Trump valuta di spostare le truppe Usa in Europa per punire i Paesi NATO meno allineati sull'Iran

Secondo il Wall Street Journal, la Casa Bianca sta studiando il possibile trasferimento dei soldati e la chiusura delle basi militari nei Paesi giudicati considerati come poco collaborativi, mentre si allarga la frattura transatlantica.

Trump valuta di spostare le truppe Usa in Europa per punire i Paesi NATO meno allineati sull'Iran
Fonte: NATO

Donald Trump starebbe valutando un piano per punire alcuni Paesi della NATO ritenuti poco collaborativi con gli Stati Uniti e Israele durante la guerra con l’Iran. A scriverlo è il Wall Street Journal, secondo cui la proposta prevede di trasferire truppe americane dai Paesi dell’Alleanza Atlantica considerati meno utili allo sforzo bellico a quelli che avrebbero invece sostenuto con maggiore convinzione la campagna militare americana.

Il piano, sempre secondo il quotidiano statunitense, è ancora in una fase iniziale, ma nelle ultime settimane avrebbe raccolto sostegno tra alti funzionari dell’Amministrazione Trump e rientrerebbe tra le diverse opzioni discusse dalla Casa Bianca per colpire la NATO. La misura sarebbe comunque decisamente più limitata rispetto alle recenti minacce di Trump di ritirare completamente gli Stati Uniti dall’Alleanza Atlantica, ipotesi che per legge non può concretizzarsi senza il via libera del Congresso.

La proposta rifletterebbe però il netto peggioramento dei rapporti tra Washington e gli alleati europei dopo la decisione del presidente statunitense di entrare in guerra con l’Iran senza consultare i partner. Proprio oggi il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, si è recato a Washington per incontrare Trump e cercare di rafforzare i rapporti con il presidente americano nonostante le forti tensioni all’interno dell’Alleanza transatlantica.

Frattura atlantica
Trump valuta di ridistribuire le truppe Usa in Europa per punire gli alleati
Chi perde e chi guadagna nella nuova mappa della Nato — aprile 2026
Presenza militare Usa in Europa
84.000
Soldati Usa in Europa
5%
Spesa difesa/Pil richiesta da Trump
L'equilibrio che cambia
Truppe via
Truppe in arrivo
Spagna · Germania · Italia · Francia Polonia · Romania · Lituania · Grecia
"È molto triste che la Nato abbia voltato le spalle al popolo americano nelle ultime sei settimane"
— Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca
Paesi penalizzati — Possibile ritiro truppe o chiusura basi
Spagna
Spazio aereo negato
Unico Paese Nato a non aver promesso una spesa difesa al 5% del Pil. Ha impedito agli aerei Usa coinvolti nell'operazione contro l'Iran di usare il proprio spazio aereo. Candidata alla chiusura di una base americana.
Germania
Critiche alla guerra
Alti funzionari tedeschi hanno criticato la guerra in Iran. Berlino resta uno degli hub militari più importanti per le operazioni Usa in Medio Oriente. Già nel 2020 Trump ordinò il ritiro di 12.000 soldati, decisione annullata da Biden.
Italia
Base bloccata
Ha inizialmente bloccato l'uso di una base in Sicilia da parte degli Stati Uniti. Il ministro della Difesa italiano è rimasto bloccato a Dubai alla chiusura dello spazio aereo emiratino all'inizio della guerra.
Francia
Uso condizionato
Ha autorizzato l'uso di una base nel sud del Paese solo dopo aver ottenuto garanzie che vi sarebbero atterrati aerei non coinvolti nei raid contro l'Iran.
Paesi premiati — Possibile rafforzamento presenza Usa
Polonia
Allineata
Tra i Paesi con la spesa militare più alta dell'Alleanza. Considerata favorevole alla linea americana. Disponibile a sostenere la coalizione per il monitoraggio di Hormuz.
Romania
Basi approvate
Ha approvato rapidamente le richieste americane per l'uso delle proprie basi da parte dell'Air Force dopo l'inizio della guerra. Alta spesa militare rispetto al Pil.
Lituania
Allineata
Paese baltico con elevata spesa militare. Tra i primi a segnalare disponibilità a sostenere la coalizione internazionale per il monitoraggio di Hormuz.
Grecia
Allineata
Posizione strategica nel Mediterraneo orientale. Tra i Paesi con i più alti livelli di spesa militare nell'Alleanza.
La posta in gioco
84.000
Soldati Usa dispiegati in Europa
12.000
Ritirati dalla Germania nel 2020, reintegrati da Biden nel 2021
Deterrenza
Le basi Usa in Europa orientale frenano la Russia
Economia
Le basi americane sono un vantaggio economico per i Paesi ospitanti
Il rischio strategico
"Sono molto deluso dalla Nato. Il mancato sostegno alla guerra è una macchia che non sparirà mai"
— Donald Trump, lunedì
⚠ Più truppe vicino al confine russo
Lo spostamento verso Est rischia di irritare Mosca. Trump ha anche ventilato l'ipotesi di lasciare del tutto l'Alleanza, ma per legge serve il via libera del Congresso.
Tocca un evento per i dettagli
2020
Trump ordina il ritiro di 12.000 soldati dalla Germania
Decisione del primo mandato, motivata dalla spesa militare tedesca giudicata insufficiente. Biden annulla il ritiro nel 2021.
Gen 2025
Ritorno di Trump alla Casa Bianca: dazi, Groenlandia, Putin
Impone dazi all'Europa, apre un dialogo con Putin sull'Ucraina e preme sulla Danimarca per la Groenlandia. Serie di crisi diplomatiche con gli alleati Nato.
Mar 2026
Inizia la guerra con l'Iran senza consultare gli alleati
Gli alleati europei non vengono consultati in anticipo. Due ministri della Difesa Nato (Estonia e Italia) restano bloccati a Dubai dopo la chiusura dello spazio aereo emiratino.
Apr 2026
Rutte vola a Washington per tentare la mediazione
Il segretario Nato cerca di rafforzare i rapporti con Trump nonostante le tensioni. La Casa Bianca annuncia una "conversazione molto franca e diretta".
Apr 2026
Il WSJ rivela il piano di redistribuzione delle truppe
Proposta ancora in fase iniziale ma con sostegno tra alti funzionari. Prevede trasferimento truppe dai Paesi "poco collaborativi" verso quelli più allineati. Possibile chiusura di almeno una base.
Fonti: Wall Street Journal · aprile 2026

In precedenza, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt aveva detto che è “molto triste” che la NATO abbia “voltato le spalle al popolo americano” nelle ultime sei settimane, nonostante siano proprio gli americani, ha sostenuto, a finanziare con i propri soldi la difesa europea. Leavitt aveva aggiunto che Trump intendeva avere con Rutte una conversazione molto franca e diretta su questo tema.

Gli Stati Uniti hanno attualmente circa 84 mila soldati dispiegati in Europa, anche se il numero può variare in base alle esercitazioni e ai dispiegamenti a rotazione. Le basi americane nel continente sono un nodo fondamentale per le operazioni militari globali degli Stati Uniti e rappresentano anche un vantaggio economico per i Paesi che le ospitano. Nell’Europa orientale, inoltre, svolgono una funzione di deterrenza nei confronti della Russia. Già nel 2020, durante il suo primo mandato, Trump aveva ordinato il ritiro di circa 12 mila soldati dalla Germania, decisione poi annullata da Joe Biden dopo il suo insediamento nel 2021.

Non è ancora chiaro quali Paesi potrebbero perdere truppe o basi americane, anche se diversi membri dell’Alleanza Atlantica sono entrati in contrasto con Trump dal suo ritorno alla Casa Bianca e, più di recente, hanno attirato le sue critiche per le obiezioni alla guerra in Iran. Il Wall Street Journal cita tra i casi più evidenti quello della Spagna, unico Paese NATO a non avere promesso una spesa per la difesa pari al 5 per cento del PIL, che avrebbe anche impedito agli aerei americani coinvolti nell’operazione contro l’Iran di usare il proprio spazio aereo.

Secondo il quotidiano americano, l’Amministrazione Trump avrebbe espresso frustrazione anche verso la Germania, dopo le critiche di alcuni alti funzionari tedeschi alla guerra voluta da Trump, nonostante il Paese resti uno dei più importanti hub militari statunitensi per il sostegno alle operazioni in Medio Oriente. Anche l’Italia avrebbe inizialmente bloccato l’uso di una base in Sicilia da parte degli Stati Uniti, mentre la Francia avrebbe autorizzato l’impiego di una base nel sud del Paese solo dopo avere ottenuto la garanzia che vi sarebbero atterrati aerei non coinvolti nei raid contro l’Iran.

Oltre al riposizionamento delle truppe, il piano potrebbe comprendere anche la chiusura di almeno una base americana in Europa, forse proprio in Spagna o in Germania. Al contrario, i Paesi che potrebbero beneficiare di un rafforzamento della presenza militare americana sarebbero Polonia, Romania, Lituania e Grecia.

Questi Paesi sono considerati più favorevoli alla linea americana, hanno tra i più alti livelli di spesa militare dell’Alleanza e sono stati tra i primi a segnalare la disponibilità a sostenere una coalizione internazionale per il monitoraggio dello Stretto di Hormuz. Dopo l’inizio della guerra, la Romania avrebbe approvato rapidamente le richieste americane per l’uso delle proprie basi da parte dell’Air Force. Un simile riassetto porterebbe però più truppe americane vicino al confine russo, con il rischio di irritare ulteriormente Mosca.

La guerra con l’Iran è comunque soltanto l’ultimo episodio di una serie di crisi diplomatiche che hanno investito la NATO dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. In precedenza il presidente aveva già irritato gli alleati con i dazi imposti all’Europa, con l’apertura al dialogo con Vladimir Putin nel tentativo, fallito, di porre fine alla guerra in Ucraina e soprattutto con le pressioni sulla Danimarca per annettere la Groenlandia.

Focus America non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.