Trump vuole aumentare di molto la spesa militare americana
Il presidente chiede un aumento del 50% per il 2027, minaccia i contractor della difesa e promette che i dazi copriranno i costi
Il presidente Donald Trump ha proposto di aumentare la spesa militare americana a 1.500 miliardi di dollari nel 2027, un incremento superiore al 50% rispetto agli attuali 901 miliardi approvati dal Congresso per quest'anno. L'annuncio arriva in un momento di crescenti tensioni internazionali e dopo una serie di azioni militari dell'amministrazione Trump.
"Questo ci permetterà di costruire l'esercito dei sogni a cui abbiamo diritto da tempo e, più importante, che ci manterrà sicuri e protetti, indipendentemente dal nemico", ha scritto Trump sui social media, definendo l'attuale situazione mondiale come "tempi molto turbolenti e pericolosi".
L'aumento proposto richiederebbe l'autorizzazione del Congresso, dove i repubblicani detengono delle deboli maggioranze in entrambe le camere. Secondo il Committee for a Responsible Federal Budget, un centro studi apartitico, la proposta costerebbe circa 5.000 miliardi di dollari fino al 2035 e aggiungerebbe 5.800 miliardi al debito nazionale considerando gli interessi. L'organismo stima che solo metà dei costi potrebbero essere coperti dai dazi attualmente in vigore.
Trump ha giustificato l'enorme incremento sostenendo che sarà finanziato dalle entrate generate dai dazi imposti a quasi tutti i paesi e a numerosi settori industriali. Secondo il Bipartisan Policy Center, gli Stati Uniti hanno raccolto 288,5 miliardi di dollari da dazi e altre tasse nel 2025, rispetto ai 98,3 miliardi del 2024. Un aumento significativo, ma ben lontano dalle cifre necessarie per coprire tutte le promesse di Trump, che ha già annunciato di voler utilizzare i proventi dei dazi per inviare assegni ai contribuenti, ridurre il debito nazionale e ora aumentare la spesa militare.
La richiesta presidenziale si inserisce in un contesto di crescente attivismo militare americano. Negli ultimi giorni, le forze statunitensi hanno catturato il leader venezuelano Nicolás Maduro e lo hanno portato negli Stati Uniti per affrontare accuse di traffico di droga. Trump ha anche minacciato di annettere con la forza la Groenlandia, territorio semi-autonomo della Danimarca, alleato Nato, e ha dichiarato di voler sfruttare le riserve petrolifere del Venezuela.
L'ultimo aumento della spesa militare superiore al 50% risale al 1951, durante la Guerra di Corea, ha osservato Byron Callan, analista di difesa presso Capital Alpha Partners. Anche i massicci incrementi sotto il presidente Ronald Reagan nei primi anni Ottanta ammontarono rispettivamente al 25% e al 20%.
Insieme alla proposta di bilancio, Trump ha lanciato un attacco diretto ai contractor della difesa, accusandoli di produrre armamenti troppo lentamente mentre distribuiscono dividendi agli azionisti e offrono compensi elevati ai dirigenti. Il presidente ha firmato un ordine esecutivo che richiede al Pentagono di identificare i contractor che non stanno rispettando i contratti ma continuano a effettuare riacquisti di azioni proprie o a distribuire dividendi.
Trump ha preso di mira in particolare la Raytheon, una delle maggiori aziende di difesa americane che produce alcuni dei missili più utilizzati dall'esercito, tra cui il missile da crociera Tomahawk e i missili Javelin e Stinger. "O la Raytheon investe di più in impianti e attrezzature, oppure non farà più affari con il Dipartimento della Guerra", ha scritto Trump, usando deliberatamente il vecchio nome del Pentagono. Il presidente ha anche proposto di limitare gli stipendi dei dirigenti delle aziende di difesa a 5 milioni di dollari all'anno.
Le reazioni del mercato sono state contrastanti. Nelle contrattazioni dopo la chiusura della borsa, le azioni delle principali aziende di difesa hanno registrato rialzi, con Lockheed Martin in crescita del 6,2%, General Dynamics del 4,4% e RTX, la società madre di Raytheon, del 3,5%. Gli investitori scommettono che un aumento della spesa militare potrebbe tradursi in maggiori profitti, nonostante le minacce presidenziali.
La proposta ha sollevato scetticismo tra gli esperti di bilancio. Non è chiaro come i fondi aggiuntivi verrebbero allocati tra i vari programmi d'armamento e rami delle forze armate, né se il settore della difesa avrebbe la capacità di assorbire un incremento così massiccio in tempi brevi. Inoltre, la promessa di coprire l'aumento attraverso i dazi appare irrealistica considerando che Trump ha già impegnato quelle stesse entrate per altri scopi, inclusi assegni da 2.000 dollari ai cittadini e aiuti agli agricoltori danneggiati proprio dai dazi.