Trump minaccia la Groenlandia, Mosca esulta: 'La NATO si sta sgretolando dinanzi ai nostri occhi'
Il presidente russo ha cercato senza successo di indebolire l'Alleanza per quasi vent'anni. Ora Mosca applaude mentre Washington minaccia dazi contro otto Paesi europei che hanno inviato truppe nell'isola artica. Il ministro degli Esteri Lavrov: "L'Alleanza è in crisi profonda".
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha fatto appello all'ego del presidente Trump questa settimana, mentre il presidente americano continua ad insistere per l'acquisizione della Groenlandia. "Risolvendo la questione dell'annessione della Groenlandia, Trump entrerà sicuramente nei libri di storia. E non solo nella storia degli Stati Uniti, ma nella storia mondiale", ha dichiarato. Sono parole che rivelano come Mosca stia assistendo con soddisfazione alle tensioni che si stanno creando all'interno della NATO, l'Alleanza che il presidente russo Vladimir Putin ha cercato, senza successo, di indebolire da quasi vent'anni.
Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti devono acquisire la Groenlandia, un territorio semi-autonomo della Danimarca, per ragioni di sicurezza nazionale. In risposta alle proteste degli altri Paesi, il presidente americano ha minacciato di imporre dazi al 10% contro otto Paesi europei che hanno inviato piccoli gruppi di truppe nell'isola artica nei giorni scorsi. Lo scontro si sta trasformando in un momento pericoloso per il futuro dell'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, che dalla Seconda Guerra Mondiale ha sempre rappresentato il fondamento della sicurezza dell'ordine globale guidato dagli Stati Uniti.
Il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato martedì che l'Alleanza si trova ora in una "crisi profonda", aggiungendo di non aver mai immaginato prima uno scenario in cui un membro dell'Alleanza avrebbe attaccato un altro. Lavrov ha detto che la Russia sta semplicemente monitorando la situazione, ma ha anche respinto l'affermazione di Trump secondo cui la Russia si impadronirebbe dell'isola se non lo facessero gli Stati Uniti, affermando che Mosca non ha alcun piano del genere.
Il Ministro degli Esteri russo ha però anche dato quella che sembra una benedizione di Mosca al desiderio di Trump, paragonando la Groenlandia al primo territorio ucraino conquistato dalla Russia: l'annessione della Crimea nel 2014, la penisola ucraina illegalmente occupata dai russi sul Mar Nero. "La Crimea non è meno importante per la Federazione Russa di quanto la Groenlandia lo sia per gli Stati Uniti", ha affermato.
Ciò non fa che aumentare i timori di alcuni leader europei sul fatto che la mossa di Trump per prendere la Groenlandia possa degradare le norme del diritto internazionale e potenzialmente incoraggiare ulteriormente Putin in Ucraina e nell'Europa orientale, dove i Paesi più piccoli dipendono quasi interamente dalla forza collettiva dell'Alleanza per la propria difesa. "È un'emergenza della massima gravità che sta dividendo il Nord America dall'Europa", ha detto John Foreman, ex addetto alla difesa del Regno Unito a Mosca e a Kyiv. "Per la Russia e per Vladimir Putin deve sembrare che ogni giorno sia Natale".
Foreman ha osservato però anche che l'euforia della Russia per i problemi interni della NATO è probabilmente temperata dalla possibilità che Trump ottenga effettivamente il controllo della Groenlandia, espandendo così la presenza degli Stati Uniti nell'Artico. Mosca ha infatti investito molto nella riapertura di basi militari dell'era sovietica nella regione e nella costruzione della più grande flotta di rompighiaccio al mondo, sperando di superare in astuzia i Paesi dell'alleanza nell'estremo Nord.
Ma nel breve termine, lo scontro per la Groenlandia sta seminando instabilità in un'Alleanza che Mosca ha a lungo visto come una minaccia esistenziale. L'invasione dell'Ucraina da parte di Putin era mirata in parte proprio ad impedire a Kyiv di entrare nella NATO. Da allora, i leader europei hanno accusato Mosca di aver iniziato a condurre una guerra ombra sul continente, incluse incursioni di droni e tagli di cavi sottomarini, con l'intento di destabilizzare le società occidentali.
L'espansione della NATO verso est è stata a lungo una delle principali lamentele di Putin contro l'Occidente. L'organizzazione creata dall'Unione Sovietica in risposta alla NATO durante la Guerra Fredda, il Patto di Varsavia, si è disgregata con una serie di rivoluzioni democratiche nel 1989 e la caduta dell'Unione Sovietica nel 1991 ha aperto la strada alle nazioni un tempo facenti parte dell'impero russo per entrare nel blocco atlantico. Alcuni di questi Paesi, come Estonia, Lituania e Polonia, sono ora tra i membri più fedeli dell'Alleanza.