Per due americani su tre lo stile di vita middle-class è ormai irraggiungibile

Un'indagine del New York Times rivela pessimismo economico diffuso. Casa, sanità, istruzione e pensione alimentano le ansie, con nette divisioni generazionali.

Per due americani su tre lo stile di vita middle-class è ormai irraggiungibile

Gli americani guardano al futuro economico con profondo pessimismo. Un sondaggio del New York Times e della Siena University condotto tra il 12 e il 17 gennaio 2026 su 1.625 elettori registrati mostra che due terzi degli intervistati ritengono ormai irraggiungibile per la maggior parte delle persone uno stile di vita middle-class. Il 77 per cento afferma che conquistarlo è diventato più difficile rispetto a una generazione fa.

Le preoccupazioni economiche attraversano linee geografiche, di genere ed etniche. L'unico gruppo che mostra minore stress finanziario è quello degli over 65, che esprimono ansie significativamente inferiori sui costi. Per tutti gli altri, l'inquietudine domina: sebbene la maggioranza degli intervistati dichiari di poter permettersi le spese basilari come affitto, benzina e alimentari, la preoccupazione per questi costi è diffusa. Circa il 60 per cento degli elettori dice di preoccuparsi per le spese essenziali, mentre l'11 per cento afferma di non poterle affrontare affatto.

I risultati del sondaggio rivelano un diffuso senso di insicurezza economica nonostante un mercato azionario in forte crescita e una spesa dei consumatori solida. Le maggioranze degli intervistati dichiarano di non sentirsi sicure sulla propria capacità di permettersi casa, pensione e sanità, tutti elementi tradizionalmente considerati pilastri di uno stile di vita middle-class. Più della metà afferma che casa e istruzione sono diventate così costose da risultare inaccessibili.

Solo il 14 per cento degli elettori sente di stare realmente migliorando la propria situazione finanziaria. Persino tra chi guadagna oltre 200mila dollari annui, reddito che colloca le famiglie nelle fasce superiori della popolazione americana, emergono preoccupazioni sulla stabilità economica a lungo termine e sui costi sanitari. Il 10 per cento di chi guadagna più di 200mila dollari l'anno ritiene di non potersi permettere la pensione.

Il divario generazionale emerge con particolare forza dai dati. La metà degli elettori sotto i 45 anni si descrive finanziariamente peggio rispetto a come stavano i propri genitori alla stessa età, e solo il 10 per cento sente di stare migliorando economicamente. La maggioranza di questi elettori afferma che il costo di avere una famiglia è diventato inaccessibile. Con la scomparsa delle pensioni tradizionali e le difficoltà finanziarie della Social Security, il 75 per cento degli elettori sotto i 65 anni dichiara di non potersi permettere la pensione o di sentirsi insicuro al riguardo.

Gli over 65 mostrano un quadro radicalmente diverso. Alla domanda su cosa li preoccupi economicamente, il 24 per cento risponde "nulla". Quasi il 60 per cento degli elettori più anziani si descrive finanziariamente "stabile", mentre il 40 per cento degli under 30 afferma di stare "perdendo terreno". Circa due terzi degli over 65 dichiarano di potersi permettere lo stile di vita che ritengono dovrebbero avere, mentre il 75 per cento degli under 30 dice di non poterlo fare. Questa differenza riflette probabilmente pressioni economiche diverse: la maggior parte degli anziani riceve assistenza sanitaria tramite Medicare, ha comprato casa in un mercato molto più economico e, con figli cresciuti, non affronta i costi record di assistenza all'infanzia e istruzione. Tuttavia, il 26 per cento esprime preoccupazione per i costi medici e sanitari.

La casa rappresenta la principale preoccupazione finanziaria per la maggior parte degli elettori sotto i 65 anni. Più della metà degli under 30 indica l'abitazione come la spesa che li preoccupa di più. Mentre il 70 per cento degli anziani afferma di possedere già la casa che desidera, più della metà degli under 30 la considera "irraggiungibile". Per i giovani elettori, le ansie attraversano lo spettro politico: maggioranze di giovani repubblicani e democratici concordano che i costi di casa e istruzione sono diventati inaccessibili e che non si sentono sicuri di potersi permettere la pensione.

I dati sul costo della vita dettagliano ulteriormente le preoccupazioni degli americani. Il 58 per cento considera l'istruzione inaccessibile, il 54 per cento la casa, il 47 per cento la sanità, il 44 per cento mettere su famiglia. Percentuali inferiori ma ancora significative riguardano alimentari (28 per cento), bollette (23 per cento) e trasporti (22 per cento). L'inflazione, sebbene calata dai picchi post-pandemici, continua a pesare sulle famiglie con prezzi ostinatamente alti per bollette e alimentari. I costi delle abitazioni e degli affitti, tipicamente la voce più grande del bilancio familiare, sono saliti oltre quello che molte famiglie possono sostenere.

Queste preoccupazioni economiche sono emerse come questione centrale nelle elezioni di medio termine e rappresentano una debolezza per il presidente Trump mentre lavora per far avanzare la propria agenda a Washington. Il 51 per cento degli elettori afferma che le politiche di Trump hanno reso la vita meno accessibile per la maggior parte degli americani. Candidati democratici di rilievo in competizioni importanti hanno abbracciato un messaggio incentrato sull'accessibilità economica per vincere le elezioni dello scorso anno. Il partito ha già fatto di questa questione un elemento centrale della campagna di medio termine, attaccando l'amministrazione Trump sui costi di casa, sanità, alimentari, assistenza all'infanzia e altre spese domestiche.

Il sondaggio indica però che la questione non è perduta per i repubblicani. Gli americani sono divisi su chi incolpare maggiormente per le sfide economiche del paese. Il 31 per cento indica Trump come responsabile delle principali difficoltà dell'economia statunitense, il 35 per cento l'ex presidente Joseph R. Biden Jr., e il 33 per cento afferma che nessuno dei due presidenti è responsabile. Gli elettori indipendenti distribuiscono equamente la colpa tra Biden e Trump.

Il sondaggio offre anche segnali che l'umore economico attuale, sebbene cupo, potrebbe essere leggermente più luminoso rispetto alla fine del mandato di Biden. Il 31 per cento degli elettori ritiene che l'economia stia meglio rispetto a un anno fa, un miglioramento rispetto al 21 per cento che aveva espresso lo stesso giudizio nell'aprile 2025. Il 29 per cento valuta l'economia come "eccellente" o "buona", un aumento di sette punti percentuali rispetto all'autunno 2024. Tuttavia, il 70 per cento descrive ancora l'economia come discreta o scarsa.

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