Trump dice che gli Stati Uniti gestiranno il Venezuela temporaneamente
Il presidente americano conferma che Maduro è diretto a New York per il processo. Nessun militare USA ucciso nell'operazione condotta dalle forze speciali Delta Force con il supporto della CIA
Gli Stati Uniti gestiranno il Venezuela fino a quando non sarà possibile "una transizione sicura, appropriata e giudiziosa". Lo ha annunciato il presidente Donald Trump nella conferenza stampa tenuta a Mar-a-Lago, il suo resort in Florida, dopo l'operazione militare che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores. "Gestiremo il paese", ha dichiarato Trump, senza però specificare per quanto tempo durerà l'occupazione americana.
Il presidente ha confermato che Maduro e la moglie sono a bordo della USS Iwo Jima, la nave da guerra americana che li sta trasportando verso New York, dove dovranno affrontare le accuse federali per narcotraffico e possesso di armi da fuoco. Il procuratore generale Pam Bondi ha reso noto che contro la coppia è stata emessa una nuova incriminazione nel Southern District di New York, simile a quella del 2020 ma che questa volta include anche Flores tra gli imputati.
Trump ha raccontato di aver seguito l'intera operazione in tempo reale da Mar-a-Lago, insieme ai principali membri della sua amministrazione. "L'ho guardata letteralmente come se stessi guardando un programma televisivo", ha detto in un'intervista a Fox News. "È stata una cosa straordinaria". Il presidente ha descritto la velocità con cui le forze speciali hanno sfondato le porte d'acciaio che proteggevano Maduro come qualcosa che non aveva "mai visto prima".
L'operazione è stata il risultato di mesi di pianificazione meticolosa. Le forze speciali hanno addirittura costruito una replica esatta della casa dove si nascondeva Maduro, completa di casseforti e rinforzi in acciaio, per poter provare il blitz. "Avevano tutto, si sono allenati", ha spiegato Trump. "Hanno costruito una casa identica a quella in cui sono entrati". Il Delta Force, l'unità d'élite dell'esercito americano che ha condotto il raid, ha ripetutamente fatto pratica prima dell'operazione vera e propria.
La Central Intelligence Agency ha avuto un ruolo cruciale nell'operazione. Secondo fonti informate sui fatti, l'agenzia aveva una fonte all'interno del governo venezuelano che ha fornito informazioni sui movimenti e la posizione di Maduro. La CIA aveva inoltre dispiegato sul territorio venezuelano, a partire da agosto, un gruppo di agenti che lavoravano in modo clandestino per raccogliere informazioni sulle abitudini quotidiane del leader venezuelano. Una flotta di droni stealth ha fornito un monitoraggio quasi costante sul Venezuela nei giorni precedenti l'operazione.
Trump ha sottolineato che nessun soldato americano è stato ucciso durante il raid, anche se alcuni sono rimasti feriti quando il loro elicottero è stato colpito. "Non è morto un solo membro delle forze armate americane", ha dichiarato, aggiungendo che l'elicottero danneggiato è riuscito comunque a volare fuori dal Venezuela in sicurezza. Funzionari statunitensi hanno riferito che circa mezza dozzina di soldati sono rimasti feriti nell'operazione complessiva.
Il presidente era pronto a lanciare una "seconda ondata" di attacchi se l'operazione fosse stata necessaria. "Eravamo preparati per una seconda ondata", ha spiegato, "molto più grande". Tuttavia, dato il successo della prima fase, non è stato necessario procedere. Trump ha comunque chiarito che gli Stati Uniti sono pronti a intervenire nuovamente in futuro se ce ne fosse bisogno.
Parlando della situazione economica del Venezuela, Trump ha detto che le grandi compagnie petrolifere americane saranno "fortemente coinvolte" nella ricostruzione delle infrastrutture petrolifere del paese. "Andranno lì, spenderanno miliardi, aggiusteranno le infrastrutture petrolifere e inizieranno a fare soldi per il paese", ha affermato. Il presidente ha collegato l'operazione anche alla riduzione dei prezzi del petrolio, sostenendo che la sua amministrazione sta "abbassando molto i prezzi".
Meno chiara è la posizione di Trump sulla leadership futura del Venezuela. Quando gli è stato chiesto se sosterrà María Corina Machado, la leader dell'opposizione venezuelana che ha recentemente vinto il premio Nobel per la pace, il presidente ha risposto: "Dobbiamo valutare la situazione in questo momento". Ha fatto riferimento al fatto che il Venezuela ha una vicepresidente, Delcy Rodríguez, ma ha anche definito "una disgrazia" l'elezione di Maduro. La Machado ha già chiesto che Edmundo González, riconosciuto dagli Stati Uniti come vincitore legittimo delle elezioni presidenziali del 2024, assuma "immediatamente" la presidenza.
Trump ha anche lanciato un avvertimento ai funzionari venezuelani ancora fedeli a Maduro. "Se rimangono leali, il futuro è davvero pessimo, davvero pessimo per loro", ha dichiarato, sostenendo che "la maggior parte di loro si è convertita". Il presidente ha suggerito che la sua amministrazione continuerà a prendere di mira i funzionari del governo venezuelano se dovessero schierarsi con il leader deposto.
L'operazione ha suscitato reazioni contrastanti negli Stati Uniti. Mentre i repubblicani hanno in gran parte elogiato l'azione di Trump, i democratici hanno sollevato preoccupazioni sulla legalità dell'intervento militare senza autorizzazione del Congresso. Il senatore Andy Kim, democratico del New Jersey, ha accusato il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth di aver "palesemente mentito" al Congresso quando avevano affermato che l'obiettivo dell'amministrazione in Venezuela non era rovesciare Maduro.
Il vicepresidente JD Vance ha difeso la legalità dell'operazione, sostenendo che Maduro ha "multiple incriminazioni negli Stati Uniti per narcoterrorismo" e che "non puoi evitare la giustizia per traffico di droga negli Stati Uniti perché vivi in un palazzo a Caracas". Vance ha anche affermato che il presidente aveva offerto "molteplici vie d'uscita" a Maduro, ma era stato chiaro sul fatto che "il traffico di droga deve finire".
La nuova incriminazione emessa contro Maduro e sua moglie è simile a quella del 2020, che accusava il leader venezuelano di aver contribuito a gestire e infine guidare un'organizzazione di traffico di droga mentre saliva al potere in Venezuela. Secondo l'accusa, sotto la leadership di Maduro l'organizzazione cercava non solo di arricchire i suoi membri e aumentare il loro potere, ma anche di "inondare" gli Stati Uniti di cocaina e usarla come "un'arma contro l'America".