Trump tra negoziati e minacce: “accordo possibile”, ma attacchi da martedì senza intesa

Il presidente parla di possibile accordo con l’Iran entro la scadenza di domani dell’ultimatum, ma avverte: senza intesa gli Stati Uniti colpiranno le infrastrutture vitali iraniane. Intanto emergono nuovi dettagli sul salvataggio dell’equipaggio dell’F-15.

Trump tra negoziati e minacce: “accordo possibile”, ma attacchi da martedì senza intesa
Immagine creata con l’intelligenza artificiale

Gli Stati Uniti sono impegnati in negoziati “seri” con l’Iran e un accordo potrebbe essere raggiunto prima della scadenza fissata da Donald Trump. Lo ha affermato lo stesso presidente ai media americani, sottolineando allo stesso tempo però che in assenza di un’intesa seguirà un’escalation militare.

Trump tra minacce e difficili negoziati

Nelle sue interviste, Trump ha parlato di “una buona possibilità” di raggiungere un accordo, ma ha avvertito che, in caso contrario, gli Stati Uniti colpiranno duramente il Paese già a partire da martedì 7 aprile, con l’obiettivo dichiarato di costringere Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo.

Tra gli obiettivi indicati in caso di escalation figurano centrali elettriche e ponti, infrastrutture cruciali anche per la popolazione civile. Occorre notare che, ai sensi della legge internazionale colpire questo tipo di obiettivi rappresenta un crimine di guerra.

Anche l’Iran ha accusato Trump di voler commettere crimini di guerra e minacciato ritorsioni contro infrastrutture in Israele e negli Stati del Golfo. Interpellato sull’impatto dei possibili attacchi sui civili iraniani, il presidente ha sostenuto che parte della popolazione potrebbe sostenere questo tipo di azioni contro il regime.

Secondo fonti coinvolte nei negoziati, ad ogni modo, l’ottimismo della Casa Bianca non è condiviso dai negoziatori, che puntano almeno a un’intesa parziale per prendere tempo. Per questo motivo i Ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto e Turchia stanno lavorando a misure di costruzione della fiducia per favorire una proroga della scadenza e avvicinare le parti a un incontro diretto, ma senza risultati concreti finora.

Nuovi dettagli sul salvataggio dei membri dell’F-15 abbattuto

Nel frattempo emergono nuovi dettagli sul salvataggio dei due membri dell’equipaggio dell’F-15 abbattuto in Iran. Uno dei militari, ferito, è sopravvissuto per oltre 24 ore nascondendosi in montagna prima di essere recuperato in un’operazione delle forze speciali statunitensi.

Secondo quanto riferito da Trump, all’operazione hanno partecipato circa 200 soldati. Il presidente ha anche spiegato che inizialmente si temeva che i segnali radio del militare potessero essere una trappola iraniana. Un messaggio trasmesso via radio, poi ritenuto coerente con le convinzioni religiose del soldato, aveva contribuito ad alimentare i dubbi nelle prime fasi.

Il pilota era stato salvato poche ore dopo l’abbattimento, in un’operazione diurna sotto intenso fuoco nemico. Il secondo intervento è stato invece condotto di notte, dopo l’istituzione di una base avanzata temporanea sul territorio iraniano.

Secondo funzionari statunitensi, le forze iraniane erano presenti in gran numero nell’area. Israele ha fornito supporto limitato, condividendo informazioni sul contesto operativo e conducendo un attacco mirato per rallentare le unità iraniane.

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