Trump scommette su Netflix mentre Paramount le soffia Warner Bros

Le dichiarazioni patrimoniali del presidente rivelano investimenti per quasi due milioni di dollari in titoli di debito del colosso dello streaming, proprio durante la battaglia per l'acquisizione di Warner Bros.

Trump scommette su Netflix mentre Paramount le soffia Warner Bros
Official White House Photo by Andrea Hanks

Il presidente Donald Trump ha acquistato obbligazioni Netflix per un valore compreso tra 600mila e 1,25 milioni di dollari a gennaio, secondo le dichiarazioni patrimoniali pubblicate mercoledì dalla Casa Bianca. L'investimento si aggiunge a quello di dicembre, quando Trump aveva comprato tra 500mila e un milione di dollari in titoli di debito dello stesso colosso dello streaming. In totale, nell'arco di poche settimane, il presidente ha investito in obbligazioni Netflix una cifra che potrebbe arrivare a 2,25 milioni di dollari.

Il dettaglio più significativo è la tempistica. Gli acquisti di dicembre sono avvenuti poco dopo l'annuncio del mega-accordo con cui Netflix puntava ad acquisire Warner Bros. Quelli di gennaio, datati 2 e 20 gennaio, sono stati effettuati mentre Paramount cercava di sottrarre Warner Bros. a Netflix. Paramount alla fine ha vinto quella battaglia, ma Trump ha continuato a scommettere sulla solidità finanziaria di Netflix.

Un elemento interessante emerge dal confronto tra le due dichiarazioni patrimoniali. In quella di dicembre Trump risultava aver acquistato anche obbligazioni di Warner Bros. Discovery, ma nella nuova dichiarazione non c'è traccia di titoli di debito della stessa azienda. Compaiono invece obbligazioni di SiriusXM, del valore compreso tra 600mila e 1,25 milioni di dollari.

La lista degli investimenti del presidente è lunga e variegata: obbligazioni municipali e titoli di debito di aziende come General Motors, Occidental, Boeing e Coreweave. L'ultima dichiarazione patrimoniale annuale, relativa al 2024, mostra che Trump possiede anche una quantità modesta, nell'ordine delle decine di migliaia di dollari, di azioni Netflix. La dichiarazione di mercoledì è stata firmata dal presidente il 26 febbraio.

Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato all'Hollywood Reporter che gli investimenti del presidente replicano indici di mercato consolidati, e che "né il presidente Trump né alcun membro della sua famiglia ha la possibilità di dirigere, influenzare o fornire indicazioni su come il portafoglio viene investito o su quando gli investimenti vengono comprati o venduti". Tutte le decisioni, secondo il funzionario, vengono prese da gestori indipendenti.

Nonostante queste assicurazioni, l'acquisto di debito Netflix nel pieno della battaglia per Warner Bros. aggiunge un elemento di ambiguità alla vicenda. L'accordo tra Netflix e Warner Bros. è saltato proprio mentre l'amministratore delegato di Netflix, Ted Sarandos, si trovava a Washington per una visita alla Casa Bianca. Secondo Axios, l'incontro di Sarandos con Trump e la capo di gabinetto Susie Wiles è stato cancellato all'ultimo minuto per un imprevisto nell'agenda. Netflix ha poi deciso di non alzare la propria offerta per Warner Bros., rinunciando di fatto all'acquisizione. Sempre secondo Axios, Trump e Sarandos si sono poi sentiti per telefono quella stessa sera, dopo che Netflix aveva già preso la decisione di ritirarsi.

Netflix è uscita dall'operazione incassando una penale di 2,8 miliardi di dollari per la rottura dell'accordo e conservando il proprio rating creditizio di livello investment grade, a differenza sia di Warner Bros. sia di Paramount.

Trump ha comunque un rapporto finanziario con Warner Bros., anche se di tutt'altra portata. La sua ultima dichiarazione patrimoniale annuale include un pagamento di 333,31 dollari dalla società: si tratta di diritti residuali per apparizioni nella commedia romantica del 2002 Two Weeks Notice e nelle sitcom Suddenly Susan e The Fresh Prince of Bel-Air.

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