Twitter non riflette la realtà: come i social media modellano l'opinione pubblica

Gli utenti di Twitter hanno opinioni radicalmente diverse dalla maggioranza degli elettori americani, secondo un'analisi basata su oltre 9.000 risposte al sondaggio di The Argument.

Twitter non riflette la realtà: come i social media modellano l'opinione pubblica

Le piattaforme da cui gli americani ricevono le notizie plasmano le loro opinioni in modi spesso invisibili. Un'indagine condotta da The Argument rivela differenze sorprendenti tra gli utenti delle varie piattaforme: mentre l'agenzia federale ICE ha un gradimento negativo di 26 punti percentuali tra tutti gli elettori, tra chi si informa su Twitter il giudizio è quasi neutro. Al contrario, su Reddit e TikTok oltre il 70% degli utenti esprime un parere sfavorevole sull'agenzia.

Queste divergenze dipendono in parte dalla selezione naturale: le persone gravitano verso fonti che confermano le loro convinzioni. Ma nel caso di Twitter, dopo l'acquisizione di Elon Musk, esistono prove che la piattaforma stessa sposti gli utenti verso destra. Uno studio dell'Università Northeastern ha dimostrato che gli algoritmi dei social media possono amplificare determinati orientamenti influenzando concretamente le preferenze degli utenti.

I dati confermano questa ipotesi. Nel sondaggio di gennaio, Donald Trump ha consensi positivi solo tra gli utenti di Twitter. Con tutti gli altri gruppi i suoi numeri sono catastrofici. Questa anomalia non è casuale: l'interferenza di Musk con l'algoritmo è documentata e il bias pro-repubblicano della piattaforma è evidente a chiunque la frequenti anche solo per pochi minuti.

Chi si informa principalmente su Twitter potrebbe non rendersi conto dell'impopolarità del presidente, perché l'algoritmo nasconde gran parte delle critiche. Questi utenti potrebbero erroneamente credere che Trump conservi ampio sostegno e che la sua presidenza goda di consenso popolare, invece di essere quasi radioattiva.

Considerando quante ore al giorno politici, attivisti e collaboratori trascorrono sulla piattaforma, è lecito chiedersi se comprendano davvero la situazione reale del paese su molte questioni. Se ci si chiede perché certe percezioni dominino il dibattito, la risposta probabilmente dipende dalla dieta mediatica di chi ne parla.

Il bias algoritmico non spiega tutto. Anche su Twitter il presidente sta perdendo consensi. E su TikTok, altra piattaforma accusata di amplificare contenuti di destra, Trump ha perso più sostegno che altrove: il suo gradimento è 25 punti percentuali sotto il risultato delle ultime elezioni presidenziali.

Le differenze tra le piattaforme

L'indagine di The Argument chiede ogni mese agli intervistati da quali piattaforme si informano regolarmente. I dati mostrano che non esiste un'unica piattaforma dominante: la televisione locale e Facebook hanno il pubblico più ampio, ma restano comunque sotto il 50% degli elettori. Anche piattaforme che sembrano onnipresenti nel dibattito pubblico, come TikTok, raggiungono una quota relativamente piccola di utenti.

Le differenze demografiche tra le piattaforme sono profonde. I social media come TikTok, Reddit, Twitter e Instagram attirano un pubblico prevalentemente giovane, con Millennial e Generazione Z che costituiscono la maggioranza. I media tradizionali hanno un pubblico molto più anziano: gli under 35 sono meno del 10% di chi guarda i notiziari via cavo, mentre gli over 65 ne rappresentano quasi il 40%.

Queste differenze demografiche si riflettono negli orientamenti politici, ma non secondo lo schema "media tradizionali contro social media" che Elon Musk vorrebbe far credere. Twitter è la quarta piattaforma più giovane tra quelle analizzate, ma è anche la più conservatrice: il 55% di chi si informa regolarmente su Twitter ha votato Trump nel 2024, contro il 35% che ha scelto Kamala Harris.

La televisione generalista come ABC o CBS attira un pubblico molto anziano, eppure è tra i gruppi più democratici dell'intero sondaggio: il 51% ha sostenuto Harris nel 2024 e solo il 39% Trump. Questi dati sono vicini a quelli pubblicati indipendentemente da Blue Rose Research dopo le elezioni del 2024, confermando l'affidabilità delle stime.

Il giornalismo cartaceo e i siti di notizie si inclinano nettamente verso sinistra, un dato confermato anche dal Pew Research Center. Le ragioni sono semplici: i progressisti leggono di più e frequentano l'università in percentuali maggiori rispetto ai conservatori. Questo porta giornali e siti web ad attrarre una quota significativamente più alta di lettori progressisti.

Il pericolo di questa frammentazione degli utenti in algoritmi separati non è solo che le persone non ricevano informazioni complete, ma che credano di riceverle. Quando qualcuno su Twitter percepisce un'ondata favorevole ai repubblicani e qualcuno su Instagram percepisce l'opposto, nessuno dei due è in grado di determinare cosa stia realmente accadendo nel paese.

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