PIL Usa in frenata nell'ultimo trimestre 2025, l'inflazione resta sopra il target della Fed
L'economia americana ha chiuso il 2025 con una crescita dell'1,4% nel quarto trimestre, ben sotto le attese. Pesano il blocco delle attività federali, il calo dei consumi e delle esportazioni. L'indice core dei prezzi al consumo si attesta al 3%, un punto sopra l'obiettivo della Fed.
L’economia americana chiude il 2025 con un rallentamento più marcato del previsto. Nel quarto trimestre, infatti, il Prodotto Interno Lordo statunitense è cresciuto a un ritmo annualizzato dell’1,4%, ben al di sotto del 2,5% atteso dagli analisti e in netto calo rispetto al 4,4% del trimestre precedente. Sull’intero anno l’espansione si ferma al 2,2%, dal 2,8% del 2024.
A pesare è stato soprattutto il lungo shutdown federale tra ottobre e novembre, che secondo il Dipartimento del Commercio ha sottratto circa un punto percentuale alla crescita. La spesa pubblica federale è crollata, solo parzialmente compensata dalla tenuta degli enti locali. Rallentano anche i consumi, che restano però in territorio positivo, mentre le esportazioni tornano a contrarsi dopo il forte recupero estivo. Tengono invece gli investimenti privati, in ripresa dopo la stagnazione del trimestre precedente.
Sul fronte dei prezzi, altre notizie negative: l’inflazione resta lontana dall’obiettivo della Federal Reserve. L’indice core delle spese per consumi personali, il parametro di riferimento della banca centrale, si attesta al 3% su base annua a dicembre. Anche l’indice complessivo accelera al 2,9%, confermando pressioni ancora diffuse tra beni e servizi. Il dato complica il percorso della Fed, che dopo tre tagli dei tassi nella seconda parte del 2025 ha adottato un atteggiamento più prudente, in attesa di segnali più chiari sul raffreddamento dell’inflazione e sull’andamento del mercato del lavoro.
Il presidente Donald Trump ha attribuito la debolezza del PIL allo shutdown "dei democratici" prima di tornare ad attaccare il presidente della Fed, Jerome Powell, per la politica monetaria giudicata da lui ritenuta come troppo restrittiva.
Nonostante il rallentamento, però, alcuni indicatori interni restano solidi. Le vendite finali agli acquirenti privati crescono del 2,4%, segnalando che la domanda domestica mantiene una base relativamente robusta in un’economia da oltre 31 mila miliardi di dollari. Diversi analisti ritengono che, esauriti gli effetti dello shutdown, la crescita economica possa riprendere a salire nei primi mesi del 2026.