Trump minaccia di inviare l'esercito a Minneapolis per reprimere le proteste sull'immigrazione
Il presidente minaccia di invocare l'Insurrection Act per sedare le manifestazioni contro le operazioni federali. Tensioni crescenti dopo due sparatorie in una settimana da parte di agenti ICE, con il governatore Walz che denuncia una "brutalità organizzata".
Il presidente Trump ha minacciato oggi di dispiegare le Forze Armate statunitensi a Minneapolis in base all'Insurrection Act se le autorità statali non fermeranno le proteste contro le vaste operazioni di controllo dell'immigrazione nella città. La dichiarazione, pubblicata su Truth Social, rappresenta un potenziale momento di svolta: si tratterebbe, infatti, della prima volta nella storia moderna che questo potere presidenziale verrebbe utilizzato contro la volontà di un governatore di uno Stato per reprimere manifestazioni contro azioni compiute dallo stesso governo federale.

Ogni precedente utilizzo dell'Insurrection Act è infatti avvenuto su richiesta di un governatore o per espandere le protezioni dei diritti civili contro l'opposizione degli Stati più conservatori.
La situazione nelle Twin Cities
Quasi tremila agenti federali della polizia anti immigrazione (ICE) hanno invaso le Twin Cities, superando ampiamente per numero le forze di polizia combinate di Minneapolis e St. Paul (circa 600 effettivi in totale). La situazione è degenerata rapidamente: la scorsa settimana un agente ICE ha ucciso con un colpo d'arma da fuoco Renee Nicole Good, una residente locale. Oggi si è verificata la seconda sparatoria in una settimana, quando un agente ha colpito a una gamba un cittadino venezuelano in quello che il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha definito un "agguato".
Nel suo messaggio sui social media, Trump ha promesso di agire "se i politici corrotti del Minnesota non obbediranno alla legge e non fermeranno gli agitatori professionisti e gli insurrezionalisti dall'attaccare i patrioti dell'ICE, che stanno solo cercando di fare il loro lavoro". Il riferimento agli "insurrezionalisti" è diretto ai manifestanti che stanno protestando da giorni contro le operazioni federali.
Lo scontro con il governatore Walz
Il governatore del Minnesota Tim Walz ha risposto al presidente con durezza, denunciando quella che ha definito "una campagna di brutalità organizzata contro il popolo del Minnesota da parte del nostro stesso governo federale" e una vera e propria "occupazione ostile" dello Stato da parte degli agenti federali. Walz ha esportato i cittadini del Minnesota a continuare a protestare pacificamente e ha ribadito che i cittadini hanno il diritto di filmare gli agenti federali.
"Aiutateci a creare un database delle atrocità contro i cittadini del Minnesota, non solo per stabilire un archivio per i posteri, ma per raccogliere prove per future azioni legali", ha dichiarato il governatore in un discorso. Questa mattina ha pubblicato su X quello che ha descritto come un "appello diretto" al presidente per "abbassare la temperatura" e "fermare questa campagna di rappresaglia", esortando contemporaneamente i cittadini del Minnesota a "denunciare tutto ad alta voce, con urgenza, ma anche pacificamente".
— Governor Tim Walz (@GovTimWalz) January 15, 2026
L'Insurrection Act: uno strumento controverso
Le disposizioni del codice statunitense che costituiscono l'Insurrection Act conferiscono al presidente degli Stati Uniti l'autorità di schierare truppe sul suolo americano in diversi casi specifici previsti dalla legge. Una sezione richiede il consenso dello Stato in cui occorre schierare i soldati, mentre le altre no. Queste ultime permettono al presidente di dispiegare truppe per far rispettare le leggi, sopprimere rivolte o rispondere a "violenze interne" che privano le persone dei loro diritti costituzionali.
Il Brennan Center lo definisce come la "principale eccezione" al Posse Comitatus Act, la legge che vieta alle truppe federali di svolgere attività di polizia civile. Quest'ultima legge è emersa al centro dei dibattiti legali sui recenti dispiegamenti di truppe da parte del presidente negli Stati a maggioranza democratica: un giudice federale ha stabilito che l'uso della Guardia Nazionale da parte di Trump nell'area di Los Angeles violava proprio questa legge.
Gli studiosi costituzionali hanno da lungo tempo avvertito che l'Insurrection Act è suscettibile di abuso e hanno chiesto di aggiornare la legge per limitare più rigorosamente questa ampia autorità. "L'Insurrection Act dovrebbe essere invocato solo nelle circostanze davvero più estreme", ha dichiarato in un comunicato David Janovsky del Project on Government Oversight. "Non è certo questo il caso qui".
I precedenti storici
L'Insurrection Act è stato utilizzato più di una ventina di volte in totale nella storia americana. Nel corso dei secoli è stato principalmente impiegato per sedare rivolte e scioperi in tutto il paese. Negli anni '70 dell'Ottocento, Ulysses S. Grant lo invocò per combattere la violenza dei suprematisti bianchi e proteggere gli elettori neri. Nel 1894 Grover Cleveland lo utilizzò invece per reprimere gli scioperi ferroviari Pullman. Dwight Eisenhower lo usò nel 1957 per proteggere gli studenti neri in Arkansas dopo la sentenza Brown v. Board of Education.
L'ultimo presidente a utilizzarlo è stato George H. W. Bush, che lo invocò due volte durante la sua presidenza: nel 1989 per fermare i saccheggi nelle Isole Vergini americane dopo l'uragano Hugo e nel 1992 durante le rivolte a Los Angeles per reprimere le proteste dopo la sentenza per il processo sul pestaggio da parte dei poliziotti contro Rodney King. Da allora, per oltre trent'anni, nessun altro presidente ha fatto ricorso a questo potere.
Le tensioni sul campo
Mentre la maggior parte delle manifestazioni dell'ultima settimana sono state pacifiche, il capo della polizia di Minneapolis Brian O'Hara ha riferito che alcuni manifestanti vicino alla scena della sparatoria di mercoledì hanno lanciato pezzi di ghiaccio e fuochi d'artificio contro le forze dell'ordine. Lo Star Tribune ha riportato che tre auto di agenti federali sono state vandalizzate. La polizia di Minneapolis, gli agenti dello sceriffo della contea di Hennepin e i soldati della Pattuglia di Stato del Minnesota sono intervenuti per cercare di controllare la folla.
Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha definito la situazione nelle Twin Cities "insostenibile" in una conferenza stampa di mercoledì sera. "Questa è una situazione impossibile in cui è stata posta la nostra città. Siamo in una posizione in cui abbiamo residenti che chiedono a un numero molto limitato di agenti di polizia di contrastare gli agenti ICE che sono per strada e di stare accanto ai loro vicini", ha dichiarato. "Non è concepibile trovarci in un punto della storia d'America in cui abbiamo due entità governative che letteralmente combattono l'una contro l'altra".