Gli Stati Uniti sequestrano una petroliera venezuelana
Il presidente Trump ha annunciato il sequestro di una nave carica di petrolio al largo del Venezuela, mentre l'amministrazione americana intensifica la campagna militare nei Caraibi. Il governo di Caracas ha denunciato l'operazione come un atto di pirateria internazionale.
Gli Stati Uniti hanno sequestrato una petroliera carica di greggio venezuelano al largo delle coste del Venezuela. Il presidente Donald Trump ha annunciato l'operazione mercoledì alla Casa Bianca, definendola il sequestro della petroliera "più grande di sempre". L'azione segna una forte escalation nella campagna di pressione americana contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro.
"Abbiamo appena sequestrato una petroliera al largo del Venezuela, una petroliera grande, molto grande, la più grande mai sequestrata", ha dichiarato Trump ai giornalisti. Quando gli è stato chiesto cosa accadrà al petrolio a bordo, ha risposto: "Lo teniamo, suppongo".
L'operazione è stata condotta dall'FBI, dal Dipartimento per la Sicurezza Nazionale e dalla Guardia Costiera, con il supporto del Pentagono, come ha confermato la ministra della Giustizia Pam Bondi. La nave trasportava petrolio sanzionato proveniente dal Venezuela e dall'Iran. Bondi ha pubblicato sui social media un video di 45 secondi che mostra due elicotteri avvicinarsi alla nave e uomini armati in mimetica calarsi con le corde sul ponte.
Today, the Federal Bureau of Investigation, Homeland Security Investigations, and the United States Coast Guard, with support from the Department of War, executed a seizure warrant for a crude oil tanker used to transport sanctioned oil from Venezuela and Iran. For multiple… pic.twitter.com/dNr0oAGl5x
— Attorney General Pamela Bondi (@AGPamBondi) December 10, 2025
La nave coinvolta è la Skipper, una petroliera molto grande che era stata sanzionata dal Dipartimento del Tesoro americano nel 2022 per il suo coinvolgimento in una rete di contrabbando di petrolio iraniano. Secondo le autorità statunitensi, la nave faceva parte di una rete che generava entrate per sostenere Hezbollah e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell'Iran. La Skipper aveva caricato circa 1,8 milioni di barili di greggio pesante Merey dal principale porto petrolifero venezuelano di Jose tra il 4 e il 5 dicembre. Prima del sequestro aveva trasferito circa 200.000 barili a un'altra nave diretta a Cuba.
Il governo venezuelano ha reagito con forza, accusando gli Stati Uniti di "furto sfacciato" e definendo il sequestro un "atto di pirateria internazionale". Il ministro degli Interni Diosdado Cabello ha attaccato duramente Washington, definendo gli americani "assassini, ladri, pirati" e "criminali d'alto mare". In una dichiarazione ufficiale, Caracas ha annunciato che denuncerà l'incidente presso gli organismi internazionali. Maduro, parlando durante una manifestazione governativa, aveva dichiarato poco prima che il Venezuela non sarebbe mai diventato una "colonia petrolifera", anche se non è chiaro se fosse già a conoscenza del sequestro.
Il sequestro della petroliera è solo l'ultimo episodio di una campagna militare americana sempre più aggressiva contro il Venezuela. Da inizio settembre, l'amministrazione Trump ha condotto più di 22 attacchi contro imbarcazioni sospettate di traffico di droga nei Caraibi e nel Pacifico, uccidendo più di 80 persone. Gli esperti legali hanno sollevato dubbi sulla legalità di questi attacchi, sottolineando che le autorità americane hanno fornito poche o nessuna prova pubblica che le imbarcazioni trasportassero effettivamente droga o che fosse necessario distruggerle anziché fermarle e sequestrare il carico.
La presenza militare americana nella regione è cresciuta notevolmente nelle ultime settimane. Più di 15.000 soldati e una dozzina di navi, inclusa la portaerei Gerald R. Ford, sono stati dispiegati nei Caraibi. Gli elicotteri usati nell'operazione di sequestro sono decollati proprio dalla Gerald R. Ford, secondo fonti militari. Trump ha autorizzato azioni coperte contro il Venezuela e ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero "molto presto" espandere gli attacchi dalle imbarcazioni al largo delle coste venezuelane verso obiettivi all'interno del paese stesso.
L'amministrazione Trump ha sviluppato una serie di opzioni per azioni militari in Venezuela, compresa la possibilità di prendere di mira direttamente Maduro e prendere il controllo dei giacimenti petroliferi del paese. Tuttavia, Trump ha espresso riserve su un'operazione per rimuovere Maduro dal potere, in parte per il timore che possa fallire. Il presidente ha mostrato particolare interesse nell'estrarre valore dalle risorse petrolifere venezuelane per gli Stati Uniti.
Il Venezuela è eccezionalmente dipendente dal petrolio, che rappresenta la maggior parte delle entrate da esportazione del paese. Sebbene il Venezuela possieda le maggiori riserve accertate di petrolio al mondo, produce molto meno greggio rispetto all'inizio del secolo, a causa della cattiva gestione, delle sanzioni americane e della corruzione nella compagnia petrolifera statale PDVSA. Il paese ha esportato più di 900.000 barili al giorno il mese scorso, la terza media mensile più alta dell'anno. La Cina ora acquista circa l'80% delle esportazioni petrolifere complessive del Venezuela, mentre gli Stati Uniti erano storicamente il maggiore acquirente.
I prezzi del petrolio sono aumentati dopo la notizia del sequestro. Il greggio Brent è salito di 27 centesimi, chiudendo a 62,21 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è aumentato di 21 centesimi a 58,46 dollari al barile. Gli analisti avvertono che l'azione potrebbe mettere sotto pressione i trasportatori e ridurre ulteriormente le esportazioni petrolifere venezuelane, anche se l'impatto complessivo sull'offerta globale rimane incerto.
Chevron, l'unica grande compagnia petrolifera americana ancora operativa in Venezuela, ha dichiarato che le sue operazioni nel paese continuano normalmente senza interruzioni. L'azienda opera sotto una licenza che l'amministrazione Trump ha rinnovato quest'anno e ha aumentato le spedizioni verso gli Stati Uniti a 150.000 barili al giorno il mese scorso.
Un sondaggio Reuters/Ipsos pubblicato mercoledì ha rilevato che un'ampia fascia di americani si oppone alla campagna militare statunitense di attacchi mortali contro le imbarcazioni, incluso circa un quinto dei repubblicani di Trump. Le preoccupazioni sugli attacchi sono aumentate questo mese dopo notizie che il comandante che supervisionava una delle operazioni aveva ordinato un secondo attacco che ha ucciso due sopravvissuti.