Trump fa parziale marcia indietro dopo le critiche sull'impegno europeo in Afghanistan

Il presidente ha elogiato solo i soldati britannici dopo aver affermato che le truppe alleate rimasero "lontane dalle linee del fronte". Leader europei indignati: 53 morti italiani, 90 francesi, 44 danesi

Trump fa parziale marcia indietro dopo le critiche sull'impegno europeo in Afghanistan
Corporal Andrew Morris (RAF)

Il presidente Donald Trump ha cercato sabato di contenere le reazioni furiose dei leader europei dopo aver messo in dubbio il ruolo delle truppe Nato in Afghanistan, ma la sua parziale marcia indietro ha riguardato solo il Regno Unito, lasciando gli altri alleati senza alcun riconoscimento. La crisi diplomatica si è intensificata con dichiarazioni senza precedenti da parte di primi ministri e presidenti che hanno difeso il sacrificio dei loro soldati caduti.

Durante un'intervista rilasciata giovedì alla rete americana Fox News, Trump aveva affermato che gli Stati Uniti non avevano "mai avuto bisogno" degli alleati Nato in Afghanistan e che le loro truppe erano rimaste "un po' indietro, lontane dalle linee del fronte". Le dichiarazioni hanno provocato immediate reazioni di condanna da parte dei governi europei, che hanno ricordato i pesanti sacrifici sostenuti dai loro militari durante i quasi vent'anni di operazioni nel paese.

Il primo ministro britannico Keir Starmer si è espresso venerdì con insolita durezza, definendo le parole di Trump "insultanti e francamente sconvolgenti". Starmer ha aggiunto che se avesse pronunciato dichiarazioni simili si sarebbe certamente scusato. Il Regno Unito ha perso 457 soldati in Afghanistan, con molti altri gravemente feriti. Sabato, dopo una telefonata tra i due leader, Trump ha pubblicato un messaggio sulla piattaforma Truth Social elogiando specificamente i militari britannici, definendoli "tra i più grandi guerrieri" e sottolineando che il legame tra i due paesi è "troppo forte per essere mai spezzato". Tuttavia, il presidente americano non ha fatto alcun cenno ai soldati degli altri paesi alleati.

La risposta più articolata è arrivata dalla premier italiana Giorgia Meloni, solitamente considerata vicina a Trump. In una dichiarazione ufficiale, Meloni ha espresso lo "stupore" del governo italiano e ha ricordato che l'Italia ha schierato migliaia di militari assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti della missione. "Nel corso di quasi vent'anni di impegno, la nostra nazione ha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio: 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti mentre erano impegnati in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane", ha dichiarato la premier. Meloni ha sottolineato che "non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei paesi Nato in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata", aggiungendo che "l'amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarità alla base dell'Alleanza Atlantica".

Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha definito le dichiarazioni di Trump "inaccettabili", precisando attraverso una fonte del suo entourage che "queste dichiarazioni inaccettabili non chiamano alcun commento" e che il capo dello Stato desidera "portare conforto alle famiglie dei soldati caduti e ribadire il riconoscimento e la memoria rispettosa della nazione". La Francia ha perso 90 militari durante le operazioni in Afghanistan.

La prima ministra danese Mette Frederiksen ha giudicato "insopportabile" la messa in discussione dell'impegno dei soldati alleati, ricordando che il Danemark ha subito 44 morti tra i suoi militari e che "è uno dei paesi Nato che ha subi le perdite più importanti per abitante". La popolazione danese era di circa 5,4 milioni di persone nel 2003 e circa 12.000 soldati e civili danesi furono inviati in Afghanistan nel corso degli anni. Veterani danesi hanno annunciato una marcia silenziosa a Copenaghen per il 31 gennaio in segno di protesta.

Il primo ministro polacco Donald Tusk ha ricordato di aver partecipato nel 2011 a una cerimonia d'addio per cinque soldati polacchi caduti in Afghanistan, riferendo che gli ufficiali americani presenti gli dissero che "l'America non avrebbe mai dimenticato gli eroi polacchi". Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha difeso l'impegno della Bundeswehr, ricordando il "pesante tributo" pagato dalla Germania con 59 soldati e tre poliziotti morti. Anche il ministro degli Esteri olandese David van Weel ha denunciato le dichiarazioni americane, qualificandole come false e irrispettose.

Le perdite complessive degli alleati in Afghanistan sono state considerevoli: oltre ai 457 britannici, 150 canadiani hanno perso la vita nel conflitto, insieme a decine di militari tedeschi, italiani e danesi. Gli Stati Uniti hanno registrato più di 2.400 morti tra i propri soldati. Secondo stime dell'università Brown, almeno 46.319 civili afgani sono morti come conseguenza diretta dell'invasione del 2001.

Il contesto delle operazioni in Afghanistan è particolarmente significativo dal punto di vista dell'Alleanza Atlantica. Dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 che causarono 3.000 morti, gli Stati Uniti invocarono per la prima e unica volta nella storia l'articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, che obbliga i paesi membri a difendere qualsiasi alleato sotto attacco. L'Italia e gli altri paesi europei risposero immediatamente a questa chiamata, dispiegando truppe accanto ai militari americani.

Le dichiarazioni di Trump si inseriscono in un periodo di tensioni senza precedenti all'interno della Nato, dopo che nelle scorse settimane il presidente aveva ripetutamente manifestato l'intenzione di voler prendere il controllo della Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca. La Casa Bianca aveva inizialmente respinto le critiche di Starmer, con la portavoce Taylor Rogers che aveva dichiarato che "il presidente Trump ha assolutamente ragione: gli Stati Uniti hanno fatto più per la Nato di quanto tutti gli altri paesi dell'alleanza abbiano fatto insieme".

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