SpaceX si prepara alla quotazione in borsa da 800 miliardi di dollari

Elon Musk punta a raccogliere oltre 25 miliardi attraverso una delle più grandi operazioni finanziarie della storia. L'obiettivo è finanziare data center nello spazio per alimentare l'intelligenza artificiale

SpaceX si prepara alla quotazione in borsa da 800 miliardi di dollari
Photo by SpaceX / Unsplash

SpaceX si prepara a una delle quotazioni in borsa più grandi della storia. La società di razzi e satelliti di Elon Musk ha incaricato quattro delle principali banche di Wall Street di organizzare l'offerta pubblica iniziale prevista per il primo semestre del 2026. Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Morgan Stanley guideranno l'operazione che potrebbe valutare l'azienda 800 miliardi di dollari, circa 680 miliardi di euro.

L'operazione mira a raccogliere oltre 25 miliardi di dollari sui mercati, una cifra che supererebbe i 29 miliardi raccolti dal colosso petrolifero saudita Saudi Aramco nel 2019, attualmente il record mondiale. La quotazione potrebbe spingere il valore di mercato di SpaceX oltre la soglia simbolica dei mille miliardi di dollari.

Morgan Stanley parte in posizione di vantaggio nella corsa per guidare l'operazione. La banca d'investimento americana può contare su una partnership di 15 anni con Musk. Nel 2010 aveva portato in borsa Tesla e nel 2022 aveva assistito l'imprenditore nell'acquisizione di Twitter. Goldman Sachs resta comunque un forte concorrente, avendo co-guidato proprio l'offerta pubblica iniziale di Tesla.

La decisione di quotare SpaceX rappresenta un cambio di rotta significativo per Musk. L'imprenditore, che controlla il 40% della società fondata all'inizio del ventunesimo secolo, ha sempre criticato i vincoli finanziari imposti dalla borsa. Nel 2013 aveva dichiarato che SpaceX sarebbe entrata a Wall Street solo quando i suoi razzi avessero raggiunto Marte. "L'esplorazione di Marte richiede lo sviluppo di tecnologie complesse su un periodo di oltre dieci anni, ma il mercato si preoccupa dei prossimi tre mesi. Ne risulterebbero priorità contraddittorie", aveva spiegato all'epoca.

Il cambio di strategia è legato alla corsa all'intelligenza artificiale. Musk sta accelerando lo sviluppo di xAI, la sua azienda di intelligenza artificiale nata dalla fusione con X, l'ex Twitter. Per questo progetto servono data center, le enormi infrastrutture di calcolo necessarie per addestrare e far funzionare i sistemi di intelligenza artificiale. E qui entra in gioco l'idea più ambiziosa: installarli nello spazio.

I data center orbitali sarebbero alimentati da energia solare disponibile ventiquattro ore su ventiquattro e "cinque volte più potente" rispetto a quella sulla Terra, secondo le dichiarazioni di Musk. Non avrebbero bisogno di sistemi di raffreddamento, un problema importante per i centri di calcolo terrestri. SpaceX venderebbe i suoi servizi proprio a xAI. I legami tra le due società sono già consolidati: nell'estate del 2024 SpaceX ha investito 2 miliardi di dollari in xAI.

"È evidente che bisogna costruire centri di intelligenza artificiale alimentati da energia solare nello spazio. Il posto meno costoso per l'intelligenza artificiale sarà lo spazio e questo sarà vero tra due o tre anni", ha dichiarato Musk il 22 gennaio a Davos, in Svizzera. Quello che era un obiettivo a medio o lungo termine per SpaceX è diventato una priorità assoluta per l'imprenditore dalla metà del 2024, secondo il Wall Street Journal.

Il progetto presenta numerose sfide tecniche: la protezione dei chip dalle radiazioni e dal calore solare, il trasferimento dei dati sulla Terra, il lancio dei satelliti necessari. Ma la competizione è già iniziata. Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI e rivale di Musk, ha valutato nell'estate del 2024 l'acquisizione di Stoke Space, una startup per eventualmente lanciare data center nello spazio. Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha ritenuto che l'installazione di centri dati spaziali abbia senso nel lungo termine. All'inizio del 2027 Google e Planet Labs prevedono di mettere in orbita due satelliti di prova dotati di chip di intelligenza artificiale.

Nel breve termine Musk punta a perfezionare il riutilizzo completo dei suoi lanciatori. "Il costo di accesso allo spazio diminuirà di un fattore 100 una volta raggiunto il riutilizzo completo. Questo renderà il lancio di grandi satelliti nello spazio estremamente accessibile", ha spiegato l'imprenditore a Davos.

SpaceX non pubblica i suoi bilanci, ma Musk ha indicato a giugno sulla piattaforma X che la società realizzerà nel 2025 ricavi per 15,5 miliardi di dollari, di cui 1,1 miliardi con la NASA. Dal punto di vista finanziario, l'imprenditore è impegnato in una corsa contro il tempo con i rivali Anthropic, che sviluppa Claude, e OpenAI, che ha creato ChatGPT. Entrambe le società stanno preparando le loro quotazioni in borsa per raccogliere le enormi quantità di capitale necessarie allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

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