Trump ritira la minaccia di dazi contro 8 Paesi europei sulla Groenlandia dopo un accordo con Rutte

Il presidente annuncia di aver trovato un'intesa con il Segretario Generale della NATO Mark Rutte. I mercati reagiscono positivamente con un balzo dell'indice S&P 500. Resta però incerto se l'accordo soddisfi davvero i criteri di Trump sul controllo completo dell'isola.

Trump ritira la minaccia di dazi contro 8 Paesi europei sulla Groenlandia dopo un accordo con Rutte

Il presidente Trump ha annunciato poco fa che non imporrà più i dazi minacciati contro otto Paesi alleati europei, inizialmente previsti per il primo febbraio, in risposta alla loro opposizione alle sue rivendicazioni sulla Groenlandia. La decisione arriva poche ore dopo che, durante il suo discorso a Davos, Trump aveva già ritirato la minaccia di un’invasione militare dell’isola artica di proprietà danese, segnando così un primo passo verso la conclusione di una crisi che aveva scosso l’alleanza transatlantica e i mercati globali.

Trump ha dichiarato di aver raggiunto un “accordo quadro” durante un incontro con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte. In un post su Truth Social, il presidente ha scritto:

“Abbiamo definito la struttura di un futuro accordo sulla Groenlandia e, più in generale, sull’intera regione artica”.

Ha aggiunto che questa soluzione, se portata a compimento, “sarà vantaggiosa per gli Stati Uniti d’America e per tutte le nazioni della NATO”. Sulla base di questa intesa, ha spiegato, non verranno più applicati i dazi previsti per il primo febbraio.

Il presidente ha inoltre rivelato che sono in corso ulteriori discussioni su quello che ha definito il ruolo della Groenlandia nel nuovo sistema di difesa antimissilistica “The Golden Dome”, assicurando che ulteriori dettagli saranno resi noti con l’avanzare dei negoziati. Trump ha incaricato il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff “e altri, secondo necessità” di condurre le trattative, precisando che riferiranno direttamente a lui.

I mercati finanziari, che erano stati pesantemente scossi dalla minaccia dei dazi, hanno reagito con un forte rally di sollievo alla notizia del nuovo accordo. L’indice S&P 500 è salito di quasi l’1,5%, mentre i rendimenti delle obbligazioni a lungo termine sono diminuiti. Il sSegretario al Tesoro, Scott Bessent, ha commentato ai giornalisti:

“Vi avevo detto che tutti avrebbero dovuto mantenere la calma fino all’arrivo del presidente”.

Restano però dubbi sulla sostanza dell’accordo. Trump aveva ribadito più volte, anche nel corso della giornata odierna, che non avrebbe accettato alcuna soluzione che non garantisse agli Stati Uniti il controllo completo della Groenlandia. Tuttavia, quando il giornalista Joe Kernen della CNBC gli ha chiesto se l’intesa appena raggiunta riguardasse la proprietà americana dell’isola artica, il presidente ha risposto in modo evasivo, definendo la questione “un po’ più complessa”. Ha poi dichiarato ai giornalisti che l’accordo “ci dà tutto ciò di cui avevamo bisogno” e, alla domanda se la Groenlandia fosse destinata a entrare a far parte degli Stati Uniti, ha affermato: “È l’obiettivo finale a lungo termine. È un accordo a tempo infinito”.

Poco prima, il governo danese si era rifiutato pubblicamente anche solo di discutere la possibilità di negoziati con gli Stati Uniti in merito alla cessione della Groenlandia. Il Ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen aveva dichiarato che Copenaghen non intende avviare un dialogo "basato sull'abbandono dei principi fondamentali", sottolineando che l'idea stessa di cedere l'isola agli Stati Uniti è inaccettabile per la parte danese.

Queste dichiarazioni erano arrivate proprio nel momento in cui Trump ha annunciato di voler avviare "negoziati immediati" sull'acquisizione della Groenlandia. Dopo l'annuncio del nuovo accordo, Rasmussen  ha accolto con favore la notizia definita “positiva” e ha detto di sperare in un dialogo che affronti le preoccupazioni di Trump sulla Groenlandia. “Per noi è importante che la questione venga risolta in modo rispettoso nei confronti del popolo groenlandese”.

Da parte sua, il portavoce della NATO ha dichiarato che Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti procederanno nell’attuazione dell’accordo con l’obiettivo di impedire che Russia e Cina ottengano un punto d’appoggio — economico o militare — in Groenlandia. Nelle discussioni tra gli alleati sull’accordo quadro citato dal Presidente, l’attenzione sarà rivolta a rafforzare la sicurezza artica attraverso gli sforzi congiunti della NATO, con un ruolo centrale per i sette Paesi alleati presenti nella regione — Stati Uniti, Canada, Danimarca, Islanda, Norvegia, Finlandia e Svezia — ha aggiunto il portavoce.

L’annuncio di oggi è arrivato dopo una riunione della NATO tenutasi in giornata, durante la quale alti ufficiali militari dei Paesi membri hanno discusso un possibile compromesso secondo cui la Danimarca concederebbe agli Stati Uniti la sovranità su alcune piccole porzioni di territorio groenlandese, dove Washington potrebbe costruire basi militari, secondo quanto riferito da tre alti funzionari a conoscenza del dossier al New York Times.

I funzionari, che hanno parlato in condizioni di anonimato data la delicatezza della questione, hanno spiegato che l’idea era stata portata avanti dallo stesso Rutte. Due di loro, presenti all’incontro, hanno paragonato la proposta allo status delle basi britanniche a Cipro, considerate territorio del Regno Unito. Non è però chiaro al momento se questa ipotesi rientri nel quadro dell’accordo annunciato da Trump.

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