Trump nomina Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve

L'ex governatore della banca centrale dovrà essere confermato dal Senato. La scelta arriva in un momento critico, con l'Amministrazione che preme per un taglio aggressivo dei tassi d'interesse mentre Powell è sotto inchiesta penale.

Trump nomina Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve

Il presidente Donald Trump ha scelto Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve, affidando all’ex governatore della Banca Centrale un ruolo cruciale in un’istituzione che ha subito ripetuti attacchi da parte dell’aAmministrazione Trump per la sua riluttanza a ridurre i tassi d’interesse in modo più deciso. In un messaggio su Truth Social, Trump ha elogiato Warsh affermando che "passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore. Oltre a tutto il resto, è perfetto per questo ruolo e non vi deluderà mai".

L’annuncio di oggi ha concluso la lunga ricerca per sostituire Jerome Powell, il cui mandato da presidente della banca centrale termina a maggio. Warsh, che è stato governatore della Fed tra il 2006 e il 2011, ha prevalso su altri candidati, tra cui Kevin Hassett, uno dei principali consiglieri economici del presidente, Christopher Waller, attuale governatore, e Rick Rieder, dirigente di alto livello di BlackRock, il più grande gestore patrimoniale al mondo.

Warsh, economista conservatore già considerato in pole position per la presidenza della Fed durante il primo mandato di Trump, dovrà ora essere confermato dal Senato. La sua selezione arriva in un momento particolarmente critico per la Federal Reserve, i cui principali funzionari affrontano pressioni incessanti da parte dell’Amministrazione Trump per dare sollievo ai mutuatari tramite tassi di interesse più basso, mentre si confrontano con un mercato del lavoro in indebolimento e un’inflazione persistente. Questa situazione mette a rischio i due obiettivi primari della Fed — stabilità dei prezzi e piena occupazione — e alimenta divisioni interne su come intervenire sui tassi.

Il criterio principale di Trump nella scelta del nuovo presidente della Fed era individuare qualcuno che fosse favorevole a tassi d’interesse significativamente più bassi, tema che è stato la principale fonte di tensione tra Trump e Powell. Quest’ultimo è ora oggetto di un’indagine penale da parte del Dipartimento di Giustizia per la gestione dei lavori di ristrutturazione della sede centrale della banca centrale a Washington. Powell, che fino all’indagine aveva cercato di ignorare gli attacchi del presidente, ha poi reagito direttamente, accusando la Casa Bianca di usare minacce legali come forma di rappresaglia contro l’istituzione per non aver abbassato i tassi con la rapidità desiderata da Trump.

Alcuni esponenti repubblicani del Senato sono intervenuti a sostegno di Powell ed il senatore Thom Tillis del North Carolina e la senatrice Lisa Murkowski dell’Alaska si sono persino spinti a dichiarare che bloccheranno la conferma di qualsiasi candidato alla Fed finché la questione non sarà risolta. Tillis potrebbe inoltre sfruttare la sua posizione chiave all’interno della Commissione Banche del Senato per ostacolare l’approvazione dei candidati di Trump alla Fed da parte della Commissione, uno step procedurale fondamentale prima di arrivare al voto di conferma finale dell’intero Senato. Il mancato sostegno di Tillis e Murkowski potrebbe, dunque, rivelarsi cruciale per le chance di conferma di Warsh, considerando che difficilmente riceverà qualsiasi supporto dai senatori democratici.

Warsh, che in precedenza ha lavorato anche come consigliere economico del presidente repubblicano George W. Bush, ha recentemente sostenuto pubblicamente la necessità di tagliare i tassi, affermando che i dazi imposti da Trump non porteranno a un’inflazione persistentemente più alta. Ad ogni modo, come presidente della Fed Warsh, 55 anni, avrà certamente un’influenza significativa sulle decisioni di politica monetaria, ma non certo un controllo totale. I tassi d’interesse sono infatti decisi da un comitato di 12 membri: i 7 componenti del Consiglio dei Governatori della Fed e un gruppo a rotazione di 4 presidenti delle Federal Reserve regionali. Il presidente della Federal Reserve Bank di New York dispone di un voto permanente.

Un primo segnale della possibile resistenza che Warsh potrebbe incontrare, qualora cercasse di portare i tassi a livelli molto più bassi di quanto giustifichi l’economia, riguarda la vicenda di Stephen Miran. Scelto da Trump per entrare temporaneamente nella Banca Centrale, Miran ha faticato a convincere gli altri responsabili della politica monetaria a sostenere i tagli aggressivi dei tassi per i quali ha votato ripetutamente.

Proprio questo mercoledì il Consiglio dei Governatori ha scelto di mantenere i tassi stabili in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, nella prima riunione dell’anno. Questa pausa è seguita a tre precedenti tagli di un quarto di punto nella seconda metà del 2025. Nonostante queste mosse, i tassi restano ben al di sopra del livello di circa l’1% che Trump aveva chiesto di raggiungere in passato.

Questa discrepanza ha portato l’Amministrazione Trump a intensificare le sue pressioni sulla Fed, oltre a prendere di mira Powell. Il presidente sta infatti cercando di licenziare una governatrice, Lisa Cook, accusandola di aver commesso una frode ipotecaria prima di entrare nella Fed. La Corte Suprema questo mese ha ascoltato le argomentazioni sul caso, ma è apparsa piuttosto scettica riguardo alle motivazioni addotte dalla Casa Bianca per giustificare il licenziamento. I giudici hanno inoltre espresso preoccupazione per l’incursione nell’indipendenza della Fed e per le possibili ricadute economiche negative di questa interferenza.

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