Trump parla in pubblico molto più che in passato

Nel primo anno del secondo mandato il presidente ha pronunciato quasi 2 milioni di parole in pubblico, contro le 800mila del 2017. Meno discorsi preparati, più dichiarazioni improvvisate. E Biden citato otto volte più di quanto Obama lo fosse nel 2017.

Trump parla in pubblico molto più che in passato
White House

Nel primo anno del suo secondo mandato Donald Trump ha parlato molto di più in pubblico rispetto al 2017, privilegiando dichiarazioni improvvisate ai discorsi preparati, e ha cambiato completamente i temi al centro della sua comunicazione. Lo rivela un'analisi condotta dalla sezione Upshot del New York Times basata sui dati di Factba.se di Roll Call, che ha esaminato tutte le apparizioni pubbliche del presidente dal 20 gennaio al 31 dicembre nei due anni.

I numeri sono netti: nel 2025 Trump ha pronunciato 1.977.609 parole in pubblico, più del doppio delle 805.938 del 2017. L'aumento non è dovuto a più eventi ufficiali, anzi. Il presidente ha tenuto meno conferenze stampa e meno discorsi programmati rispetto al primo anno del primo mandato. Ma ha rilasciato più interviste e soprattutto ha moltiplicato i cosiddetti "press gaggles", le dichiarazioni non programmate rilasciate ai giornalisti di passaggio: quasi sei volte di più rispetto al 2017.

Anche la durata media di ogni singolo intervento è aumentata sensibilmente. Nelle conferenze stampa Trump ha pronunciato in media 5.374 parole nel 2025 contro le 2.531 del 2017. Nelle interviste è passato da 2.985 a 4.414 parole. I discorsi e le dichiarazioni preparate sono passati da una media di 1.230 parole a 3.980. Solo i "press gaggles" sono rimasti relativamente stabili, da 1.245 a 1.377 parole medie. Secondo i collaboratori del presidente questa tendenza a parlare liberamente lo rende "il presidente più trasparente e accessibile della storia americana".

L'analisi del New York Times non include l'attività sui social media, dove Trump nel secondo mandato ha pubblicato principalmente su Truth Social, la sua piattaforma. Otto anni sono passati dal primo insediamento e le priorità sono cambiate radicalmente. Nel 2017 le parole più frequenti nei discorsi presidenziali riguardavano l'abrogazione dell'Obamacare, la semplificazione del codice fiscale e l'insistenza sul fatto che non ci fosse stata "collusione" con la Russia nelle elezioni del 2016. Parole come "repeal" (abrogare), "collusion" (collusione), "renegotiating" (rinegoziare), "deductibles" (franchigie assicurative) erano frequentissime e sono completamente scomparse nel 2025.

Al loro posto sono arrivate parole legate a questioni economiche concrete e alla tecnologia: inflazione, intelligenza artificiale, uova, benzina, chip, generi alimentari, criptovalute. C'è anche "autopen", riferito all'affermazione di Trump secondo cui l'ex presidente Joseph Biden avrebbe usato una penna automatica per firmare documenti ufficiali, una tesi usata per mettere in dubbio la legittimità delle azioni della precedente amministrazione.

Sul fronte economico il cambiamento è evidente nei numeri. La parola "jobs" (lavoro) è crollata da 139,2 menzioni ogni 100mila parole nel 2017 a 28,9 nel 2025. Al contrario "tariffs" (dazi) è esplosa da 3,7 a 112,3 menzioni ogni 100mila parole. Anche "deals" (accordi) è aumentato da 91,9 a 138,4 menzioni, mentre "investments" (investimenti) è passato da 16,8 a 25,4.

Trump continua a menzionare frequentemente aziende e prodotti specifici. Parla ancora molto dei media, dei produttori di armi e delle case automobilistiche, ma ha aumentato enormemente i riferimenti ai settori tecnologico e farmaceutico. Le menzioni di aziende tecnologiche come Apple, Nvidia e Intel sono passate da 11,5 a 19,4 ogni 100mila parole. Le aziende farmaceutiche come Eli Lilly e Pfizer sono passate da 1,7 a 7,0 menzioni. I social media come TikTok, Twitter/X e Truth Social sono passati da 2,4 a 5,3 menzioni.

Anche i riferimenti alle criptovalute come Bitcoin e Coinbase sono apparsi per la prima volta, con 1,4 menzioni ogni 100mila parole. Un dettaglio interessante riguarda Tesla: nei primi sei mesi del 2025, quando Elon Musk dirigeva il Department of Government Efficiency, Trump ha menzionato l'azienda 20 volte. Nella seconda metà dell'anno, dopo che Musk ha lasciato la Casa Bianca, Tesla è stata citata solo due volte.

L'attenzione verso i paesi stranieri è aumentata drasticamente. Nel 2025 Trump ha menzionato nazioni estere 8.410 volte, contro le 2.881 del 2017. La Cina rimane il paese più citato ed è menzionata ancora più frequentemente rispetto al 2017: da 51,7 a 76,3 volte ogni 100mila parole. L'Ucraina è passata da 4,1 a 36,0 menzioni, l'Iran da 15,4 a 32,3, il Canada da 11,7 a 26,7, Israele da 18,5 a 23,4. Anche l'India ha visto un forte aumento, da 3,8 a 19,9 menzioni. Al contrario il Messico, un tema centrale del primo mandato, è sceso da 26,2 a 15,3 menzioni.

Questa maggiore attenzione internazionale si riflette anche nelle aziende citate. Nel 2025 Trump ha menzionato molte case automobilistiche straniere che nel 2017 non nominava mai o quasi mai. Toyota è passata da 8 a 28 menzioni totali, Honda da zero a 23, BMW da zero a 16, Volkswagen da zero a 15, Hyundai da 1 a 15, Mercedes-Benz da zero a 14. Al contrario le tre grandi case automobilistiche americane hanno visto calare le citazioni: General Motors da 43 a 30, Ford da 54 a 28, Chrysler (parte di Stellantis) da 33 a 13.

Il linguaggio è diventato ancora più iperbolico. Trump ha sempre usato superlativi e aggettivi forti, ma nel secondo mandato ha intensificato questa tendenza. La parola "biggest" (più grande) è passata da 24,7 a 44,3 occorrenze ogni 100mila parole. "Greatest" (più grande/migliore) da 22,8 a 35,5. "Terrible" (terribile) da 26,1 a 36,9. "Horrible" (orribile) da 29,3 a 33,6. "Worst" (peggiore) da 11,8 a 25,5.

Infine una caratteristica distintiva di questo secondo mandato è l'ossessione per il predecessore. Trump ha menzionato Biden oltre otto volte di più rispetto a quante volte aveva citato Barack Obama nel 2017: 1.601 menzioni contro 204. Il presidente attribuisce costantemente a Biden la responsabilità di molti problemi del paese, rendendo il confronto con la precedente amministrazione un tema ricorrente della sua comunicazione pubblica.

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