Un gruppo bipartisan di 14 senatori ha chiesto a Donald Trump di ritirare l’invito a Vladimir Putin per il vertice del G20 di dicembre a Miami. Nella lettera, ottenuta dal Washington Post, i firmatari attribuiscono al presidente russo la responsabilità dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Accoglierlo negli Stati Uniti, scrivono, rischierebbe solo di legittimare un governo che continua a colpire ogni giorno obiettivi civili ucraini.
L’iniziativa è stata promossa dal repubblicano Roger Wicker, presidente della Commissione Forze Armate del Senato, e dalla democratica Jeanne Shaheen, principale esponente del suo partito nella Commissione Esteri. Con loro hanno firmato altri sei senatori per ciascun partito, tra cui Mitch McConnell, John Cornyn, Thom Tillis, Chris Coons e Tim Kaine. I firmatari ricordano che Putin, il Ministro delle Finanze russo Anton Siluanov e altri membri della delegazione sono sottoposti a sanzioni statunitensi.
Sostengono che, senza isolamento internazionale, Putin avrebbe meno incentivi a fermare la guerra. Richiamano inoltre la cooperazione militare tra Russia e Iran e chiedono di negare l’ingresso negli Stati Uniti ai funzionari russi sanzionati che intendano partecipare agli eventi del G20. La precedente partecipazione di Siluanov alla riunione dei Ministri delle Finanze del G20 ad Asheville, in North Carolina, aveva già suscitato le proteste di diversi Paesi. Secondo il Washington Post, i rappresentanti dell’Unione Europea avevano chiesto che il Ministro russo fosse escluso dalla foto di gruppo.
E' stato il Segretario di Stato Marco Rubio ad annunciare l’invito a Putin il 23 settembre, definendo il vertice come un’occasione per parlare "non solo con il presidente, ma anche con altri leader mondiali". L’incontro è in programma il 14 e 15 dicembre al Trump National Doral, il club di proprietà del presidente Trump vicino a Miami. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha accolto favorevolmente l’invito, precisando però che Putin non ha ancora deciso se parteciperà o meno.
