Trump toglie la scorta a Kamala Harris
La decisione pone fine all’estensione concessa da Joe Biden. Harris si prepara a un tour pubblico per il lancio del suo libro mentre aumentano le preoccupazioni sulla sua sicurezza

Il presidente Donald Trump ha revocato la protezione del Secret Service di cui beneficiava Kamala Harris come ex vicepresidente degli Stati Uniti. La decisione è stata confermata dalla Casa Bianca e dall’entourage della democratica, nonché da una copia della lettera esaminata dalla CNN. Il provvedimento cancella l’estensione di sicurezza che era stata autorizzata dall’allora presidente Joe Biden poco prima di lasciare la Casa Bianca nel gennaio 2025.
Secondo la legge federale, gli ex vicepresidenti hanno diritto a sei mesi di protezione ravvicinata dopo la fine del mandato. Per Harris, quel periodo è terminato il 21 luglio scorso. Tuttavia, Biden aveva firmato una direttiva riservata che ne prolungava la durata per un anno aggiuntivo. Il memorandum firmato da Trump il 29 agosto, indirizzato al segretario per la Sicurezza interna, dispone l’interruzione di ogni procedura di protezione “oltre a quelle richieste dalla legge” con effetto dal 1° settembre 2025.
La decisione arriva mentre Harris si prepara a tornare sulla scena pubblica con un tour di presentazione del suo libro 107 Days, in uscita il 23 settembre per la casa editrice Simon & Schuster. Il volume racconta i 107 giorni della sua campagna presidenziale del 2024 contro Trump. La tournée di promozione prevede tappe in più città e aumenterà l’esposizione pubblica dell’ex vicepresidente, che negli ultimi mesi ha partecipato a un numero limitato di eventi.
Attraverso la sua consigliera Kirsten Allen, Harris ha ringraziato il Secret Service “per la professionalità, la dedizione e l’impegno incrollabile per la sicurezza”. Né la Casa Bianca né l’agenzia hanno commentato la decisione.
Persone vicine alle operazioni di sicurezza di Harris hanno spiegato che le preoccupazioni erano elevate sin dal suo mandato, poiché è stata la prima donna e la prima donna afroamericana a ricoprire la vicepresidenza. Il livello di attenzione si è mantenuto alto durante la campagna elettorale del 2024 e nei mesi successivi. La protezione federale includeva non solo agenti assegnati 24 ore su 24, ma anche l’analisi dell’intelligence, la gestione delle minacce online e la sorveglianza della residenza di Harris a Los Angeles. Tutti questi dispositivi verranno ora interrotti.
Gli assistenti dell’ex vicepresidente temono che la perdita dell’accesso alle valutazioni sulle minacce possa aumentare i rischi. Il marito Doug Emhoff ha perso la sua protezione già il 21 luglio, secondo le regole standard per i coniugi degli ex vicepresidenti. Un livello di sicurezza privata equivalente richiederebbe risorse economiche significative, valutate in milioni di dollari l’anno.
Il governatore democratico della California Gavin Newsom è stato informato del cambiamento. Il suo portavoce Bob Salladay ha criticato la decisione di Trump, definendola “un atto politico erratico e vendicativo” che mette in pericolo l’ex vicepresidente. Il sindaco di Los Angeles Karen Bass ha espresso posizioni analoghe, parlando di “un altro atto di vendetta dopo una lunga lista di ritorsioni politiche” e assicurando che collaborerà con Newsom per garantire la sicurezza di Harris a livello locale.
Il provvedimento si inserisce in una serie di revoche decise da Trump al suo ritorno alla Casa Bianca. Negli ultimi mesi il presidente ha ritirato la protezione federale anche ad altre figure di spicco, sia repubblicane che democratiche, che si erano opposte a lui. Tra queste l’ex segretario di Stato Mike Pompeo, il medico Anthony Fauci e l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton. Biden, in quanto ex presidente, mantiene invece la protezione a vita per sé e per la moglie Jill, ma Trump ha eliminato quella concessa ai figli Hunter e Ashley.