Un giudice ordina la riapertura di Voice of America e il reintegro di oltre mille dipendenti
Il giudice Royce Lamberth ha dichiarato illegale lo smantellamento dell'emittente internazionale voluto dall'amministrazione Trump e ha criticato duramente la gestione di Kari Lake.
Un giudice federale americano ha ordinato martedì 17 marzo la ripresa delle trasmissioni di Voice of America e il reintegro di oltre mille dipendenti che da un anno si trovavano in congedo amministrativo retribuito. La decisione del giudice Royce Lamberth, nominato a suo tempo da Ronald Reagan, dichiara illegale lo smantellamento dell'emittente pubblica internazionale condotto dall'amministrazione Trump.
Lamberth ha stabilito che la chiusura quasi totale della United States Agency for Global Media (USAGM), l'agenzia federale da cui dipendono Voice of America e altre emittenti internazionali come Radio Free Asia, viola la legge amministrativa federale. Il giudice ha ordinato il rientro in servizio dei dipendenti a tempo pieno entro il 23 marzo e ha imposto all'agenzia di presentare un piano per riprendere le trasmissioni internazionali, in gran parte sospese nell'ultimo anno, con l'eccezione di alcune trasmissioni in lingue come il farsi.
La sentenza annulla un memorandum di tre pagine firmato dai vertici dell'USAGM nel marzo 2025, che manteneva appena 68 posizioni nell'agenzia ed eliminava tutti gli altri ruoli. Lo scorso giugno Kari Lake, ex conduttrice televisiva scelta dal presidente Trump per guidare l'USAGM, aveva annunciato tagli drastici ai finanziamenti e al personale di Voice of America. Pochi giorni prima di questa nuova sentenza, il giudice Lamberth aveva già dichiarato che la nomina di Lake alla guida dell'agenzia era avvenuta in modo illegale, invalidando di conseguenza i licenziamenti.
Il giudice non ha risparmiato critiche alla gestione dell'intera vicenda. Ha denunciato il "flagrante e quasi annuale rifiuto" del governo di rispettare gli obblighi previsti dalla legge e stabiliti dal Congresso. In una nota a piè di pagina della sentenza, Lamberth ha definito il comportamento di Lake e dell'amministrazione "una produzione da film Hallmark in malafede", riferendosi alla sistematica omissione di informazioni chiave nel corso del procedimento giudiziario.
La sentenza arriva al termine di due cause parallele e intrecciate: una presentata dal direttore di Voice of America, Michael Abramowitz, ex giornalista del Washington Post, e l'altra da un gruppo di dipendenti contro il governo. Tre giornaliste dell'emittente, Patsy Widakuswara, Jessica Jerreat e Kate Neeper, hanno definito la decisione "monumentale" e in un comunicato hanno dichiarato di essere "impazienti di cominciare a riparare i danni che Kari Lake ha inflitto alla nostra agenzia e ai nostri colleghi, di tornare alla missione affidataci dal Congresso e di ricostruire la fiducia del pubblico mondiale che non abbiamo potuto servire nell'ultimo anno". Abramowitz ha detto di essere "entusiasta" della sentenza e ha aggiunto che "Voice of America non è mai stata così necessaria".
Voice of America è nata durante la Seconda guerra mondiale con la missione di portare la "voce dell'America" nel mondo, in particolare nei paesi autoritari. Insieme a Radio Free Europe, lanciata durante la guerra fredda, e a Radio Free Asia, creata nel 1996, l'emittente ha rappresentato per decenni uno strumento centrale della diplomazia pubblica americana. Nel 2025 Trump ha firmato un decreto in cui accusava Voice of America di promuovere un orientamento di sinistra e anti-americano. L'amministrazione repubblicana ha annunciato l'intenzione di ricorrere in appello contro la precedente sentenza di Lamberth che aveva dichiarato illegale la nomina di Lake.