Popolarità Trump, la guerra comincia a farsi sentire: i numeri scendono (16 marzo)
Poche rilevazioni pubblicate, ma molto sfavorevoli: l’approvazione di Trump subisce i primi effetti negativi causati dalla guerra e torna sui livelli bassi che hanno caratterizzato i primi mesi di questo anno.
Come ogni settimana, eccezionalmente di lunedì, facciamo un resoconto sulla approvazione del presidente Trump, con i cambiamenti occorsi negli ultimi sette giorni.
In questa seconda settimana di guerra, i nuovi riscontri evidenziano una discreta ridiscesa della popolarità di Trump, che vanifica i piccoli guadagni dell’ultimo periodo e torna sui livelli che, aldilà delle oscillazioni, mantiene ormai da inizio anno.
I sondaggi non sono stati moltissimi e ci vorrà ancora del tempo per definire gli effetti di questa nuova crisi, ma dai dati delle poche rilevazioni condotte pare essere stato superato l’iniziale “rally around the flag” verso il presidente. I numeri potrebbero ulteriormente scivolare verso il basso da un momento all’altro, se l’azione bellica dovesse prolungarsi e diventare ancora più impopolare di quanto non sia ora.
La media aggregata dei principali istituti di sondaggio mostra un gradimento sostanzialmente stabile dopo l'inizio dei raid del 28 febbraio 2026. La guerra non ha generato alcun "rally around the flag effect", un caso quasi senza precedenti nella storia americana recente.
| Istituto | Prima | Dopo | Δ |
|---|
Con questa spada di Damocle che incombe sulla testa del tycoon, in questo momento la fotografia della situazione segnala la media di questa seconda presidenza come lievemente peggiore di quella della prima; ciò significa che Trump al momento ha praticamente la stessa (im)popolarità rispetto al periodo corrispondente del primo mandato, ovvero nel marzo 2018.
Il dato torna ad essere anche leggermente peggiore rispetto alla media di Joe Biden nel marzo 2022; questo significa che l’approvazione di Trump è la peggiore di qualunque presidente fino al giorno d’oggi: la situazione è piuttosto allarmante, con i numeri che rimangono incredibilmente scarsi; il tasso di approvazione è sceso pericolosamente verso il 40% e il tasso di disapprovazione ha raggiunto livelli record, avvicinandosi al 55%.
Il net rating (la differenza tra tasso di approvazione e tasso di disapprovazione) rimane saldamente in territorio negativo sia per la media di RealClearPolitics (RCP), sia per quella del Silver Bulletin, sia per la nostra di Focus America.
Tutte le tre medie registrano un peggioramente di circa un punto rispetto a domenica scorsa. I numeri risultano abbastanza allineati.
Come già accennato, dopo quasi quattordici mesi alla Casa Bianca, il gradimento di questo secondo mandato si colloca sostanzialmente in linea rispetto ai primi quattordici mesi del suo primo mandato e di Biden.

Facendo un paragone con il passato, grazie ai dati di Focus America, si nota come il dato di apprezzamento di Trump dopo 419 giorni di presidenza (-12,3 secondo la nostra media) sia uno dei più bassi tra tutti i presidenti USA dal secondo dopoguerra in avanti nello stesso periodo, in linea come detto con il suo primo mandato, in cui era a -11,4.
Un altro presidente altamente impopolare è per l’appunto Joe Biden, che con il suo -11,7 non brillava particolarmente dopo quattordici mesi di presidenza.
Sul nostro sito trovate i grafici con il confronto con tutti i primi mandati degli altri presidenti, con una frequenza di aggiornamento pari a 8 volte al giorno. Il tasso di approvazione di Trump oscilla tra il 41% e il 43%, mentre il tasso di disapprovazione si aggira intorno al 54%-55%, cifre simili a quelle che aveva Biden nell’ultima parte del suo mandato.
Nelle prossime settimane monitoreremo l’evoluzione di questa situazione, per cogliere le inevitabili ripercussioni che ci saranno sui numeri a seguito dell’attacco all’Iran.
Di seguito pubblichiamo una selezione delle rilevazioni dei migliori istituti rilasciate nel corso dell’ultima settimana. Di fianco alla casa sondaggistica scriviamo due numeri percentuali: il primo è il tasso di approvazione, il secondo quello di disapprovazione.
Ricordiamo che, stante la chiusura del sito FiveThirtyEight, abbiamo deciso di utilizzare i numeri del Silver Bulletin, il nuovo sito di Nate Silver, fondatore di 538.
Legenda
(A) indica un sondaggio effettuato su tutti gli adulti americani, (RV) un sondaggio tra i soli elettori registrati al voto (i soli che possono votare), (LV) tra coloro che probabilmente voteranno. In caso di più sondaggi dello stesso istituto, si privilegiano i campioni migliori secondo questo ordine: LV, RV e A.
Morning Consult (RV): 44%-53%
YouGov-The Economist (RV): 43%-54%
Quinnipiac University (RV): 37%-57%
RMG Research (RV): 45%-53%
Marist College/NPR-PBS News (RV): 40%-57%
OH Predictive Insights-Center Square (RV): 46%-52%
Focaldata (A): 37%-51%
Il sito Silver Bulletin (che fa una propria media aggiustata di tutti i sondaggi, dandone un peso maggiore o minore in base al bias storico e al rating delle firme che li svolgono) segna una media generale di 40,9% (-1) - 54,7% (+0,1). In totale un net approval di -13,8 (-1,1).

Il sito RealClearPolitics, invece, che fa una selezione solo di alcuni sondaggi in base all'affidabilità di chi li esegue, segnala una media totale migliore: 42,7% (-1) - 54,8% (+0,7). In totale un rating di -12,1 (-1,7).

La media calcolata da noi di Focus America, invece, è di 41,6% (-1,3) - 53,9% (+0,2), con in totale un rating di -12,3 (-1,5). La metodologia utilizzata è specificata direttamente nella pagina del nostro sito dedicata ai sondaggi sulla popolarità di Trump.
