Dopo un anno Trump ha i peggiori sondaggi della storia moderna
Ad un anno dall'insediamento, l'indice di approvazione è crollato di 21 punti. Solo Nixon durante Watergate fece peggio. Disapprovazione record su economia, inflazione e immigrazione.
Dopo un anno dal suo insediamento per il secondo mandato, Donald Trump registra il peggior crollo di consenso nella storia della presidenza americana moderna. L'indice di approvazione netto del presidente è sceso a -16, rispetto al +5 del giorno dell'insediamento nel gennaio 2025. Il calo di 21 punti rappresenta la peggior performance del primo anno per qualsiasi presidente dalla fine della Seconda guerra mondiale, con una sola eccezione: Richard Nixon durante lo scandalo Watergate. L'analisi è stata pubblicata da G. Elliott Morris su Strength In Numbers, utilizzando i dati aggregati di FiftyPlusOne.news.
Secondo Morris, se si considera Trump come presidente al primo mandato (essendo i due mandati interrotti da quello di Joe Biden), il suo indice di approvazione attuale eguaglia solo quello che lui stesso registrò nel 2017. Se invece lo si considera al secondo mandato, solo Nixon fece peggio. Il presidente dimissionario subì un crollo di 54 punti netti durante il primo anno del suo secondo mandato, passando da +24 all'insediamento del 1973 a -30 un anno dopo. Trump con i suoi 21 punti di calo si colloca al secondo posto, superando George W. Bush nel 2005 (calo di 16 punti), Barack Obama nel 2013 (calo di 19 punti) e Dwight Eisenhower nel 1957 (calo di 28 punti, pur rimanendo popolare in termini assoluti).
Come ha riportato il New York Times questa settimana, il sostegno a Trump è crollato proprio tra i gruppi che lo avevano aiutato a vincere nel 2024: giovani, afroamericani e latinos. I livelli di gradimento tra questi elettori sono ora inferiori a quelli registrati prima delle elezioni del 2020, che Trump perse contro Joe Biden con un distacco di 4,5 punti nel voto popolare nazionale.
Il consenso del presidente è in negativo su tutte le principali aree di policy. Sull'economia, l'approvazione è crollata da +10 all'insediamento a -15 oggi, un cambiamento di 26 punti. Sull'inflazione il calo è stato ancora più marcato: da +6 a -24, un declino di 31 punti. Anche sull'immigrazione, tradizionalmente considerata il punto di forza di Trump, l'approvazione è scesa da +9 a -7. Secondo l'analisi di Morris, l'indice di approvazione sull'immigrazione ha appena raggiunto un nuovo minimo storico, mentre quello sulla gestione delle espulsioni si sta avvicinando ai livelli minimi registrati la scorsa estate.
Gli elettori stanno reagendo negativamente all'uso della forza nelle operazioni di controllo dell'immigrazione. Morris rileva che politiche progressiste come l'abolizione dell'Immigration and Customs Enforcement sono ora più popolari che mai. Sulla sanità, l'approvazione è scesa a -12, con preoccupazioni legate ai tagli all'Affordable Care Act e all'aumento continuo dei costi ospedalieri. Sul commercio, i dazi che avrebbero dovuto riportare posti di lavoro nel settore manifatturiero hanno invece causato la perdita di 73.000 posti di lavoro e aumentato i prezzi dei beni di consumo quotidiano. Dopo un parziale ritiro da alcuni dazi, Trump è risalito da un indice di -20 sul commercio dello scorso maggio a -15 oggi, comunque quasi 30 punti in meno rispetto all'inizio della sua amministrazione.
Sulla politica estera, Trump si trova a -10 oggi, anch'esso in calo di 20 punti dall'inizio del mandato. Un sondaggio di gennaio di Economist e YouGov ha rilevato che solo il 9% degli americani sostiene l'uso della forza militare per prendere il controllo della Groenlandia. Morris paragona questa percentuale a quella degli americani che credono che l'allunaggio sia stato una messinscena.
Secondo un sondaggio di CNN e SSRS riportato nell'analisi, solo il 36% degli adulti ritiene che Trump abbia le priorità giuste, in calo rispetto al 45% registrato all'insediamento. Il 64% degli americani afferma che non si sta concentrando abbastanza sui prezzi elevati, un dato che sale al 74% in un sondaggio separato di CBS News e YouGov. Gli elettori pensano che Trump stia dedicando troppo tempo a immigrazione ed espulsioni e ai dazi, ma anche su questi temi non apprezzano le sue politiche.
Morris sottolinea l'importanza di questi dati richiamando i principi fondatori della democrazia americana. I padri costituenti progettarono il sistema politico sull'idea che il governo deriva i suoi poteri dal consenso dei governati, come scrisse Thomas Jefferson nel 1776. I sondaggi d'opinione sono lo strumento per misurare questo consenso. Alexander Hamilton nel Federalist No. 70 argomentò che un singolo esecutivo sarebbe stato più strettamente sorvegliato dai cittadini, mentre James Madison nel Federalist No. 47 affermò che l'accumulo di tutti i poteri nelle stesse mani costituisce la definizione stessa di tirannia.
L'analisi conclude che Trump sta governando contro i desideri dei cittadini in quasi ogni occasione. Quando i leader governano ripetutamente contro le preferenze chiare del popolo, il contratto sociale viene violato. Gli americani nel 2024 diedero a Trump un'altra possibilità per risolvere i loro problemi, affrontando serie difficoltà economiche. I numeri mostrano che ora rimpiangono quella scelta. Agli occhi degli elettori, secondo Morris, il secondo mandato di Trump è stato un fallimento.