Trump ha graziato oltre 70 condannati per frode

Tra i beneficiari di grazia e commutazioni ci sono donatori, alleati politici e autori di truffe miliardarie ai danni dei programmi pubblici, gli stessi che il presidente dice di voler proteggere

Trump ha graziato oltre 70 condannati per frode
Official White House Photo by Daniel Torok

Salomon Melgen, un immigrato arrivato negli Stati Uniti, ha frodato i contribuenti americani per 42 milioni di dollari attraverso un sistema di false fatturazioni a Medicare, il programma sanitario federale. Nel primo mandato di Trump fu condannato a 17 anni di carcere. Eppure Melgen non compare nella lista dei truffatori contro cui il presidente ha dichiarato guerra lunedì scorso: compare invece nella lista di chi ha ricevuto la grazia presidenziale.

E non è un caso isolato. Secondo un'inchiesta del New York Times, nel corso dei suoi due mandati il presidente Trump ha concesso clemenza a oltre 70 persone condannate per frode, tra alleati, donatori e altri. Nel secondo mandato il ritmo è aumentato: solo nel primo anno ha firmato quasi tre dozzine tra grazie e commutazioni di pena per casi di frode. Il tutto mentre lunedì ha firmato un ordine esecutivo per istituire una task force contro le frodi, mettendo il vicepresidente JD Vance a capo dell'operazione con il soprannome di "zar antifrode".

Il caso più eclatante è quello di Philip Esformes, proprietario di strutture assistenziali in Florida, arrestato nel 2016 in quella che l'FBI definì "la più grande causa penale per frode sanitaria mai intentata contro singoli individui". Lo schema di fatturazioni false sottrasse 1,3 miliardi di dollari a Medicare e Medicaid, gli stessi programmi di assistenza pubblica che il presidente dice di voler proteggere. Trump commutò la condanna a 20 anni di Esformes nel 2020, dopo una campagna di pressione da parte di avvocati e personaggi influenti. La Casa Bianca motivò la decisione spiegando che Esformes aveva dedicato il tempo in carcere "alla preghiera e al pentimento". La commutazione lasciò in vigore un risarcimento di 5,5 milioni di dollari.

"La guerra alle frodi sembra una guerra contro frodi specifiche commesse da un tipo specifico di persone", ha dichiarato al New York Times Elizabeth G. Oyer, licenziata dal suo incarico di procuratore per le grazie del dipartimento di Giustizia dopo essersi opposta al ripristino del diritto alle armi dell'attore Mel Gibson, sostenitore di Trump. Secondo Oyer, il presidente è indulgente verso "le frodi commesse da persone in cui vede qualcosa di sé stesso. Vede un uomo d'affari ricco e di successo e vi si riconosce".

Il contrasto emerge con chiarezza dal confronto tra casi simili trattati in modo opposto. In Minnesota, il dipartimento di Giustizia ha incriminato quasi 100 persone per frodi a diversi programmi governativi, compreso il furto di centinaia di milioni di dollari destinati a un programma di nutrizione infantile durante la pandemia. Secondo una recente valutazione dei procuratori federali, dal 2018 oltre metà dei 18 miliardi di dollari spesi per 14 programmi statali in Minnesota è stata probabilmente rubata. La maggioranza degli imputati è di origine somala, un dato che Trump ha usato per giustificare il giro di vite sull'immigrazione nello Stato.

Aimee Bock e Salim Said, per esempio, sono stati incriminati per il furto di 250 milioni di dollari dal programma federale di nutrizione infantile e rischiano decenni di carcere. Lawrence Duran, proprietario di una società di salute mentale in Florida, si dichiarò colpevole nel 2011 per una frode da 205 milioni di dollari a Medicare, fatturando servizi mai forniti. La differenza principale tra i due casi: Trump ha commutato la condanna a 50 anni di Duran l'anno scorso.

Il legame tra clemenza e vicinanza politica al presidente è ricorrente. Trump ha graziato Devon Archer, la cui testimonianza aveva alimentato un'indagine repubblicana sulla famiglia Biden, cancellando la sua condanna per aver frodato investitori e un'entità tribale nativa americana per decine di milioni di dollari. Ha graziato l'ex deputato George Santos, repubblicano di New York, condannato per frode telematica e furto d'identità aggravato.

Anche le donazioni elettorali precedono spesso la clemenza, sebbene la Casa Bianca neghi un collegamento. Nel marzo 2025 Trump ha graziato Trevor Milton, fondatore della startup di veicoli elettrici Nikola, condannato a quattro anni per aver frodato i suoi investitori. Prima della grazia, Milton e sua moglie avevano donato oltre 1,8 milioni di dollari alla campagna di Trump. Julio Herrera Velutini, un banchiere venezuelano-italiano accusato di frode in uno schema di corruzione, ha ricevuto la grazia dopo che sua figlia Isabela aveva donato 2,5 milioni di dollari nel 2024 e un altro milione nel 2025 a MAGA Inc., il comitato elettorale del presidente.

La clemenza non garantisce peraltro che i beneficiari si comportino bene in futuro. Eliyahu Weinstein, condannato due volte per aver frodato investitori privati, ricevette la commutazione della pena alla fine del primo mandato di Trump. La Casa Bianca motivò la decisione citando il suo "comportamento esemplare in carcere". Quattro anni dopo, Weinstein è stato condannato a 37 anni per un nuovo schema Ponzi. Adriana Camberos, la cui pena per una frode su bevande energetiche false fu commutata nel 2021, è stata condannata di nuovo tre anni dopo per aver frodato grossisti alimentari. A gennaio Trump ha graziato lei e suo fratello senza fornire spiegazioni.

Una portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, ha dichiarato al New York Times che il presidente vuole "lanciare una storica guerra alle frodi per rendere giustizia ai contribuenti americani" e allo stesso tempo "graziare le vittime di persecuzioni politiche da parte di un dipartimento di Giustizia trasformato in arma da Biden", definendo il confronto proposto dal quotidiano "una falsa equivalenza".

Lunedì, nello Studio Ovale, Trump ha indicato le frodi sospette in Minnesota in 19 miliardi di dollari, il doppio della stima dei procuratori federali, e ha ipotizzato che in California il numero potrebbe essere dieci volte superiore. Non ha menzionato il suo bilancio di grazie e commutazioni per condanne legate a frodi, né gli oltre 700 milioni di dollari in risarcimenti e multe collegati a quei casi, secondo una revisione dei documenti del dipartimento di Giustizia condotta dal New York Times.

Mark Osler, professore di diritto alla University of St. Thomas di Minneapolis ed esperto di clemenza, ha dichiarato al New York Times che "la frode è reale" in Minnesota, ma ha messo in dubbio lo zelo dell'azione giudiziaria alla luce degli eventi recenti. A gennaio il procuratore federale che supervisionava l'indagine a Minneapolis si è dimesso insieme ad altri colleghi dopo che i vertici del dipartimento di Giustizia hanno mostrato riluttanza a indagare sull'uccisione di Renee Good da parte di un agente dell'immigrazione, insistendo invece per un'indagine sulla vedova della donna. Secondo Osler, nell'approccio dell'amministrazione alle frodi c'è "una profonda contraddizione". Il messaggio che vogliono mandare, ha spiegato, è che gli Stati democratici sono stati ingenui sulle frodi, mentre in altri contesti il governo è stato troppo duro con chi le commette. Storicamente i presidenti concedono clemenza a chi suscita la loro simpatia, e data l'esperienza personale di Trump con le accuse di frode civile, ha concluso Osler, "non dovrebbe sorprenderci che provi più empatia per le persone che hanno affrontato le stesse accuse che ha affrontato lui".

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