Dem in rimonta nei sondaggi per le midterm
I democratici sono passati da -3,3 a +5,3 punti in un anno. L'analisi di Nate Silver mostra buone possibilità alla Camera, mentre il Senato resta difficile
L'analista elettorale Nate Silver ha pubblicato la sua prima analisi dei sondaggi per le elezioni di midterm del 2026, che si terranno a novembre. I numeri mostrano un cambiamento significativo rispetto a un anno fa, quando il presidente Trump si era appena insediato per il suo secondo mandato. Allora i repubblicani erano in vantaggio di 3,3 punti percentuali nel cosiddetto generic ballot, il sondaggio che chiede agli elettori se voteranno per un candidato democratico o repubblicano al Congresso. Oggi, secondo la media di Silver, i democratici sono avanti di 5,3 punti. Si tratta di uno spostamento di 8,7 punti verso i democratici in appena dodici mesi.
Il generic ballot è considerato dagli analisti il miglior indicatore per prevedere il risultato delle elezioni al Congresso. Silver spiega che a questo punto del ciclo elettorale, cioè circa 285 giorni prima del voto, il sondaggio ha una correlazione di 0,53 con il risultato finale della Camera dei rappresentanti. Non è una correlazione perfetta, ma è abbastanza solida per trarre alcune conclusioni. Il margine di errore in questa fase è di 5,7 punti percentuali, il che significa che tecnicamente tutto è ancora possibile, da una vittoria democratica di 11 punti a un vantaggio repubblicano di 0,4 punti. Una vittoria democratica a due cifre configurerebbe quello che in America chiamano uno "tsunami" elettorale, con perdite anche in seggi considerati sicuri per i repubblicani. Dall'altra parte, anche uno scenario di minima vittoria repubblicana rappresenterebbe comunque un peggioramento rispetto alle elezioni del 2022 e 2024, quando il partito vinse il voto popolare con margini di 2,7 e 2,6 punti rispettivamente.

L'analisi storica presentata da Silver offre ulteriori motivi di ottimismo per i democratici. Dal 1994 a oggi, il partito di opposizione al presidente tende a guadagnare terreno durante l'anno elettorale. In media, l'opposizione migliora la propria posizione di 2,5 punti tra gennaio e il giorno delle elezioni. Se questa tendenza si confermasse, i democratici potrebbero arrivare a novembre con un vantaggio di circa 7,8 punti, ben oltre la soglia necessaria per conquistare la maggioranza alla Camera. Il vantaggio dell'opposizione nei midterm è un fenomeno consolidato: dal 1994, il partito all'opposizione ha vinto il voto popolare per la Camera con un margine medio di 4,4 punti. Le uniche eccezioni rilevanti sono state il 1998, quando i repubblicani furono penalizzati dalla gestione dello scandalo Monica Lewinsky, e il 2002, quando gli attentati dell'11 settembre favorirono il partito del presidente George W. Bush.
Ci sono però alcuni elementi di cautela che Silver evidenzia. Storicamente, i sondaggi in questa fase del ciclo elettorale hanno sovrastimato i democratici di circa 4,6 punti rispetto al risultato finale. Questo potrebbe essere dovuto a diversi fattori: una tendenza generale dei sondaggi a favorire i democratici in alcune elezioni recenti, il fatto che molti sondaggi in questa fase includono elettori registrati o tutti gli adulti piuttosto che i probabili votanti, e alcune discrepanze tecniche tra i sondaggi generici e il voto effettivo per la Camera. Tuttavia, Silver nota che questa distorsione è stata concentrata principalmente nelle elezioni presidenziali con Trump candidato, mentre nei midterm del 2018 e 2022 i sondaggi sono stati sostanzialmente accurati. Inoltre, nelle elezioni locali del 2025, i democratici hanno performato meglio dei sondaggi, non peggio.
Un altro fattore rilevante è il cambiamento nella composizione dell'elettorato. Tradizionalmente, i repubblicani guadagnavano quando i sondaggi passavano da intervistare elettori registrati a probabili votanti. Questa tendenza si è però invertita negli ultimi anni. I democratici ora ottengono risultati particolarmente buoni tra gli elettori più istruiti e più impegnati politicamente, e spesso beneficiano di un'affluenza più bassa. Attualmente, solo il 30 per cento del peso nella media di Silver proviene da sondaggi tra probabili votanti. Se i democratici avessero un vantaggio di 2 punti in termini di entusiasmo, il loro margine tra i probabili votanti sarebbe già intorno ai 7 punti.
Per quanto riguarda il Senato, la situazione è più complessa. Silver utilizza un sistema di benchmark per ogni stato, che combina il risultato del generic ballot nazionale con il profilo politico di ciascuno stato e la sua elasticità, ovvero quanto gli elettori di quello stato tendono a spostarsi rispetto alla media nazionale. Con l'attuale vantaggio democratico di 5,3 punti, la North Carolina appare come un'opportunità di conquista ragionevole per i democratici, con un vantaggio stimato di 2,6 punti. Il Maine, dove si ricandida la senatrice repubblicana Susan Collins, dovrebbe essere una vittoria facile sulla carta con un vantaggio democratico di 12,7 punti, anche se Collins ha già superato situazioni difficili in passato. I democratici sono favoriti anche in tutti gli stati dove devono difendere seggi, come Georgia e Michigan.
Il problema per i democratici è trovare il terzo e quarto seggio necessari per conquistare la maggioranza al Senato. Gli stati successivi nella lista delle opportunità sono Iowa, Texas, Ohio e Florida, ma tutti mostrano un vantaggio repubblicano tra 5 e 6 punti. L'Alaska, nonostante la sua alta elasticità, parte da uno svantaggio di 8,4 punti. Silver nota però che i democratici sono riusciti a convincere quasi tutti i loro candidati migliori a candidarsi: Mary Peltola in Alaska, che aveva vinto il seggio alla Camera nel 2022, Sherrod Brown in Ohio e Roy Cooper in North Carolina. Un miglioramento di altri 5 punti nel generic ballot, portandolo a +10 per i democratici, renderebbe Iowa e Ohio sostanzialmente neutrali e persino l'Alaska si avvicinerebbe a una situazione di parità.
Il contesto politico sembra favorevole ai democratici. L'approvazione di Trump è bassa e in declino, avvicinandosi ai minimi del suo secondo mandato con un saldo negativo di 14 punti. Gli elettori hanno reagito negativamente a recenti episodi come l'uccisione di Renee Good da parte di un agente dell'ICE a Minneapolis e alla postura sempre più aggressiva del presidente verso la Groenlandia. Silver conclude che mentre la Camera è "da perdere" per i democratici, il Senato rimane un obiettivo difficile ma non impossibile, e molto dipenderà da come evolverà la situazione nei prossimi mesi.