Quasi metà degli americani ritiene probabile una terza guerra mondiale entro cinque anni
Un sondaggio condotto in cinque Paesi occidentali rivela un netto peggioramento della percezione della sicurezza. Intanto, i Paesi Bassi si preparano a uno scenario di conflitto su larga scala acquistando treni ambulanza e rafforzando la difesa del Mare del Nord.
La maggioranza dei cittadini occidentali ritiene che il mondo stia diventando sempre più pericoloso e, in quattro Paesi su cinque, considera una terza guerra mondiale nei prossimi 5 anni più probabile del mantenimento della pace. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dalla società indipendente Public First per conto di Politico negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito, in Germania e in Francia.
Le tensioni con la Russia, il riarmo europeo e la politica dell’Amministrazione Trump alimentano la convinzione che i conflitti regionali possano evolvere in uno scontro di dimensioni globali.
La quota più alta di intervistati che giudica la guerra “probabile” o “molto probabile” si registra proprio negli Stati Uniti, dove raggiunge il 46%, in aumento rispetto al 38% del marzo 2025, quando la domanda era stata posta per la prima volta. L’incremento più marcato si è tuttavia verificato nel Regno Unito, con un balzo di 13 punti percentuali fino al 43%. Fa eccezione la Germania, dove la percentuale è leggermente scesa dal 25% al 23%.
"Il cambiamento di atteggiamento dell’opinione pubblica occidentale testimonia un brusco spostamento verso la percezione di un mondo meno sicuro, in cui la guerra è ritenuta probabile e le alleanze appaiono instabili", ha dichiarato Seb Reid, responsabile del settore sondaggi di Public First.
Il timore del nucleare e la percezione delle minacce
Almeno un terzo degli intervistati negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia e in Canada considera probabile l’impiego di armi nucleari in caso di conflitto. Quanto alle principali minacce alla pace, gli europei indicano la Russia come il pericolo maggiore, mentre in Canada cresce il timore nei confronti degli Stati Uniti sotto la presidenza Trump, che in passato ha evocato l’ipotesi di trasformare il Canada nel 51° Stato americano.
Oltre la metà degli intervistati in Francia, Germania, Regno Unito e Canada ritiene che il proprio Paese debba aumentare la spesa per la difesa. La disponibilità a sostenere tali investimenti, tuttavia, cala sensibilmente però quando si prospetta la possibilità di finanziarli attraverso tagli ad altri programmi pubblici, un aumento del debito o un inasprimento della pressione fiscale.
I Paesi Bassi si preparano alla guerra su larga scala
La crescente attenzione europea alla preparazione militare trova riscontro anche nelle decisioni adottate nei Paesi Bassi. Il Ministero della Difesa ha annunciato l’acquisto di treni sanitari speciali per il trasporto di numerosi feriti su lunghe distanze in caso di guerra su vasta scala.
La decisione, comunicata dal sottosegretario alla Difesa Gijs Tuijnman in una lettera al Parlamento olandese, si basa sulla valutazione di possibili scenari caratterizzati da un elevato numero di vittime. Attualmente l’esercito utilizza ambulanze e mezzi aerei per l’evacuazione sanitaria, ma tali risorse risulterebbero insufficienti in un conflitto di ampia portata. I nuovi convogli, di produzione nazionale e successivamente adattati a uso medico, consentiranno di evacuare contemporaneamente molti feriti garantendo assistenza durante il trasferimento verso l’ospedale militare centrale o verso strutture civili.
L’acquisto rientra in un più ampio piano di preparazione ad un futuro segnato da un possibile conflitto militare globale su larga scala. Parallelamente, l’Aia sta rafforzando la protezione del Mare del Nord, area strategica per il Paese e per i suoi alleati, dove si concentrano le sue infrastrutture critiche per l’approvvigionamento energetico e le comunicazioni: piattaforme petrolifere e del gas, gasdotti sottomarini, parchi eolici e cavi internazionali.
Tali infrastrutture sono considerate vulnerabili ad azioni di sabotaggio e ad altre forme di minaccia ibrida. Per contrastare questi rischi, la Marina olandese sarà dotata di sistemi radar aggiuntivi capaci di rilevare anche oggetti di dimensioni inferiori ai 50 metri, facilitando così l’individuazione di piccole imbarcazioni e droni.