Trump a Politico: "È tempo di una nuova leadership in Iran"
Il presidente cambia nuovamente posizione attacca l'ayatollah Khamenei dopo settimane di proteste sanguinose che hanno causato migliaia di morti. Lo scambio di accuse arriva mentre le manifestazioni contro il regime sembrano essersi attenuate.
Il presidente Donald Trump ha chiesto oggi la fine del regime dell'ayatollah Ali Khamenei, al potere in Iran da 37 anni. "È tempo di cercare una nuova leadership in Iran", ha dichiarato Trump a Politico, nonostante il fatto che le diffuse proteste che chiedevano la fine del regime sembrano essersi attenuate negli ultimi giorni dopo la violentissima repressione messa in atto da parte delle autorità iraniane.
Migliaia di manifestanti in tutto il Paese sono stati uccisi nelle ultime tre settimane e molte altre migliaia arrestati, spingendo Trump a minacciare ripetutamente un intervento militare in difesa dei manifestanti. Solo martedì il presidente aveva esortato gli iraniani a continuare a manifestare e a "prendere il controllo delle proprie istituzioni", dichiarando che "l'aiuto è in arrivo". Il giorno successivo, tuttavia, Trump ha cambiato bruscamente rotta, affermando di essere stato informato che le esecuzioni previste si erano fermate.
Le dichiarazioni di oggi del presidente sono arrivate poco dopo che l'account X di Khamenei aveva pubblicato una serie di messaggi decisamente ostili rivolti a Trump, accusando il presidente degli Stati Uniti di essere responsabile della violenza e dei disordini in Iran. "Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie che ha inflitto alla nazione iraniana", ha scritto Khamenei in un post.
We find the US President guilty due to the casualties, damages and slander he inflicted upon the Iranian nation.
— Khamenei.ir (@khamenei_ir) January 17, 2026
In un altro messaggio, la Guida Suprema iraniana ha accusato Trump di aver presentato gruppi violenti come rappresentanti del popolo iraniano, definendola "una calunnia terribile" di cui é colpevole.
The US President introduced the groups who committed acts of vandalism, arson, and murdered people as “the Iranian nation.” He uttered an appalling slander against the Iranian people. We find the US President guilty for this slander.
— Khamenei.ir (@khamenei_ir) January 17, 2026
Trump, dopo aver ascoltato la lettura dei messaggi, ha risposto alle accuse affermando che le autorità di Teheran ormai si affidano solo alla repressione e alla violenza per governare. "Ciò di cui è colpevole lui, come leader di un Paese, è la completa distruzione del suo Paese e l'uso della violenza a livelli mai visti prima", ha affermato Trump parlando di Khamenei.
"Per mantenere il Paese funzionante - anche se quella funzione è a un livello molto basso - la leadership iraniana dovrebbe concentrarsi sulla gestione corretta del proprio Paese, come faccio io con gli Stati Uniti, e non uccidere migliaia di persone per mantenere il controllo".
Il presidente ha aggiunto che "la leadership si basa sul rispetto, non la paura e la morte". Trump si è poi spinto anche oltre in termini personali, denunciando apertamente la leadership di Khamenei e il sistema di governo iraniano.
"Quest'uomo è malato e dovrebbe governare il suo Paese correttamente e smettere di uccidere persone. Il suo Paese è il peggior posto dove vivere in tutto il mondo a causa della cattiva leadership".
Quando gli è stato chiesto delle dimensioni di una possibile operazione militare statunitense in Iran, Trump ha risposto soltanto:
"La migliore decisione che abbiano mai preso è stata quella di non impiccare più di 800 persone due giorni fa".
Il nuovo scambio di accuse tra Washington e Teheran sottolinea un inasprimento della retorica tra i due Paesi in un momento già altamente volatile per la regione, e proprio dopo che Khamenei ha recentemente tenuto un discorso pubblico in cui ha affermato che "la nazione iraniana ha sconfitto l'America" nella guerra dei 12 giorni a giugno.