L'Iran combatte con "armi da museo"

Caccia comprati negli anni Sessanta, tenuti insieme con pezzi di ricambio recuperati, vengono abbattuti con facilità. La scommessa su missili e droni mostra i suoi limiti

L'Iran combatte con "armi da museo"
Khashayar Talebzadeh

L'aviazione militare iraniana combatte con aerei che appartengono ai musei. Caccia comprati negli anni Sessanta e Settanta, prima della rivoluzione islamica del 1979, vengono mandati in volo contro alcuni dei velivoli più avanzati al mondo e abbattuti con facilità disarmante. È quanto emerge dal reportage pubblicato dal Wall Street Journal che documenta come l'obsolescenza della flotta aerea iraniana sia diventata una vulnerabilità strategica cruciale nel conflitto in corso.

In un video diffuso dall'esercito israeliano, un pilota di F-35, uno dei caccia più sofisticati in circolazione, inquadra nel sistema di puntamento uno Yak-130 iraniano, un jet subsonico russo progettato negli anni Novanta e utilizzato principalmente per l'addestramento. L'abbattimento richiede pochi istanti. "Completato. Obiettivo a terra", dice il pilota. Lo Yak-130, acquistato dall'Iran nel 2023, raggiunge appena la metà della velocità di un F-35. È uno degli aerei più recenti della flotta iraniana.

Il giorno dopo un altro episodio significativo: un pilota dell'aviazione del Qatar ha abbattuto due Sukhoi Su-24 iraniani che si avvicinavano al Golfo Persico. Si tratta di bombardieri tattici russi entrati in servizio nei primi anni Settanta e la cui produzione è cessata da oltre trent'anni. L'Iran li aveva acquistati dalla Russia nel 1991.

A Tabriz, nel nordovest dell'Iran, Israele ha distrutto a terra un F-4 Phantom II e un F-5, entrambi di fabbricazione americana, mentre si preparavano al decollo. L'F-4, cacciabombardiere supersonico prodotto dalla McDonnell Douglas, entrò in servizio nei primi anni Sessanta e venne utilizzato dagli Stati Uniti nella guerra del Vietnam e nell'operazione Desert Storm del 1991, per poi essere ritirato dal combattimento nel 1996. Non viene più prodotto da quasi mezzo secolo. L'F-5 ha un'età analoga. Entrambi erano stati acquistati dall'Iran tra gli anni Sessanta e Settanta, quando al potere c'era ancora lo scià.

Mentre gli aerei iraniani cadono uno dopo l'altro, Stati Uniti e Israele mantengono il pieno controllo dei cieli su gran parte del paese, con migliaia di raid aerei lanciati dall'inizio del conflitto sabato scorso. Gli attacchi hanno ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei e numerosi alti comandanti, distruggendo infrastrutture militari e apparati di controllo interno. L'Iran ha risposto con attacchi missilistici e con droni su obiettivi dalla Turchia all'Oman, senza però riuscire a rallentare l'offensiva. La presenza di jet iraniani nei cieli, insieme a droni e missili, ha contribuito alla confusione che ha portato all'abbattimento per fuoco amico di tre F-15 americani sul Kuwait domenica, secondo quanto dichiarato dai vertici militari statunitensi.

L'arretratezza della flotta aerea è il risultato di decenni di sanzioni internazionali che hanno impedito a Teheran di acquistare nuovi velivoli o pezzi di ricambio. La Russia ha discusso per anni la vendita di due dozzine di caccia Su-35 all'Iran, ma le ripetute dichiarazioni iraniane su una consegna imminente non si sono mai concretizzate. Per tenere in volo i propri aerei, il regime si affida a intermediari che cercano componenti sul mercato internazionale dell'usato. Uomini d'affari iraniani impegnati nel reperimento di ricambi per Boeing e Airbus hanno raccontato al Wall Street Journal di faticare a trovare venditori disposti a trattare con loro a causa delle restrizioni bancarie americane. Molti si rivolgono a mediatori che applicano commissioni molto elevate.

Il problema non riguarda solo i jet. Anche gli elicotteri dell'esercito iraniano sono antiquati. Un AH-1J Super Cobra, modello d'attacco acquistato dal regime dello scià nel 1971 dal produttore americano Bell, è precipitato di recente su bancarelle di frutta e verdura nei pressi di Isfahan, uccidendo il pilota, il copilota e due venditori. Nel 2024 il presidente iraniano Ebrahim Raisi morì a bordo di un altro elicottero dello stesso produttore, un Bell 212, modello prodotto per la prima volta nel 1968. Entrambi i modelli erano stati impiegati dall'esercito americano nella guerra del Vietnam.

Nel 2025 l'Iran disponeva di 218 aerei da combattimento contro i 278 di Israele, secondo Flightglobal, sito specializzato nell'industria aeronautica. Nessun velivolo iraniano possiede capacità stealth, il che li rende bersagli facili. L'F-35, al contrario, è progettato per evadere i missili terra-aria e penetrare nello spazio aereo iraniano senza essere rilevato. Può volare a quasi 2.000 chilometri orari per una distanza di circa 2.250 chilometri senza rifornimento e trasportare circa 1.800 chilogrammi di bombe guidate.

L'Iran ha tentato di compensare la debolezza della propria aviazione investendo in programmi missilistici e droni, ma questa strategia ha mostrato i suoi limiti. Farzan Sabet, ricercatore specializzato sull'Iran al Geneva Graduate Institute, ha spiegato al Wall Street Journal che i vincoli finanziari e tecnologici hanno impedito al paese di sviluppare efficacemente i propri aerei da combattimento attraverso il reverse engineering, spingendolo verso piattaforme alternative come missili e droni. La guerra con Israele iniziata a giugno ha però esposto i limiti di questo approccio: l'Iran ha trovato falle nelle difese israeliane ma non è riuscito a infliggere colpi strategici, mentre il proprio programma nucleare, la produzione missilistica e la catena di comando sono stati devastati dagli attacchi israeliani. "L'ingenuità del regime è stata credere che i programmi missilistici potessero compensare la mancanza di un'aviazione capace", ha dichiarato al Wall Street Journal Saeid Golkar, esperto di Iran all'Università del Tennessee a Chattanooga.

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