Ucraina e Occidente definiscono un piano congiunto contro violazioni russe di una futura tregua

Ucraina, Paesi europei e Stati Uniti hanno definito un piano a più livelli per reagire a eventuali violazioni russe di un futuro cessate il fuoco, che, nei casi più gravi, potrebbero sfociare in una risposta militare congiunta, secondo un’inchiesta del Financial Times.

Ucraina e Occidente definiscono un piano congiunto contro violazioni russe di una futura tregua

Ucraina, Paesi europei e Stati Uniti hanno definito un piano a più livelli per reagire a eventuali violazioni russe di un futuro cessate il fuoco. Lo riferisce il Financial Times, secondo cui il meccanismo è stato discusso in una serie di incontri avvenuti tra dicembre e gennaio. L’obiettivo è quello di evitare che una tregua resti priva di strumenti di applicazione, come già accaduto in passato, predisponendo una risposta graduale che, nei casi più gravi, potrebbe sfociare in un intervento militare congiunto.

Risposta in tre fasi

Secondo fonti citate dal quotidiano britannico, il piano prevederebbe tre livelli di reazione. Una prima violazione russa attiverebbe entro 24 ore un avvertimento diplomatico e le misure militari che le forze ucraine riterrebbero necessarie per contenere l’infrazione. Se le ostilità proseguissero, si passerebbe a un secondo livello con il coinvolgimento diretto della cosiddetta “coalizione dei volenterosi”, che comprenderebbe gran parte dei Paesi dell’Unione europea, oltre ad alleati NATO come Regno Unito, Norvegia, Islanda e Turchia.

La novità più rilevante è però che, in caso di escalation e oltre 72 ore dalla prima violazione, potrebbe scattare una risposta militare coordinata con la partecipazione anche di forze statunitensi. Il sistema, scrive il Financial Times, mira a rendere credibile la deterrenza occidentale fin dalle prime fasi di una possibile rottura della tregua. Il piano sarebbe stato esaminato in incontri a Parigi a dicembre e poi discusso tra i consiglieri per la sicurezza nazionale dei Paesi coinvolti in una riunione a Kyiv il 3 gennaio. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ne avrebbe parlato direttamente anche con Donald Trump durante una recente visita a Mar-a-Lago.

Garanzie di sicurezza e presenza europea

Regno Unito e Francia hanno già espresso la propria disponibilità a schierare truppe ed armi in Ucraina nell’ambito di garanzie di sicurezza sostenute dagli Stati Uniti e collegate a un più ampio piano di pace per porre fine alla guerra che va avanti da quasi cinque anni. La forza europea dovrebbe assicurare la sicurezza in aria, per mare e via terra dopo il cessate il fuoco, con il sostegno statunitense in termini di intelligence, logistica e capacità di sorveglianza tecnologica lungo una linea del fronte stimata in circa 1.400 chilometri.

Zelensky ha dichiarato a gennaio che le garanzie sono “al 100% pronte” e che Kyiv attende solo la conferma di data e luogo per la firma. Secondo il presidente ucraino, Trump avrebbe proposto garanzie della durata di 15 anni, “simili a quelle previste per i Paesi della NATO”, mentre fonti ucraine spingono per estendere l’orizzonte fino a 50 anni. Nel pacchetto di garanzie rientra anche il mantenimento di un esercito ucraino di circa 800.000 effettivi, addestrato e equipaggiato con armamenti statunitensi.

I precedenti ed il nodo del Donbass

Il piano si inserisce in un contesto già segnato in passato da diverse tregue fallite. Dopo i primi scontri del 2014, nelle regioni di Donetsk e Luhansk, la Russia ha violato più volte i cessate il fuoco concordati. Gli accordi di Minsk affidavano il monitoraggio all’OSCE, ma con un mandato limitato alla sola osservazione. Senza strumenti coercitivi né garanzie occidentali, le tregue sono crollate fino a sfociare nell’invasione russa su vasta scala del febbraio 2022.

Per il raggiungimento di un accordo finale sul cessate il fuoco che ne ponga fine resta però centrale il nodo del controllo del Donbass: Kyiv non intende cedere territori che Mosca non controlla interamente, mentre il Cremlino continua ad insistere su condizioni considerate massimaliste dagli ucraini e dai loro alleati. Zelensky punta ora a firmare sia l’accordo sulle garanzie di sicurezza sia un piano separato di ricostruzione postbellica prima del 24 febbraio, quarto anniversario dell’inizio dell'invasione russa su larga scala. L’obiettivo è quello di rafforzare la posizione negoziale ucraina e consolidare una volta e per tutte il sostegno statunitense, più volte messo in discussione dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

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