Trump dovrà rispondere delle sue azioni dopo la presidenza

Un'analisi della New Republic esplora gli strumenti legali che i democratici potrebbero usare quando torneranno al potere, dall'impeachment alla Corte penale internazionale

Trump dovrà rispondere delle sue azioni dopo la presidenza
Official White House Photo by Daniel Torok

Matt Ford, giornalista della New Republic, ha dedicato un lungo articolo agli scenari di responsabilità legale e politica che attendono il presidente Donald Trump e i suoi collaboratori. L'analisi, pubblicata il 19 marzo, passa in rassegna gli strumenti che i democratici e la comunità internazionale potrebbero attivare al termine del mandato, dall'impeachment alle cause civili, fino ai procedimenti presso la Corte penale internazionale.

Il punto di partenza è una dichiarazione dello stesso Trump. A inizio gennaio, durante un vertice dei deputati repubblicani al Kennedy Center di Washington, il presidente ha usato toni insoliti: "Dovete vincere le elezioni di metà mandato, perché se non le vinciamo troveranno un motivo per sottopormi a impeachment". Ford nota che l'evento si è tenuto proprio nel Kennedy Center, l'istituzione culturale che Trump ha rinominato con il proprio nome attraverso un consiglio di amministrazione da lui scelto, e che a febbraio ha annunciato di voler chiudere per almeno due anni.

L'articolo ricostruisce quello che Ford definisce il primo anno del secondo mandato. Trump e i suoi collaboratori, scrive il giornalista, "hanno spinto il paese verso il fascismo e l'oligarchia", trasformando Washington in quello che descrive come "un'orgia di corruzione e interesse personale". Ford elenca i fatti: l'agenzia per l'immigrazione ICE e la polizia di frontiera hanno condotto operazioni che hanno causato la morte di almeno cinque cittadini americani e 22 stranieri. Il presidente ha usato una legge dell'epoca della Guerra Fredda per imporre unilateralmente dazi per migliaia di miliardi di dollari, provvedimenti che a febbraio la Corte Suprema ha annullato perché la legge in questione non menziona i dazi.

Ford dedica ampio spazio alla sentenza Trump contro Stati Uniti del 2024, con cui la Corte Suprema ha introdotto il concetto di "immunità presidenziale". Secondo la decisione del giudice capo John Roberts, il presidente gode di immunità assoluta per gli atti che rientrano nei suoi poteri costituzionali fondamentali e di immunità presuntiva per tutti gli altri "atti ufficiali". La giudice Sonia Sotomayor, nel suo dissenso, aveva avvertito che la sentenza avrebbe reso impossibile perseguire un presidente per atti come l'assassinio di rivali politici o l'accettazione di tangenti in cambio di provvedimenti di grazia. Ford osserva che "raramente un giudice della Corte Suprema è stato smentito così rapidamente".

L'articolo documenta poi alcuni casi specifici. Paul Walczak, ex dirigente di case di riposo condannato a 18 mesi di carcere per reati fiscali, ha ricevuto la grazia presidenziale tre settimane dopo che sua madre, grande donatrice repubblicana, aveva accettato un invito a una raccolta fondi da un milione di dollari a copertura al Mar-a-Lago. World Liberty Financial, la società di criptovalute della famiglia Trump, è al centro di un'inchiesta del Wall Street Journal di febbraio: l'amministrazione avrebbe autorizzato la vendita di chip per l'intelligenza artificiale ad Abu Dhabi dopo che un membro della famiglia reale emiratina aveva acquisito il 49 per cento della società. Trump ha inoltre accettato dal governo del Qatar un Boeing 747 del valore di 400 milioni di dollari, descritto come "regalo". La procuratrice generale Pam Bondi, che Ford ricorda essere stata in precedenza lobbista per il Qatar, ha dichiarato di non vedere problemi costituzionali nell'operazione.

La parte centrale dell'articolo è dedicata agli strumenti di risposta. Il deputato democratico Jamie Raskin, membro di rango della commissione giustizia della Camera, ha dichiarato a Ford che la sentenza sull'immunità presidenziale è "una decisione scandalosa, completamente sradicata dal testo della Costituzione, dalla struttura della Costituzione e dalla storia della Costituzione". Raskin ha sottolineato che il potere di impeachment resta intatto e che i democratici non dovrebbero considerarlo un tabù, pur senza "pensiero magico": non è una panacea. Ha aggiunto che un futuro Congresso democratico dovrà bilanciare i procedimenti di impeachment con l'agenda legislativa su sanità, alloggi e deficit.

Ford segnala che gli articoli di impeachment contro l'ex segretaria alla sicurezza interna Kristi Noem, presentati a metà gennaio, hanno raccolto 187 cofirmatari, un numero insolitamente alto. Raskin ha dichiarato a Ford che, nel caso di Noem, "è certamente un crimine costituzionale scatenare la violenza di stato e il terrore contro la popolazione americana".

L'avvocato democratico Marc Elias ha sostenuto nell'articolo la necessità di un'azione più ampia, non limitata a Trump. Elias ha indicato a Ford diversi strumenti: cause civili contro agenti federali che violano i diritti delle persone, radiazione dall'albo per gli avvocati coinvolti, e leggi che escludano ex agenti ICE dall'assunzione nelle forze di polizia locali. "Non c'è ragione per cui i funzionari federali debbano poter agire impunemente senza poter essere chiamati a rispondere civilmente", ha dichiarato Elias. Ha anche criticato duramente gli avvocati rimasti al Dipartimento di Giustizia: "Nessuno sta puntando una pistola alla testa di queste persone per guadagnarsi da vivere mettendo bambini in prigione".

L'ultima sezione riguarda il diritto internazionale. Charlie Trumbull, professore di diritto internazionale all'Università della South Carolina, ha spiegato a Ford che funzionari americani potrebbero essere perseguiti dalla Corte penale internazionale se violano il diritto delle nazioni contro uno stato membro. Trumbull ha citato i mandati di arresto della CPI contro Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu, notando che entrambi hanno drasticamente limitato i loro viaggi all'estero. Le operazioni militari contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti nei Caraibi, con almeno 150 persone uccise entro febbraio, potrebbero configurare crimini contro l'umanità. Ford cita il precedente dell'ex presidente filippino Rodrigo Duterte, arrestato e trasferito all'Aia per omicidi extragiudiziali legati alla lotta alla droga.

Ford riporta che l'amministrazione Trump ha imposto sanzioni finanziarie senza precedenti contro la CPI, i suoi giudici e i suoi procuratori, tagliandoli di fatto dal sistema finanziario mondiale. Stephen Miller, uno dei principali consiglieri del presidente, ha dichiarato a CNN che "viviamo in un mondo governato dalla forza, dal potere. Queste sono le leggi ferree del mondo che esistono dall'inizio dei tempi".

Trumbull ha però avvertito che i tempi della giustizia internazionale sono lunghi: "Vedremo procedimenti per crimini commessi 10, 20 anni fa. Il fatto che non ci sia un'assunzione di responsabilità nei prossimi anni non significa che non possa arrivare in seguito". Ford conclude osservando che per Trump e i suoi collaboratori non ci saranno vacanze spensierate in Europa né tranquilli pensionamenti: ci saranno indagini, deposizioni e udienze, perché "le dittature sono sempre più fragili di quanto cerchino di apparire".

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