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El Mundo: il Cremlino voleva uccidere Kasparov e Ponomarev negli Stati Uniti
Illustrazione generata con l'intelligenza artificiale.
Sicurezza e Difesa 186 min di lettura

El Mundo: il Cremlino voleva uccidere Kasparov e Ponomarev negli Stati Uniti

Secondo El Mundo i servizi russi preparavano l'omicidio di oppositori in esilio come Ponomarev, indicato negli atti americani come "Vittima 1". Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha già incriminato 5 persone, tutte però ancora libere.

I servizi segreti russi stavano preparando l'omicidio di alcuni oppositori in esilio, tra cui l'ex deputato della Duma Ilya Ponomarev e l'ex campione del mondo di scacchi Garry Kasparov. Lo scrive il quotidiano spagnolo El Mundo, citando fonti vicine ai dissidenti russi in esilio. Secondo il giornale, quest'estate le autorità americane hanno avvertito Kasparov che era diventato un bersaglio del Cremlino. Il cofondatore del Forum della Russia libera, che vive da anni in esilio negli Stati Uniti, avrebbe quindi ricevuto una protezione speciale per la prima volta da quando ha lasciato la Russia nel 2013.

Ponomarev, secondo la ricostruzione del quotidiano, sarebbe il dissidente indicato come "Vittima 1" nell'atto d'accusa della procura federale americana. Le autorità statunitensi non ne hanno reso pubblico il nome: l'identificazione con l'ex deputato resta dunque attribuita al giornale. Secondo gli inquirenti, per uccidere questo bersaglio la rete avrebbe offerto 40.000 dollari a un cittadino venezuelano residente negli Stati Uniti. L'uomo ha sorvegliato alcuni luoghi di Washington legati al dissidente, scattando fotografie e girando video, ma si è rifiutato di commettere personalmente l'omicidio. A quel punto, uno degli organizzatori gli ha chiesto se conoscesse "qualcuno che possa fare il lavoro".

Russia · L’inchiesta di New York
Il listino del Cremlino: 40.000 dollari per uccidere un dissidente
Secondo un atto d’accusa americano, una rete dei servizi russi pianifica dal 2024 omicidi e sabotaggi tra Europa e Stati Uniti. I cinque incriminati sono tutti latitanti.
Due anni di operazioni, secondo l’accusa
La rete ha coordinato attacchi in Europa e cercato sicari fino negli Stati Uniti
Giugno 2024, Praga: attacco coordinato dalla rete.
Settembre 2024, Lituania: secondo attacco.
2025, Lituania: circa 25.000 dollari offerti per uccidere Vittima 2.
Estate 2026, Stati Uniti: 40.000 dollari offerti per uccidere Vittima 1.
15 settembre 2026: atto d’accusa contro cinque presunti membri, tutti latitanti.
FonteAtto d’accusa della procura federale del Distretto meridionale di New York, 15 settembre 2026; per le identificazioni dei bersagli, El Mundo.
NotaLe accuse sono ipotesi della procura: gli imputati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
FotoWikimedia Commons (Ilya Ponomarev; Garry Kasparov, Unione europea 2023).

Il piano per uccidere un oppositore in Lituania

Un secondo bersaglio descritto negli atti americani si trovava a Vilnius, in Lituania. Nel 2025 gli organizzatori avrebbero offerto circa 25.000 dollari a un cittadino americano per ucciderlo, suggerendo di accoltellarlo o di colpirlo con una bottiglia di benzina. L'uomo aveva già fotografato l'indirizzo indicato dai reclutatori, ma ha rifiutato di compiere l'omicidio. A Vilnius vive Ivan Tyutrin, cofondatore del Forum della Russia libera insieme a Kasparov. Secondo El Mundo, nel 2024 è rimasto per un periodo sotto scorta e negli ultimi mesi la polizia lo ha nuovamente avvertito di essere nel mirino. Gli atti americani, tuttavia, non identificano la "Vittima 2" e non consentono di stabilire se fosse lui il bersaglio del piano.

Nel Paese baltico vive anche Ruslan Gabbasov, sostenitore dell'indipendenza della Baschiria, una Repubblica della Federazione russa. Nel 2025 ha trovato un dispositivo di localizzazione nella sua auto e nella primavera del 2026 le autorità lituane hanno annunciato di aver sventato un piano per assassinarlo. Anche questa vicenda non basta, però, a identificarlo con il bersaglio descritto nell'inchiesta americana. Secondo El Mundo, l'obiettivo del Cremlino era uccidere "uno o due oppositori" per intimidire tutti gli altri. Tra i possibili bersagli negli Stati Uniti, il giornale indica anche Vladimir Kara-Murza. Il dissidente, sopravvissuto a due avvelenamenti, è stato liberato nel 2024 da una colonia penale in Siberia nell'ambito del grande scambio di prigionieri tra la Russia e i Paesi occidentali.

Cinque incriminati, tutti latitanti

Dietro questi piani ci sarebbe una rete legata ai servizi russi, che le autorità americane chiamano "RIS Network", dall'acronimo inglese di servizi d'intelligence russi. Secondo gli inquirenti, è attiva almeno dal 2024 e prende di mira oppositori del Cremlino e disertori, oltre a organizzare sabotaggi nei Paesi che sostengono l'Ucraina. Il 15 settembre il Dipartimento di Giustizia ha reso pubblico l'atto d'accusa contro cinque presunti membri della rete, tutti accusati di associazione finalizzata al finanziamento del terrorismo.

Gli incriminati sono Yuri Khrameev, ex colonnello dei servizi russi, suo figlio Kirill, ufficiale dell'FSB, il servizio di sicurezza interno russo, i cittadini cubani Oemis Romagoza Durruthy e Yaidel Delgado Suarez e il venezuelano Angel Eduardo Castro. Quest'ultimo è uno dei presunti reclutatori, distinto dall'uomo che ha svolto la sorveglianza a Washington e poi si è rifiutato di uccidere. Tre di loro — Yuri Khrameev, Yaidel Delgado Suarez e Angel Eduardo Castro — sono accusati anche di associazione finalizzata all'omicidio su commissione.

L'atto d'accusa riferisce che Yuri Khrameev, parlando con il cittadino americano contattato per l'operazione in Lituania, aveva affermato di aver lavorato con Vladimir Putin quando erano giovani. Gli atti documentano quindi questa sua dichiarazione, senza accertare che il rapporto vantato fosse reale. Secondo l'accusa, i Khrameev erano coinvolti anche in piani contro oppositori russi in Europa. La rete avrebbe inoltre coordinato attacchi a Praga nel giugno 2024 e in Lituania nel settembre dello stesso anno, nell'ambito della campagna di sabotaggi russi in Europa.

Il direttore dell'FBI Kash Patel ha descritto le accuse come la scoperta di un presunto complotto dei servizi russi per uccidere negli Stati Uniti un dissidente che aveva osato criticare il governo di Mosca. Il procuratore generale Todd Blanche ha rivendicato il dovere del suo Dipartimento di "impedire agli avversari dell'America di scatenare violenza e terrore sul suolo americano".

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