Come la sparatoria dell'ICE ha diviso all'istante l'America in due
Il caso di Renee Good, uccisa durante un'operazione dell'immigrazione, divide il paese. Trump parla di terrorismo domestico, il sindaco accusa l'agente. Il governatore attiva la Guardia Nazionale temendo le proteste.
Un agente dell'Immigration and Customs Enforcement ha sparato e ucciso ieri un uomo a Minneapolis, e nel giro di pochi minuti gli Stati Uniti si sono frantumati in due campi inconciliabili. Da una parte chi grida all'omicidio, dall'altra chi parla di terrorismo. Lo scrive Zachary Basu in un'analisi pubblicata su Axios.
"In un'altra epoca, gli attori responsabili avrebbero forse trattato una tragedia come questa con moderazione e richieste di un'indagine approfondita", osserva Basu. "Nel clima iperpartitico di oggi, è diventato istantaneamente un test di Rorschach". La stessa scena, filmata e vista da milioni di americani, ha alimentato entrambe le narrazioni. E i funzionari eletti hanno solo accelerato la corsa al giudizio.
La sinistra ha definito l'agente dell'ICE un "ufficiale corrotto" che ha giustiziato un cittadino statunitense durante una repressione federale sull'immigrazione che non sarebbe mai dovuta accadere. La destra ha etichettato l'uomo ucciso, Renee Good di 37 anni, come un "terrorista domestico" e ha inquadrato la sparatoria come un chiaro caso di legittima difesa durante un assalto alle forze dell'ordine.
Il presidente Trump ha accusato Good di aver investito "violentemente, volontariamente e brutalmente" un agente dell'ICE, e ha detto che "è difficile credere" che l'agente sia sopravvissuto. Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha invece definito "stronzate" la versione simile fornita dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale, e ha detto all'ICE di "togliersi dai coglioni da Minneapolis".
Con migliaia di agenti federali sul campo a Minneapolis e milioni di americani infuriati da ciò che pensano di aver visto, secondo Basu la città rischia di diventare un centro di disordini civili. Il governatore del Minnesota Tim Walz, che guidò lo stato durante le proteste per George Floyd nell'estate del 2020, ha emesso un "ordine di allerta" per preparare la Guardia Nazionale del Minnesota a un possibile dispiegamento.
Walz ha esortato i manifestanti a rimanere pacifici e a "non abboccare all'amo", avvertendo che Trump non vorrebbe nient'altro che dispiegare truppe federali e invocare l'Insurrection Act. L'analisi di Axios sottolinea come quello che in passato avrebbe potuto essere trattato con cautela in attesa dei fatti, oggi diventi immediatamente un simbolo politico su cui entrambi gli schieramenti costruiscono narrative opposte e incompatibili.