Erdogan ottiene un incontro ufficiale con Trump dopo anni di gelo con Biden

Il presidente turco sarà ricevuto alla Casa Bianca il 25 settembre. Sul tavolo ci sono contratti miliardari per l’aviazione civile e militare e un riavvicinamento personale con il presidente statunitense.

Erdogan ottiene un incontro ufficiale con Trump dopo anni di gelo con Biden
White House

Recep Tayyip Erdogan ha finalmente ottenuto quello che per quattro anni era rimasto fuori portata: un invito ufficiale alla Casa Bianca. Il presidente turco sarà a Washington giovedì 25 settembre per incontrare Donald Trump. L’annuncio è arrivato dallo stesso presidente americano su Truth Social, dove ha ricordato i suoi “ottimi rapporti” con Erdogan e ha anticipato che il colloquio sarà centrato su “importanti contratti di aviazione civile e militare”.

Il leader turco ha subito replicato su X, parlando del suo “estimato omologo e amico” e affermando che la visita contribuirà a porre fine alle guerre nella regione. Per Erdogan si tratta di un successo politico utile a rafforzare la propria immagine interna, in un contesto segnato da una crisi economica e da un’intensa repressione contro l’opposizione.

Durante la presidenza Biden, i rapporti tra Ankara e Washington erano rimasti freddi: nel 2022, Biden aveva escluso la Turchia dal viaggio in Medio Oriente, e nel 2024 il segretario di Stato Antony Blinken aveva ignorato Ankara durante un viaggio nella regione.

L’invito arriva dopo indiscrezioni su un incontro riservato, a metà settembre, tra Erdogan e Donald Trump Jr. nel palazzo di Dolmabahçe a Istanbul. L’appuntamento, registrato come riunione con un “uomo d’affari”, avrebbe aperto la strada alla visita alla Casa Bianca. L’opposizione turca, con il leader Özgür Özel, ha accusato Erdogan di aver promesso l’acquisto di 300 aerei dagli Stati Uniti in cambio dell’incontro con Trump. Fonti vicine al presidente turco hanno parlato solo di “visita di cortesia”, senza però dissipare i sospetti.

Alcuni elementi rafforzano i dubbi sull’intreccio tra affari e politica. Il New York Times ha rivelato che Tiffany Trump e il marito Michael Boulos hanno trascorso l’estate a bordo di un superyacht appartenente al miliardario turco Ercüment Bayegan, attivo nel settore petrolifero libico. Nello stesso periodo, Massad Boulos, suocero di Tiffany e consigliere di Trump per l’Africa, era a Tripoli per incontri con dirigenti energetici. Parallelamente, il capo dei servizi segreti turchi, Ibrahim Kalin, si era recato a Bengasi per discutere con il maresciallo Haftar, segnalando un cambio di linea di Ankara nei confronti della Libia orientale, ricca di petrolio.

L’ultimo incontro ufficiale tra Erdogan e Trump risale al novembre 2019, durante il primo mandato presidenziale di quest’ultimo. All’epoca, i due leader avevano sviluppato un rapporto personale intenso, pur segnato da tensioni, come l’esclusione della Turchia dal programma F-35 dopo l’acquisto dei sistemi missilistici russi S-400 e le operazioni militari turche contro le milizie curde in Siria, alleate degli Stati Uniti. Celebre resta la lettera del 2019 in cui Trump invitava Erdogan a non “fare l’imbecille”, minacciando in caso contrario di “distruggere l’economia turca”.

Oggi il tono è cambiato. Su Truth Social, Trump ha parlato di “accordo importante sugli F-16” e di progressi nei negoziati sui caccia F-35. Secondo Bloomberg, Boeing e Lockheed Martin puntano a ottenere dalla Turchia ordini per circa 250 aerei commerciali e nuovi F-16.

Domenica, in conferenza stampa ad Ankara, Erdogan ha liquidato con ironia le domande sull’eventuale legame tra Gaza e l’incontro con il figlio di Trump, ma la coincidenza tra politica estera, interessi energetici e rapporti personali resta al centro del dibattito.

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