Fact Check Stato dell'Unione: Trump rivendica i suoi risultati tra cifre gonfiate e contesti mancanti
Nel discorso sullo State of the Union di martedì sera, Donald Trump ha descritto il primo anno del suo secondo mandato come una “svolta storica” per gli Stati Uniti. Ma molte delle affermazioni più nette risultano imprecise, presentate senza contesto o non supportate dai dati disponibili.
Il presidente Donald Trump ha tenuto questa notte il suo atteso discorso sullo Stato dell'Unione, rivendicando con forza i risultati della sua Amministrazione ed attaccando più volte i democratici presenti in aula. In quasi due ore di intervento, ha toccato argomenti di primo piano come economia, immigrazione, politica estera, sanità e fisco, cercando di rassicurare gli elettori insoddisfatti sulla gestione dell'inflazione e della linea dura sulle espulsioni dei migranti. Un'analisi delle sue dichiarazioni rivela però un quadro costellato di imprecisioni, esagerazioni e affermazioni prive di riscontro.
Economia e lavoro
Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti abbiano oggi “più posti di lavoro e più persone occupate che mai”. In effetti, in termini assoluti il livello degli occupati è effettivamente più elevato, ma questo è il risultato naturale di una popolazione oggi più numerosa rispetto al passato (arrivata a circa 342 milioni nel 2025, secondo le stime del Census Bureau).
Pure gli indicatori che aiutano a capire quanto quel record sia “eccezionale” raccontano, in realtà, una storia decisamente meno trionfale: a gennaio 2026 il tasso di partecipazione al lavoro è rimasto pressoché stabile al 62,5% mentre la disoccupazione è salita al 4,3% (in aumento rispetto al 4% di un anno prima).
Sul tema “tutti i nuovi posti sono nel privato”, Trump lega la sua narrazione principalmente ai tagli nel pubblico federale delle prime settimane del suo secondo mandato: secondo il Cato Institute, l’occupazione nel governo federale è effettivamente diminuita nei primi mesi dell’Amministrazione (circa -9% in meno di 10 mesi). Ma questo non basta, da solo, a dimostrare che tutta la crescita occupazionale sia riconducibile al solo settore privato, perché le dinamiche del lavoro pubblico non si esauriscono certo nella sola componente federale.
Un esempio utile di come i “dati” vadano letti con cautela è il settore delle costruzioni: l’Associated Builders and Contractors stima che nel 2025 l’industria edilizia abbia creato in totale circa nuovi 14.000 posti netti, ben lontano dai numeri celebrativi evocati questa notte da Trump (70.000).
Investimenti
Trump ha parlato di impegni ottenuti per oltre 18.000 miliardi di dollari in investimenti da parte di altri Stati nell'ambito degli accordi commerciali raggiunti. Tuttavia, lo stesso “tracker” del sito della Casa Bianca sugli impegni annunciati riportava un ordine di grandezza complessivo intorno a quota 9,6 mila miliardi, ed analisi indipendenti evidenziano che molte di queste cifre corrispondono a impegni pluriennali, aspirazioni a lungo termine o intese che risultano complesse da tradurre in investimenti concreti, effettivi e verificabili.
In altre parole, il dato — che lo stesso Trump ha presentato nel suo discorso in misura quasi doppia rispetto alle cifre ufficialmente riportate — può effettivamente includere promesse e progetti di investimento nell’economia americana, ma non corrisponde automaticamente a capitale già affluito nell’economia degli Stati Uniti.
Inflazione e costo della vita
Trump ha sostenuto che diversi generi alimentari siano diminuiti di prezzo da quando è diventato presidente. È possibile che singole voci del paniere dei prezzi registrino cali in determinati mesi; tuttavia, nel complesso, i prezzi dei prodotti alimentari risultano ancora superiori rispetto all’anno precedente. Nello specifico, a gennaio 2026, l’indice “food” del CPI segnava un aumento del 2,9% su base annua.
Trump ha anche rivendicato un’inflazione di base ai minimi: ma l'indice core PCE, il dato più seguito dalla Federal Reserve per le proprie decisioni di politica monetaria, a dicembre 2025 è aumentato dello 0,4% sul mese ed è arrivato al 3% su base annua, livelli che rendono sensato l'atteggiamento prudente della Banca Centrale sui tagli dei tassi, nonostante sia così tanto criticato dallo stesso presidente.
Neppure la frase secondo cui l’inflazione dell’era Biden sarebbe stata “la peggiore nella storia” regge alla prova dei fatti: il picco del 9,1% nel giugno 2022 è stato, infatti, il massimo raggiunto negli ultimi 40 anni, ma non certo un record assoluto nella storia economica americana. Negli anni Settanta e all’inizio degli Ottanta, infatti, l’inflazione superò il 14%, mentre nel secondo dopoguerra e durante la Prima guerra mondiale si registrarono aumenti annui dei prezzi anche superiori al 15–18%.
Immigrazione
Trump ha affermato che per 9 mesi “nessun migrante irregolare” è entrato sul territorio americano. Lo stesso sito della Custom and Border Patrol (CBP), però, pubblica dati che lo smentiscono affermando che ci sono ancora state migliaia di intercettazioni/arresti alla frontiera sud-ovest: a gennaio 2026, ad esempio,i fermi di migranti alla frontiera hanno raggiunto quota 6.070.
Qui emerge un fraintendimento di base: in alcuni comunicati l’Amministrazione Trump e la CBP hanno, infatti, parlato di “zero releases” (zero rilasci) in un determinato periodo, ma si tratta di un’espressione ben diversa da “zero attraversamenti” o “zero tentativi di attraversamento”. Confondere questi concetti trasforma il messaggio in qualcosa di molto più assoluto di quanto i dati effettivamente indichino.
Inoltre, i dati disponibili sulle espulsioni e sul profilo dei migranti detenuti ridimensionano la retorica del “peggio del peggio arrestato”: infatti, secondo i dati del progetto Transactional Records Access Clearinghouse (TRAC) della Syracuse University, a fine novembre 2025 solo il 26% dei circa 68.000 detenuti allora in custodia dell'Immigration and Customs Enforcement aveva condanne penali, mentre un altro 26% aveva solo accuse pendenti e il 47% era detenuto per semplici violazioni amministrative delle norme sull'immigrazione.
Politica estera
Trump ha rivendicato di aver “posto fine a 8 guerre”, ma la verità è che alcuni dei casi da lui citati riguardano in realtà tregue fragili, crisi intermittenti che vanno avanti da lungo tempo o situazioni in cui il ruolo degli Stati Uniti per raggiungere una tregua è stato marginale e tutt’altro che decisivo. In altri casi, le ostilità non risultano affatto concluse in modo stabile.
Ad esempio, nella Repubblica Democratica del Congo i combattimenti con il Ruanda sono ripresi a sprazzi, nonostante un accordo di pace firmato a giugno. La Thailandia ha invece sospeso a novembre i colloqui di pace con la Cambogia e poi ha sottoscritto una nuova tregua successivamente. In Medio Oriente, nonostante il cessate il fuoco tra Israele e Hamas entrato in vigore ad ottobre, i successivi attacchi israeliani hanno ucciso oltre 600 palestinesi nella Striscia di Gaza. L'India, invece, ha contestato il ruolo di Trump nella risoluzione delle tensioni con il Pakistan.
Quanto all’operazione Midnight Hammer, Trump ha più volte affermato di aver “annientato” completamente, a giugno, il programma nucleare iraniano e che qualsiasi suggestione del contrario sia una "fake news". Tuttavia, il documento sulla strategia di sicurezza nazionale della stessa Casa Bianca adotta un linguaggio più prudente, parlando di un programma “significativamente degradato” e statunitensi hanno inoltre confermato che alcune infrastrutture sotterranee più profonde sono sopravvissute agli attacchi, al punto che il presidente sta valutando ulteriori azioni contro l’Iran proprio per impedire a questo Paese di dotarsi di armi nucleari.
Fisco, sanità e deficit
Sul fronte fiscale, Trump ha presentato il suo più recente taglio alle tasse come “il più grande della storia”. La Tax Foundation lo colloca invece tra i più rilevanti in rapporto al PIL (nello specifico al sesto posto), ma non come primo in assoluto. Inoltre, a differenza di quanto detto questa notte dal presidente, esenzioni fiscali su mance, straordinari e prestazioni della Social Security introdotte dalla legge sono temporanee, con scadenza nel 2028, e soggette a limiti di reddito. Circa il 12% dei beneficiari della Social Security oltre i 65 anni — vale a dire oltre 7 milioni di persone — resta escluso dalle agevolazioni, così come milioni di beneficiari sotto i 65 anni.
Per quanto riguarda i farmaci, la piattaforma TrumpRx elenca effettivamente 43 medicinali a prezzo scontato, molti dei quali però sono già disponibili come generici a prezzi ancora più bassi.
Inoltre, l’idea che che eliminare le frodi governative possa azzerare il deficit federale è del tutto irrealistica: il Government Accountability Office (GAO) stima le perdite per frodi in un range complessivo tra 233 e 521 miliardi annui, a fronte di un deficit di 1.800 miliardi nel 2025. Ciò significa che anche nell'ipotesi più ottimista (ed irrealista) di recuperare tutte le frodi, sarebbe possibile ridurre il deficit federale di meno di un terzo del totale annuo.
Sui dazi, infine, Trump ha insistito più volte sul fatto che essi siano “pagati dagli altri Paesi”. Nella realtà, però, i costi vengono sostenuti dagli importatori statunitensi (con probabili ricadute sui prezzi per i consumatori finali). La recente – e tanto contestata da Trump – decisione della Corte Suprema che ha invalidato una parte importante dei dazi da lui imposti ha anche aperto un capitolo complesso e ancora incerto sui potenziali rimborsi fino a 100 miliardi di dollari in entrate tariffarie per le imprese che le hanno versate.