Trump potrebbe nominare un quarto giudice alla Corte Suprema
Il giudice conservatore Alito potrebbe ritirarsi prima delle elezioni di metà mandato per garantire una sostituzione repubblicana. Il suo libro in uscita a ottobre alimenta interpretazioni opposte
Il giudice della Corte Suprema Samuel Alito potrebbe ritirarsi nei prossimi mesi, offrendo al presidente Donald Trump l'opportunità di nominare il suo quarto giudice alla più alta corte degli Stati Uniti. È questa la speculazione che circola tra commentatori ed esperti di diritto, alimentata da una serie di indizi che però si prestano a letture opposte.
Alito, 75 anni (76 ad aprile), è il secondo giudice più anziano della Corte Suprema e uno dei più conservatori. È in carica da vent'anni, avendo prestato giuramento nel 2006 dopo la nomina del presidente George W. Bush. Secondo Melissa Murray, professoressa di diritto alla New York University, quella dei vent'anni di servizio è una soglia che tradizionalmente spinge i giudici a valutare il ritiro. Murray lo ha detto nell'ultimo episodio del podcast Strict Scrutiny, di cui è co-conduttrice.
Il fattore politico pesa quanto quello anagrafico. Se Alito volesse lasciare il seggio con la certezza che il suo successore sia nominato da un presidente repubblicano e confermato da un Senato a maggioranza repubblicana, non potrebbe aspettare troppo. Le elezioni di metà mandato del 2026 potrebbero ridisegnare gli equilibri al Congresso: i repubblicani hanno buone probabilità di mantenere il Senato, ma non è esclusa una sconfitta. Perdere quella maggioranza renderebbe difficile per Trump far approvare qualsiasi nomina. La co-conduttrice di Strict Scrutiny Kate Shaw ha ipotizzato che Alito potrebbe annunciare nelle prossime settimane la sua intenzione di ritirarsi al termine della sessione della corte, proprio per evitare di giocare d'azzardo con le elezioni autunnali.
C'è poi la questione del libro. Alito uscirà con una pubblicazione in ottobre, proprio quando la Corte Suprema inizia una nuova sessione. Steve Vladeck, professore di diritto alla Georgetown University che segue la corte su Substack, ha definito questa data di uscita "un segnale abbastanza chiaro, dato che non è possibile fare un tour promozionale durante la prima sessione di udienze del termine". L'osservazione si basa su un confronto con i libri delle giudici Ketanji Brown Jackson e Amy Coney Barrett, pubblicati entrambi a settembre, in modo da lasciare tempo per la promozione prima dell'inizio del lavoro giudiziario.
Tuttavia, l'analisi va in direzione opposta per David Lat, avvocato e osservatore delle vicende giudiziarie che scrive su Substack. Lat ha fatto notare che i lettori sono molto più interessati alle parole di un giudice in carica rispetto a quelle di uno ritirato, e che Alito potrebbe voler aspettare ben oltre la pubblicazione prima di lasciare il proprio seggio.
A smorzare ulteriormente le speculazioni arriva la valutazione del consulente politico di Washington Bruce Mehlman, secondo cui tutti i giudici attuali sono al di sotto dell'età media di 79 anni registrata nei ritiri degli ultimi anni. Mehlman ha anche sottolineato che Alito, insieme al giudice Clarence Thomas, rappresenta uno dei voti più affidabili per Trump all'interno della corte. Lasciare ora significherebbe aprire una fase di incertezza in un momento in cui quelle garanzie hanno un peso politico concreto.
Thomas, 77 anni, è l'unico giudice più anziano di Alito ed è tra quelli con la maggiore anzianità di servizio nella storia della corte. Alcuni osservatori ritengono che non si ritirerà a breve, anche perché potrebbe stabilire un record di permanenza raggiungendo il maggio del 2028.
Se Alito decidesse di lasciare, Trump avrebbe la possibilità di nominare un giudice molto più giovane, capace di consolidare la maggioranza conservatrice della corte per decenni. Durante il suo primo mandato, Trump aveva già nominato tre giudici: Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett. Solo tre presidenti dal dopoguerra a oggi — Eisenhower, Nixon e Reagan — hanno avuto modo di nominare più di tre giudici alla Corte Suprema.