore Roy Cooper, 68 anni, ha ottenuto la nomination democratica in North Carolina senza sostanziale opposizione. Sherrod Brown, ex senatore di 73 anni, è praticamente certo di essere il candidato democratico in Ohio. Si tratta però in entrambi i casi di figure di primo piano, probabilmente i candidati più forti che i democratici potessero schierare in quegli Stati.
Resta da capire se Mills o Platner avrebbero avuto maggiori possibilità di battere Collins a novembre. Gli scritti passati di Platner contengono molti elementi che potrebbero urtare sia conservatori sia progressisti, e Collins ha dimostrato in passato di saper superare le aspettative dei sondaggi. La tendenza generale, secondo Silver, dovrebbe comunque essere considerata un segnale favorevole per i candidati democratici in vista delle presidenziali del 2028: nomi come Alexandria Ocasio-Cortez, 36 anni, lo stesso Ossoff, 39, Pete Buttigieg, 44, e Ruben Gallego, 46. Chiunque appartenga alla generazione dei boomer o vi si avvicini viene invece guardato con crescente diffidenza dall'elettorato democratico.