Texas, il Dem Talarico vince le primarie al Senato ma la strada verso novembre è in salita

Il 36enne deputato statale ha battuto la deputata Jasmine Crockett con sette punti di margine. Sul fronte repubblicano, il senatore uscente Cornyn e l'ex procuratore generale Paxton andranno al ballottaggio

Texas, il Dem Talarico vince le primarie al Senato ma la strada verso novembre è in salita
Photo by Joshua J. Cotten / Unsplash

James Talarico, deputato statale del Texas di 36 anni, ha vinto le primarie democratiche per il Senato degli Stati Uniti, battendo la deputata al Congresso Jasmine Crockett con circa sette punti di margine. La partecipazione al voto ha superato i 2,2 milioni di elettori, un numero superiore di oltre centomila unità rispetto a quello del fronte repubblicano e più del doppio rispetto alle primarie democratiche del 2024. Nate Silver, uno dei più noti analisti elettorali americani, ha dedicato al risultato e alle prospettive per novembre un'analisi approfondita sul suo Silver Bulletin.

Sul fronte repubblicano, invece, nessun candidato ha raggiunto il cinquanta per cento necessario per vincere direttamente. Il senatore uscente John Cornyn e l'ex procuratore generale Ken Paxton, separati da un solo punto percentuale, si sfideranno al ballottaggio fissato per il 26 maggio.

Talarico non è necessariamente più moderato di Crockett se si guarda alle posizioni concrete dei due candidati: è quanto sostiene il giornalista Nate Cohn in un articolo pubblicato dal New York Times. Crockett ha votato in linea con il centro del Partito Democratico, mentre Talarico ha posizioni prevalentemente progressiste. Silver introduce però una distinzione che considera spesso trascurata dagli analisti: quella tra ideologia e faziosità partigiana. Crockett, a suo avviso, incarna soprattutto la seconda. Ha difeso pubblicamente Joe Biden dopo il disastroso dibattito del giugno 2024 e ha preso le difese della grazia concessa a Hunter Biden. Ha chiamato il governatore Greg Abbott, che usa una sedia a rotelle, "Governor Hot Wheels" e ha definito Trump "la persona che presumibilmente è stata eletta", sfiorando la negazione del risultato elettorale. Ha anche allontanato un giornalista dell'Atlantic da un suo comizio.

È proprio questo stile combattivo e fazioso, più che le posizioni ideologiche, ad aver convinto gli elettori a vedere Talarico come il candidato più moderato, secondo Silver, che aggiunge: "I candidati che si discostano più spesso dal proprio partito ottengono in media qualche punto percentuale in più, a parità di altre condizioni."

La domanda centrale è se Talarico abbia qualche possibilità concreta a novembre in uno Stato che non elegge un democratico al Senato dal 1988, quando fu eletto Lloyd Bentsen. Silver ripercorre la storia elettorale recente del Texas per identificare il percorso più plausibile. Nel 2018, Beto O'Rourke perse contro Ted Cruz per meno di tre punti, il miglior risultato democratico da decenni. La chiave fu la sua performance nelle grandi aree urbane, dove vinse Dallas, Houston e Austin con margini nettamente superiori rispetto a quelli ottenuti da Kamala Harris nel 2024. Harris perse il Texas con quattordici punti di scarto e, rispetto a O'Rourke, ottenne risultati peggiori di circa undici punti nelle contee più popolose. Perse terreno anche nel Sud del Texas, a forte componente ispanica.

Talarico ha vinto le contee a maggioranza ispanica con ventidue punti di margine e quelle più urbane con quattordici, anche se quest'ultimo dato è distorto dalla sua vittoria schiacciante ad Austin. Crockett ha invece vinto Dallas e Houston, oltre alle contee a maggioranza nera dell'Est Texas. Silver avverte che sarà importante monitorare se Talarico riuscirà a recuperare il sostegno degli elettori neri dopo una campagna primaria accesa.

Le probabilità di vittoria di Talarico a novembre dipendono molto da chi uscirà dal ballottaggio repubblicano. Paxton, il candidato più vicino a Trump e coinvolto in diversi scandali, potrebbe rendere la corsa quasi un toss-up: i sondaggi su uno scontro diretto Paxton-Talarico mostrano un vantaggio di uno o due punti per il repubblicano, e la ricerca storica sugli effetti degli scandali suggerisce una perdita di diversi punti rispetto alla media. Se vincesse invece Cornyn, senatore uscente con un solido profilo nei voti generali, la sfida per Talarico sarebbe molto più ardua: Silver classificherebbe quella corsa come "probabilmente repubblicana", con una probabilità di vittoria democratica compresa tra il cinque e il venticinque per cento.

I candidati democratici al Senato hanno quasi sistematicamente sovraperformato rispetto alle basi presidenziali del partito dal 2016 in poi, in oltre il sessantacinque per cento delle gare monitorate. Una sovraperformance di cinque punti, quella di cui Talarico avrebbe bisogno, si è verificata nel ventinove per cento dei casi. Su questa base, Silver stima per Talarico una probabilità di vittoria intorno al trenta per cento, destinata a salire o scendere significativamente a seconda di chi vincerà il ballottaggio repubblicano e di come si evolverà il clima politico nazionale nei prossimi mesi.

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