Youngkin appoggia JD Vance per il 2028
Il governatore della Virginia esprime il suo sostegno al vicepresidente per la nomination repubblicana, chiudendo le speculazioni su una sua possibile candidatura
Glenn Youngkin rompe il silenzio sulle elezioni presidenziali del 2028 e annuncia il suo sostegno a JD Vance. Il governatore repubblicano della Virginia ha dichiarato in un'intervista esclusiva a Fox News Sunday che il vicepresidente "sarebbe un ottimo candidato" per la nomination del Partito Repubblicano nella corsa alla Casa Bianca. È la prima volta che Youngkin si pronuncia pubblicamente sulla competizione che si aprirà dopo la fine del mandato di Donald Trump, vincolato dal limite dei due mandati presidenziali.
"Penso che il vicepresidente Vance sarebbe un ottimo candidato", ha affermato Youngkin nell'intervista rilasciata a Jacqui Heinrich. Il governatore ha aggiunto di essere d'accordo con il presidente Trump e il segretario di Stato Marco Rubio nel ritenere che Vance "sarebbe un candidato presidenziale davvero eccellente". Le parole di Youngkin acquistano particolare significato perché negli ultimi due anni gli analisti politici lo avevano indicato come un possibile contendente proprio per la nomination repubblicana del 2028. Il suo endorsement a Vance sembra quindi chiudere, almeno per ora, le speculazioni su una sua discesa in campo.
L'intervista arriva pochi giorni prima che Youngkin completi il suo unico mandato come governatore della Virginia. La legge dello Stato impedisce ai governatori di candidarsi per la rielezione e di servire mandati consecutivi. Vance, dal canto suo, non ha ancora dichiarato pubblicamente se lancerà una campagna per il 2028, ma molti nel partito lo considerano l'erede designato del presidente per portare avanti le battaglie del movimento MAGA e America First.
Il vicepresidente ha già ricevuto un importante sostegno a dicembre scorso. Erika Kirk, durante il summit annuale organizzato da Turning Point USA, ha pubblicamente endorsato Vance. L'appoggio di questa organizzazione conservatrice, sempre più influente e politicamente potente, potrebbe dare a Vance una spinta significativa se decidesse di candidarsi l'anno prossimo. Turning Point USA gode infatti di particolare credito tra i giovani conservatori e il suo braccio politico ha costruito una potente macchina organizzativa sul territorio.
Youngkin era diventato una stella nascente del Partito Repubblicano nel 2021, quando da candidato alle prime armi proveniente dal mondo degli affari riuscì a sconfiggere l'ex governatore democratico Terry McAuliffe. Fu il primo repubblicano in dodici anni a vincere le elezioni per governatore in quello che un tempo era uno Stato in bilico ma che nel decennio precedente aveva virato verso i democratici. La vittoria lo trasformò immediatamente in una figura di primo piano nel partito e alimentò le speculazioni su una sua possibile corsa alla Casa Bianca.
Negli ultimi anni, però, il governatore ha sempre evitato di rispondere alle domande su una possibile candidatura presidenziale. Ha ripetuto innumerevoli volte che la sua attenzione politica era concentrata esclusivamente sulla Virginia e che intendeva "finire forte" il suo mandato. Ora Youngkin sembra pronto a sostenere altri candidati repubblicani nelle elezioni di midterm del 2026, quando il partito punterà a mantenere le maggioranze alla Camera e al Senato, mentre 36 Stati terranno elezioni per il governatore.
"La cosa più importante che possiamo fare, proprio come ha detto di recente il vicepresidente Vance, è restare concentrati sul qui e ora", ha dichiarato Youngkin riferendosi alle elezioni di midterm. "Dobbiamo ottenere risultati. Dobbiamo ottenere risultati per gli americani e per i virginiani. Abbiamo elezioni importantissime nel 2026 per mantenere ed espandere le nostre maggioranze alla Camera e al Senato". Il governatore ha ribadito il suo "profondo rispetto" per il richiamo del vicepresidente a rimanere concentrati sul presente, sottolineando che se i repubblicani continueranno a focalizzarsi sull'oggi e a produrre risultati concreti, gli americani continueranno a concedere loro "la licenza di governare".