Lo Stato di Washington approva una tassa del 9,9% sui milionari

La "millionaires tax" del 9,9% colpirà i redditi sopra il milione di dollari dal 2028. I repubblicani preparano ricorsi e un referendum per abrogarla

Lo Stato di Washington approva una tassa del 9,9% sui milionari
Governor Bob Ferguson

Lo Stato di Washington ha approvato una tassa del 9,9% sui redditi superiori a un milione di dollari, la prima imposta sul reddito personale nella storia dello Stato. Il governatore democratico Bob Ferguson ha firmato la legge lunedì 30 marzo, dopo una maratona legislativa durata 25 ore, durante la quale i repubblicani hanno tentato di bloccarne l'approvazione. La tassa entrerà in vigore nel 2028, con i primi pagamenti previsti nel 2029, e dovrebbe generare almeno 3 miliardi di dollari l'anno.

Lo Stato di Washington è uno dei nove Stati americani che non tassano salari e stipendi dei cittadini. La nuova legge rappresenta quindi una svolta radicale. Ferguson ha presentato il provvedimento come una questione di equità fiscale: le famiglie con redditi nel 20% più basso pagano il 13,8% del loro reddito totale in tasse statali e locali, mentre i più ricchi versano una percentuale molto inferiore. Il governatore ha accusato i tagli fiscali del presidente Trump a favore dei più abbienti di aver aggravato questa disparità.

I proventi della tassa finanzieranno pasti gratuiti per tutti gli studenti dall'asilo alla fine delle superiori, programmi di assistenza all'infanzia, crediti fiscali per le famiglie a basso reddito e agevolazioni per le piccole imprese. Lo Stato eliminerà anche l'imposta sulle vendite di pannolini, farmaci da banco e prodotti per l'igiene personale. Secondo quanto dichiarato da Ferguson al Wall Street Journal, il Working Families Tax Credit, un programma che invia assegni tra 300 e 1.300 dollari alle famiglie sotto certe soglie di reddito, sarà esteso a 460.000 famiglie in più. Le agevolazioni fiscali raggiungeranno anche 138.000 piccole imprese.

Gli oppositori non hanno perso tempo. Jackson Maynard, direttore esecutivo del Citizen Action Defense Fund, un'organizzazione guidata in parte dall'ex procuratore generale Rob McKenna, ha dichiarato a FOX 13 Seattle che la tassa è chiaramente incostituzionale. Secondo Maynard, la Costituzione dello Stato di Washington tratta il reddito come proprietà, e le tasse sulla proprietà devono essere applicate in modo uniforme a tutti i cittadini con un tetto dell'1%. La legge appena firmata non rispetta nessuno di questi requisiti. Il gruppo intende presentare ricorso entro pochi giorni, e il caso potrebbe arrivare rapidamente alla Corte Suprema dello Stato.

Sul fronte politico, Brian Heywood, fondatore del comitato conservatore Let's Go Washington, ha già avviato una raccolta firme per un referendum abrogativo alle elezioni generali di quest'anno. Per arrivare al voto serviranno circa 340.000 firme valide entro l'inizio di luglio. I leader repubblicani avvertono che la tassa potrebbe estendersi in futuro oltre i redditi milionari. Drew Stokesbary, capogruppo repubblicano alla Camera dello Stato, ha detto al Wall Street Journal che la tassa rischia di scoraggiare l'imprenditorialità che ha reso Washington uno Stato di successo. Ryan Frost, del Washington Policy Center, ha spiegato a FOX 13 Seattle che la struttura della legge prevede un'esenzione per il primo milione di dollari, ma questa soglia può essere abbassata o alzata in qualsiasi momento con una semplice maggioranza legislativa.

Lo Stato di Washington non è un caso isolato. Il Massachusetts ha introdotto nel 2023 una sovrattassa del 4% sui redditi annui sopra il milione di dollari, che nell'anno fiscale 2025 ha generato quasi 3 miliardi di dollari. La California applica una sovrattassa dell'1% sui redditi personali superiori al milione, destinata al sistema sanitario. A New York il sindaco Zohran Mamdani sta spingendo per una sovrattassa del 2% sui redditi alti. In Colorado si discute di abolire la tassa piatta sul reddito per introdurre un sistema progressivo, con aliquote più alte per chi guadagna oltre 500.000 dollari l'anno. In California un sindacato dei lavoratori dei servizi promuove un referendum per una tassa una tantum del 5% sul patrimonio dei residenti con un patrimonio netto superiore a un miliardo di dollari, una proposta che il governatore Gavin Newsom avversa.

Lo scenario negli Stati a guida repubblicana è opposto. Mississippi e Oklahoma hanno avviato percorsi per eliminare l'imposta sul reddito personale. South Carolina punta a ridurre l'aliquota massima all'1,99%. In Missouri i cittadini potrebbero votare a novembre per un piano che eliminerebbe gradualmente le imposte sul reddito e permetterebbe di ampliare le imposte sulle vendite. Il contrasto tra le due traiettorie fiscali, democratica e repubblicana, riflette una delle fratture più profonde nella politica americana.

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