Trump valuta l'uscita degli Stati Uniti dalla NATO (ma non può farlo da solo): "Sono una tigre di carta"

Il presidente americano attacca i Paesi alleati per il rifiuto di partecipare alla guerra contro l'Iran. Il Segretario di Stato Rubio: "Dovremo riesaminare la nostra partecipazione". Intanto nei sondaggi l'approvazione di Trump crolla sotto il 40%.

Trump valuta l'uscita degli Stati Uniti dalla NATO (ma non può farlo da solo): "Sono una tigre di carta"
Immagine creata dall'intelligenza artificiale

Il presidente Donald Trump ha dichiarato oggi al Telegraph che sta valutando seriamente di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO. Il presidente ha definito l'Alleanza atlantica "una tigre di carta" e ha detto che la questione è ormai "oltre ogni riconsiderazione". A scatenare lo strappo è stato il rifiuto degli alleati europei di inviare navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz, che l'Iran tiene chiuso da settimane.

Il j'accuse di Trump contro la NATO

"Non sono mai stato convinto dalla NATO. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e anche Putin lo sa", ha detto Trump al Telegraph. Il sostegno americano agli alleati, ha insistito il presidente, è sempre stato automatico, compreso quello all'Ucraina: "Noi ci siamo sempre stati per loro. Loro non ci sono mai stati per noi".

Trump ha anche attaccato direttamente il primo ministro britannico Keir Starmer, accusandolo di tenersi fuori dal conflitto. "Non avete nemmeno una Marina. Siete troppo vecchi e avete portaerei che non funzionano", ha detto, riferendosi allo stato della flotta britannica. In effetti, quattro dei sei cacciatorpediniere del Regno Unito erano fuori servizio all'inizio della guerra e Londra ha dovuto farsi prestare una nave dalla Germania per coprire i propri obblighi NATO nell'Oceano Atlantico. Starmer ha risposto alle accuse ribadendo il sostegno all'Alleanza, ma aggiungendo: "Questa non è la nostra guerra e non ci faremo trascinare".

In precedenza, anche il Segretario di Stato Marco Rubio aveva calcato la mano, definendo la NATO "una strada a senso unico" e accusando i partner di aver negato l'accesso alle proprie basi militari. Washington, ha dichiarato Rubio a Fox News, dovrà "riesaminare" la propria appartenenza all'Alleanza a guerra conclusa. Trump ha detto di essere "contento" delle sue parole.

Analisi
Trump, la NATO e il pantano iraniano
I numeri di un mese di guerra, lo strappo con gli alleati e il consenso interno in caduta libera
Un mese di Operazione Epic Fury
~1
miliardo di $ al giorno
Costo stimato dell'operazione militare Usa contro l'Iran
11.000+
Obiettivi colpiti
L'Operazione Epic Fury ha colpito oltre 11.000 obiettivi in Iran, inclusi siti militari, infrastrutture e centri di comando.
850+
Tomahawk lanciati
Secondo il Washington Post le scorte sono già scese sotto i livelli di guardia. Il Pentagono ha chiesto 200 miliardi di $ per ricostituire i propri arsenali.
150+
Navi iraniane distrutte
Danneggiata o distrutta gran parte della flotta iraniana. Eliminata anche buona parte della leadership iraniana, incluso il Leader Supremo Ali Khamenei.
13
Soldati americani morti
Centinaia di feriti. 29 soldati colpiti in un singolo attacco missilistico iraniano su una base in Arabia Saudita. 13 basi nella regione sono ormai "quasi inabitabili" secondo il NYT.
Stretto di Hormuz
~20%
Del greggio mondiale transitava da Hormuz
Paralizzato
Chiuso dagli attacchi iraniani
"Il regime non si è destabilizzato, la minaccia nucleare resta irrisolta"
Il bilancio strategico dopo un mese
Lo strappo con la NATO
"Non sono mai stato convinto dalla NATO. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e anche Putin lo sa"
Donald Trump — Intervista di oggi al Telegraph
Le posizioni
Trump
Presidente americano
Valuta seriamente il ritiro dalla NATO, accusando gli alleati europei di non aver inviato navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz. Definisce l'Alleanza "una tigre di carta".
Rubio
Segretario di Stato
Definisce la NATO "una strada a senso unico". Accusa i Paesi alleati di aver negato agli Stati Uniti l'accesso alle proprie basi. Paradosso: nel 2023 co-firmò la legge che vieta al presidente di lasciare la NATO senza il voto del Congresso.
Starmer
Premier britannico
Ribadisce sostegno alla NATO, ma tiene le distanze dal conflitto. "Questa non è la nostra guerra e non ci faremo trascinare." Trump lo attacca: 4 dei 6 cacciatorpediniere UK erano fuori servizio.
Il Congresso
Potere di veto
Legge del dicembre 2023 (Sez. 1250A, NDAA 2024): il presidente degli Stati Uniti non può lasciare la NATO senza il voto dei ⅔ del Senato o una legge del Congresso. Possibili contestazioni legali.
Approvazione del presidente
<40%
Approvazione complessiva
Per la prima volta nel secondo mandato, sotto il 40%. Oltre il 60% degli americani disapprova la gestione del conflitto (Pew Research Center).
Erosione del consenso tra gli elettori di Trump
−17
Punti percentuali persi tra i propri elettori
>60%
Americani contro la gestione della guerra (Pew)
I costi della guerra
Tomahawk — livello scorte vs. soglia di guardia Sotto soglia
Nuovi fondi richiesti dal Pentagono ~200 mld $
"Nessuno sa cosa stia davvero pensando"
Un alto consigliere, parlando di Trump, secondo Axios
Tocca un evento per i dettagli
Fine febbraio 2026
L'operazione Epic Fury inizia contro l'Iran
Campagna aerea e missilistica su vasta scala. Oltre 11.000 obiettivi colpiti, 150+ navi distrutte, leadership iraniana decimata incluso Khamenei.
Marzo 2026
L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz
Teheran risponde paralizzando il transito del 20% del greggio mondiale. Shock energetico globale, rischio recessione. Trump chiede alle marine dei Paesi europei di intervenire.
Marzo 2026
L'Iran colpisce una base Usa in Arabia Saudita
29 soldati americani feriti. L'attacco arriva il giorno dopo che il Segretario alla Difesa Hegseth aveva dichiarato l'esercito iraniano come "neutralizzato".
31 Marzo
Trump minaccia il ritiro dalla NATO
In un'intervista al Telegraph, Trump definisce la NATO "una tigre di carta" e accusa i Paesi europei di non aver inviato navi per riaprire lo Stretto di Hormuz. Ma il Congresso detiene il potere di veto sull'uscita.
Stasera
Discorso alla nazione annunciato da Trump
Il presidente ha dichiarato che il conflitto potrebbe concludersi in "2, forse 3 settimane". I suoi stessi consiglieri ammettono di non conoscere il piano reale.
6 Aprile
Scadenza per la riapertura di Hormuz
Data fissata da Trump. Se l'Iran non riaprirà lo Stretto per allora, i suoi consiglieri parlano di un ultimo bombardamento massiccio contro infrastrutture e siti nucleari iraniani, seguito dal ritiro.
Fonti: The Telegraph, New York Times, Washington Post, Axios, Pew Research, YouGov/Economist · 1 aprile 2026

Trump non può decidere da solo l’uscita dalla NATO

Un eventuale ritiro degli Stati Uniti richiederebbe, comunque, il via libera del Congresso. Nel 2023 è stata., infatti, approvata una legge che impedisce al presidente di sospendere o terminare l'appartenenza americana all'Alleanza senza il voto delle Camere. La proposta di legge era stata co-presentata in aula dallo stesso Marco Rubio.

Cosa dice la legge americana sul ritiro dalla NATO?

La Costituzione degli Stati Uniti non prevede una procedura esplicita per il ritiro da un Trattato internazionale di questa rilevanza. L'Articolo II stabilisce che il presidente può stipulare Trattati con il parere e il consenso del Senato, ma non dice nulla su come uscirne. Questa ambiguità ha alimentato per decenni un braccio di ferro tra Casa Bianca e Congresso.

Nel 2020, l'Office of Legal Counsel del Dipartimento di Giustizia ha pubblicato un parere secondo cui il potere di recedere dai Trattati spetta esclusivamente al presidente, senza bisogno di specifica autorizzazione legislativa, ma il Congresso ha respinto questa interpretazione 3 anni dopo.

Nel dicembre 2023, la Sezione 1250A del National Defense Authorization Act per l'anno fiscale 2024 ha, infatti, introdotto un divieto esplicito: il presidente non può sospendere, denunciare o ritirare gli Stati Uniti dal Trattato del Nord Atlantico senza il voto favorevole dei due terzi del Senato oppure di una legge approvata dal Congresso. Se un presidente tentasse di procedere lo stesso senza autorizzazione congressuale, la legge prevede il divieto dell'uso di fondi federali per attuare il ritiro e autorizza il Congresso a impugnare la decisione del presidente in tribunale.

La norma è stata promossa dai senatori Tim Kaine, democratico della Virginia, e Marco Rubio, all'epoca senatore repubblicano della Florida, ed oggi Segretario di Stato nell'amministrazione Trump. Rubio dichiarò all'epoca che qualsiasi decisione di lasciare l'Alleanza "dovrebbe essere rigorosamente dibattuta e valutata dal Congresso con il contributo del popolo americano".

La legge, tuttavia, resta esposta a possibili contestazioni. Alcuni giuristi ritengono, infatti, che un presidente potrebbe invocare i propri poteri costituzionali di comandante in capo per aggirare il vincolo legislativo, aprendo un conflitto tra poteri dello Stato che finirebbe davanti alla Corte Suprema. Resta inoltre aperta la questione della legittimazione a ricorrere: la clausola che autorizzava automaticamente un'azione legale del Congresso in caso di forzatura da parte del presidente è stata eliminata dalla versione finale della legge.

Il bilancio aggiornato dell'Operazione Epic Fury

La nuova frattura con gli alleati arriva mentre la guerra in Iran, a un mese dall'inizio, presenta un bilancio sempre più contraddittorio. Sul piano tattico, l'operazione Epic Fury ha colpito oltre 11.000 obiettivi, danneggiato o distrutto più di 150 navi iraniane ed eliminato gran parte della leadership militare del Paese, compreso il leader supremo Ali Khamenei. Ma ai risultati militari non corrispondono quelli strategici: il regime non si è destabilizzato, la minaccia nucleare resta irrisolta e Trump sta valutando un'operazione di terra ad alto rischio per sequestrare le scorte iraniane di uranio arricchito.

I costi intanto, sono già pesanti. Almeno 13 soldati americani sono morti, centinaia sono rimasti feriti e la spesa operativa si aggira intorno a un miliardo di dollari al giorno. In 4 settimane gli Stati Uniti hanno lanciato più di 850 missili cruise Tomahawk, secondo il Washington Post, con scorte già scese sotto i livelli previsti di guardia. Il Pentagono ha chiesto al Congresso circa 200 miliardi di dollari per ricostituire i propri arsenali, ma l'approvazione di questi nuovi fondi è incerta. Il giorno dopo che il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva dichiarato l'esercito iraniano "neutralizzato", missili iraniani hanno colpito una base in Arabia Saudita, ferendo 29 soldati americani. Secondo il New York Times, molte delle 13 basi americane nella regione sono ormai "quasi inabitabili".

La chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui prima della guerra transitava circa il 20% del petrolio mondiale, ha intanto provocato uno shock energetico che minaccia una recessione globale e sta erodendo il consenso del presidente anche in patria. Per la prima volta nel corso del suo secondo mandato, l'approvazione media di Trump è scesa sotto il 40%. Oltre il 60% degli americani disapprova la gestione del conflitto, secondo il Pew Research Center, e anche tra chi lo ha votato nel 2024 il consenso è calato dal 93% al 76%, secondo un nuovissimo sondaggio YouGov/Economist del 27-30 marzo.

Proprio in questo contesto, Trump ha annunciato un discorso alla nazione per questa sera e ieri ha dichiarato che il conflitto potrebbe concludersi in "2, forse 3 settimane". Ma i suoi stessi consiglieri, secondo Axios, ammettono di non conoscere il piano reale. "Nessuno sa cosa stia davvero pensando", ha detto un alto consigliere. Alcuni funzionari ritengono che, se la scadenza del 6 aprile per riaprire lo Stretto dovesse passare senza un accordo con l'Iran, il presidente ordinerà un ultimo bombardamento massiccio contro infrastrutture e impianti nucleari iraniani prima di ritirarsi.

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