Trump attacca la Nato e minaccia di non difendere più gli alleati europei

Il presidente accusa i Paesi europei di non aver sostenuto la guerra in Iran e avverte: "Non dobbiamo più esserci per loro"

Trump attacca la Nato e minaccia di non difendere più gli alleati europei
Official White House Photo by Daniel Torok

Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero smettere di garantire la difesa dei Paesi alleati della Nato, in quella che rappresenta la sua più dura presa di posizione contro l'alleanza atlantica. Il presidente ha parlato venerdì a una conferenza sugli investimenti a Miami Beach, organizzata dal fondo sovrano saudita, e ha puntato il dito contro i leader europei per non aver contribuito alla guerra contro l'Iran.

"La Nato non c'era", ha detto Trump riferendosi alle richieste di sostegno militare rivolte agli alleati. "Un errore enorme" da parte degli europei. "Spendiamo centinaia di miliardi di dollari l'anno per la Nato, centinaia, per proteggerli, e noi ci saremmo sempre stati per loro, ma adesso, viste le loro azioni, credo che non dobbiamo più farlo", ha aggiunto, definendo le sue stesse parole una "breaking news". "Perché dovremmo esserci per loro, se loro non ci sono per noi?".

Non è la prima volta che Trump minaccia la Nato. Nel suo primo mandato, nel 2018, aveva avvertito i leader alleati che avrebbe "fatto per conto suo" se non avessero aumentato la spesa militare. All'epoca, però, le pressioni dei leader repubblicani al Congresso e dei membri della sua stessa amministrazione lo avevano spinto a fare marcia indietro. Se questa volta intenda seguire fino in fondo la sua minaccia resta da vedere. Il presidente, scrive il Washington Post, coltiva la sua reputazione di imprevedibilità.

Alla domanda se le parole di Trump rappresentassero un cambiamento formale di politica, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha risposto che "il presidente Trump è stato molto chiaro e onesto riguardo al suo disappunto verso la Nato".

Fino a poco tempo fa, Trump aveva assunto toni più concilianti con gli europei, dopo aver ottenuto l'anno scorso l'impegno dei Paesi europei e del Canada ad aumentare la spesa per la difesa al 5 per cento del loro prodotto interno lordo annuale. Negli ultimi mesi, però, l'atteggiamento si è inasprito: prima per la questione della Groenlandia, territorio danese che Trump vuole acquisire, poi per la guerra in Iran.

L'impegno americano verso la Nato appare ora in discussione in vista del vertice dell'alleanza previsto a luglio ad Ankara, in Turchia. Trump ha ripetutamente detto di aver "fatto un test" chiedendo aiuto agli europei. "Ho detto: mi piacerebbe che veniste, portate le vostre navi. Potete navigare attraverso il bellissimo stretto di Hormuz e proteggere le persone a cui sparano. Non l'hanno fatto. Ed è poca cosa", ha dichiarato giovedì durante una riunione di gabinetto. "Non hanno voluto essere coinvolti, e credo che questo costerà loro caro".

Gli attacchi iraniani alle navi e le minacce alle petroliere che transitano nello stretto di Hormuz hanno di fatto bloccato il canale nelle ultime settimane, provocando un'impennata dei prezzi globali dell'energia.

I leader europei, fin dall'inizio del conflitto, hanno espresso dubbi sulla legalità e sull'opportunità dell'attacco al regime iraniano. Molti di loro continuano a sostenere che l'unico modo per contenere le ambizioni nucleari di Teheran nel lungo periodo sia la diplomazia. Pesano anche i sondaggi: gli elettori europei sono infuriati con Trump per aver proposto a gennaio l'acquisizione della Groenlandia, il che riduce la disponibilità dei governi ad aderire a una guerra.

Trump è particolarmente irritato con il primo ministro britannico Keir Starmer, che prima dell'inizio del conflitto, il 28 febbraio, aveva negato l'uso delle basi aeree britanniche ai caccia americani per l'attacco all'Iran. Dopo l'avvio delle operazioni, Starmer aveva cambiato posizione, sostenendo che la legge britannica consentiva l'uso delle basi per difendere i cittadini alleati sotto attacco nella regione. Trump ha detto che Starmer ha poi offerto due portaerei britanniche, ma che l'offerta è arrivata "troppo tardi", una settimana dopo l'inizio della guerra.

L'amministrazione americana sta già lavorando per trasferire agli europei una parte maggiore della pianificazione militare e delle strutture di comando della Nato basate in Europa. Negli ultimi giorni, il Pentagono ha discusso la possibilità di dirottare verso il Medio Oriente gli aiuti militari destinati all'Ucraina. Ma un cambiamento più radicale, come il ritiro delle decine di migliaia di soldati americani di stanza in Europa o l'abbandono formale della dottrina dell'articolo 5, secondo cui un attacco a un membro dell'alleanza equivale a un attacco a tutti i 32 Paesi membri, avrebbe conseguenze ben più profonde.

Il vertice di luglio si preannuncia teso. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia non parteciperà ai combattimenti attorno all'Iran finché la guerra è in corso, sostenendo che il suo Paese non è parte del conflitto. Ha promesso di inviare forze per la sicurezza dello stretto di Hormuz solo al termine delle ostilità.

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha cercato di mantenere buoni rapporti con Trump, elogiando l'azione militare in Iran al punto da attirare critiche dagli altri leader dell'alleanza, secondo i quali non parla a nome loro. "L'Iran esporta caos nella regione e nel mondo da molti anni. Non siamo ingenui su questo, e quello che gli Stati Uniti stanno facendo ora è degradare quella capacità. Sì, lo applaudo", ha detto Rutte ai giornalisti giovedì a Bruxelles. Ha poi spiegato che i Paesi europei avevano bisogno di tempo per mobilitarsi, dato che gli Stati Uniti, per ragioni di sicurezza, non avevano informato gli alleati dell'attacco prima che avvenisse.

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