L'Iran avrebbe pianificato attacchi con droni contro la California, dice l'FBI
Il bureau ha distribuito un bollettino riservato alle forze dell'ordine dello Stato. Le autorità locali confermano l'allerta ma escludono minacce imminenti
Il Federal Bureau of Investigation ha avvertito i dipartimenti di polizia della California che l'Iran avrebbe preso in considerazione un attacco a sorpresa con droni contro la costa occidentale degli Stati Uniti, nel caso in cui Washington avesse colpito Teheran. L'allerta, distribuita alla fine di febbraio, è stata resa pubblica da ABC News.
Il bollettino dell'Fbi cita informazioni raccolte agli inizi di febbraio 2026, secondo cui l'Iran "avrebbe aspirato" a lanciare veicoli aerei senza pilota da una nave non identificata al largo delle coste americane, prendendo di mira obiettivi non specificati in California. Il documento precisa però che l'agenzia non dispone di ulteriori dettagli su "tempi, modalità, obiettivi o autori" dell'attacco ipotizzato. L'allerta è arrivata prima che Stati Uniti e Israele avviassero i bombardamenti contro l'Iran, e un alto funzionario delle forze dell'ordine ha dichiarato ad ABC News che i dodici giorni di attacchi avrebbero compromesso in modo significativo la capacità iraniana di portare a termine un'operazione di questo tipo.
Le autorità californiane e federali hanno risposto con cautela. Funzionari federali basati in California hanno detto a CBS News che l'allerta "non è operativa" e che le informazioni su cui si basa "non sono state verificate". Una fonte delle forze dell'ordine a conoscenza della situazione ha spiegato alla stessa testata che l'Fbi condivide regolarmente con le polizie locali qualunque informazione raccolta, anche quando non esiste una minaccia concreta e specifica. Jeff Harp, ex agente speciale dell'Fbi, ha dichiarato a CBS News che all'interno del bureau esiste una direttiva a "comunicare in modo esteso con tutte le agenzie" in presenza di qualsiasi segnale, anche parziale: "Non deve essere accurato al cento per cento. L'obiettivo è almeno lanciare un avvertimento affinché ci sia una certa preparazione".
Samantha Vinograd, già vicesegretaria del Department of Homeland Security per il contrasto al terrorismo e attualmente collaboratrice di CBS News, ha ricordato che "il regime iraniano dispone di un vasto e diversificato arsenale di droni che ha impiegato in tutto il Medio Oriente", tra cui i noti Shahed-136. Ha però precisato che "non ci sono indicazioni che l'Fbi stesse condividendo informazioni su una minaccia imminente" e che la diffusione di questo tipo di bollettino rientra nelle procedure ordinarie dell'agenzia.
Sul fronte californiano, diverse agenzie di polizia dell'area della Baia di San Francisco hanno confermato di essere in contatto con i partner federali. Il governatore Gavin Newsom ha detto ai giornalisti di essere a conoscenza delle comunicazioni alle forze dell'ordine locali riguardo al rischio di attacchi con droni, e ha sottolineato che il suo ufficio ha istituito un centro operativo statale sin dall'inizio del conflitto per monitorare le potenziali minacce alla California. "I droni sono sempre stati una priorità", ha detto Newsom in conferenza stampa. La base aerea di Travis, a Fairfield, ha annunciato misure di sicurezza rafforzate: chi accede all'installazione deve attendersi potenziali ritardi e controlli al cento per cento dei documenti di identità.
Il Los Angeles Police Department ha dichiarato in un comunicato che "al momento non esistono minacce note o specifiche a Los Angeles", pur confermando di tenere sotto osservazione gli sviluppi internazionali. Analoghe dichiarazioni sono arrivate dalle polizie di San Jose e San Francisco. Il sindaco di San Francisco, Daniel Lurie, ha scritto sui social network che le autorità cittadine sono "in costante comunicazione con i partner statali e federali, che ci hanno assicurato che non esistono minacce imminenti".
L'Fbi ha inoltre segnalato un problema distinto ma collegato: l'uso crescente di droni da parte dei cartelli messicani della droga. Un bollettino del settembre 2025, citato da ABC News, riporta che leader non identificati di cartelli avrebbero autorizzato attacchi con droni armati di esplosivo contro personale delle forze dell'ordine e militari americani lungo il confine con il Messico. Il documento definisce questo scenario "senza precedenti" ma "plausibile", pur notando che i cartelli tendono generalmente a evitare azioni capaci di attirare l'attenzione delle autorità americane. John Cohen, già responsabile dell'intelligence del Department of Homeland Security e collaboratore di ABC News, ha dichiarato alla testata: "Sappiamo che l'Iran ha una presenza estesa in Messico e Sud America, ha relazioni, ha i droni e ora ha il movente per condurre attacchi".