Metà degli elettori americani accusa Israele di genocidio a Gaza

Un sondaggio Quinnipiac mostra che il 60% degli elettori si oppone a nuovi fondi militari per Israele, mentre le simpatie verso i palestinesi superano per la prima volta quelle verso gli israeliani

Metà degli elettori americani accusa Israele di genocidio a Gaza
Photo by khalid kwaik / Unsplash

Secondo un sondaggio nazionale diffuso dalla Quinnipiac University, l’opinione pubblica americana mostra segnali di crescente distanza dalle posizioni del governo israeliano nella guerra contro Hamas a Gaza. Il 60% degli elettori si dichiara contrario all’invio di nuovi aiuti militari a Israele, contro il 32% che sostiene la misura. Si tratta del livello di opposizione più alto e del sostegno più basso registrati dall’istituto da quando, nel novembre 2023, è stata posta per la prima volta questa domanda dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre.

La frattura politica appare netta. Tra i democratici, il 75% si oppone all’aumento degli aiuti, a fronte di un 18% favorevole. Anche gli indipendenti mostrano un orientamento simile, con un 66% contrario e un 27% favorevole. Al contrario, i repubblicani sostengono la misura, seppur con numeri meno compatti: 56% favorevoli contro il 37% contrari.

Un altro dato significativo riguarda le simpatie espresse dagli elettori verso i protagonisti del conflitto. Il 37% afferma di sentirsi più vicino ai palestinesi, mentre il 36% indica gli israeliani e il 27% non esprime alcuna preferenza. È la prima volta, da quando la Quinnipiac ha iniziato a porre questa domanda nel dicembre 2001, che i palestinesi ottengono un livello di simpatia superiore a quello degli israeliani. L’istituto sottolinea che si tratta di un massimo storico per i primi e di un minimo storico per i secondi.

Il sondaggio ha inoltre rilevato una forte percezione negativa nei confronti delle operazioni israeliane a Gaza. Alla domanda se Israele stia commettendo genocidio, il 50% degli intervistati ha risposto di sì, il 35% ha negato e il 15% non si è espresso. La spaccatura lungo le linee politiche è evidente: il 77% dei democratici e il 51% degli indipendenti ritiene che Israele stia commettendo genocidio, mentre il 64% dei repubblicani afferma il contrario.

Il giudizio sull’operato del presidente Donald Trump nel conflitto riflette questo quadro. Solo il 34% approva la gestione del presidente, mentre il 53% la disapprova e il 12% non esprime un’opinione. Tra i repubblicani, il 77% sostiene l’azione di Trump, ma il dato crolla al 3% tra i democratici e resta limitato al 28% tra gli indipendenti.

Oltre al sostegno diretto a Israele, il sondaggio ha misurato le opinioni sul rapporto bilaterale tra i due paesi. Il 40% degli elettori ritiene che gli Stati Uniti siano “troppo favorevoli” a Israele, il 9% li giudica “non abbastanza favorevoli”, mentre il 42% considera il livello di supporto “adeguato”. Anche qui emergono forti divisioni: il 63% dei democratici pensa che Washington sostenga Israele in misura eccessiva, mentre il 69% dei repubblicani considera l’attuale livello di supporto corretto. Gli indipendenti risultano divisi, con il 42% che ritiene l’appoggio eccessivo e il 41% che lo considera adeguato.

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