Minneapolis, ritirati 700 agenti federali dopo le polemiche per due cittadini uccisi
Tom Homan annuncia il ridimensionamento dell'operazione dopo settimane di scontri violenti e le morti di Renée Good e Alex Pretti. Saranno introdotte telecamere per gli agenti, mentre alcune contee si sono dette disponibili a collaborare con le autorità federali.
Il responsabile per la politica di confine del presidente Donald Trump, Tom Homan, ha annunciato il ritiro immediato di circa 700 agenti federali dall’area di Minneapolis. La decisione segue settimane di scontri tra agenti e residenti e la morte di due cittadini statunitensi durante interventi di forze federali.
Il contingente in partenza comprende membri dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e della Customs and Border Protection (CBP). Con questa riduzione, la presenza federale sul territorio passa da circa 3.000 a 2.300 agenti, un numero comunque molto superiore agli 80 agenti presenti prima dell’avvio dell’“Operation Metro Surge” il primo dicembre scorso.
L’operazione, lanciata per intensificare i controlli sull’immigrazione irregolare, ha suscitato dure critiche dopo due episodi letali. Il 7 gennaio, Renée Good è stata uccisa da un agente dell’ICE mentre si trovava nella sua auto. Il 24 gennaio, Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva, è stato ucciso durante un intervento che ha coinvolto agenti della Border Patrol e della CBP. Entrambi erano cittadini americani. Proprio ieri al Congresso si è svolta un’udienza sull’uso della forza da parte delle forze federali nell’ambito dell’operazione, con testimonianze, tra cui quella dei fratelli di Renée Good.
Homan ha giustificato il ritiro affermando che diverse forze dell’ordine del Minnesota hanno espresso disponibilità a collaborare consentendo all’ICE di effettuare arresti per immigrazione all’interno delle carceri locali, dopo che gli arrestati erano stati fermati per altri reati. Sebbene tali collaborazioni esistano già in parte, l’amministrazione aveva ritenuto insufficiente la cooperazione e aveva deciso di intensificare i raid nell’area.
"Il mio obiettivo, con il sostegno del presidente Trump, è un ritiro completo e porre fine a questa operazione il prima possibile", ha dichiarato Homan. Ha inoltre annunciato che l’amministrazione intende rendere disponibili telecamere da indossare per tutti gli agenti federali, compresi quelli di Minneapolis, definendo “inaccettabile” il mancato uso di questi dispositivi.